Scritto il 24 marzo 2010 da Lorenzo

Negli Stati Uniti molti cittadini, a causa del particolare tipo di sistema sanitario presente, non hanno la possibilità economica di garantirsi cure mediche adeguate.
L’assistenza sanitaria pubblica, quindi a carico dello Stato, sinora era garantita solo alle persone poverissime e alle persone anziane, mentre una grande fascia di americani, pur non essendo poverissima, non poteva permettersi una assicurazione privata che le garantisse una assistenza sanitaria completa.
Ora le cose dovrebbero cambiare con il provvedimento per la riforma sanitaria appena approvato dal parlamento statunitense (il Congresso degli Stati Uniti d’America) grazie al quale l’assistenza medica viene estesa a 32 milioni di cittadini.
Si stima che con questa riforma il 95% dei cittadini americani potrà disporre di una copertura sanitaria e che con i sussidi che saranno distribuiti molte famiglie potranno acquistare polizze assicurative private, cosa che prima non potevano permettersi.
La riforma del sistema sanitario nazionale voluta da Barack Obama è stata definita storica, vista l’importanza che assume e visto anche che sono molti anni, quasi un secolo, che ci sono dei tentativi – sempre falliti – per avere una riforma sanitaria come questa.
“Abbiamo dimostrato che siamo ancora un popolo capace di fare grandi cose”, ha commentato il presidente dalla Casa Bianca.
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Scritto il 17 febbraio 2010 da Lorenzo

Ieri in un discorso il presidente degli USA Barack Obama ha detto di voler far costruire delle nuove centrali nucleari negli Stati Uniti. Ha anche sostenuto che l’energia nucleare al momento è l’unica fonte energetica che non produce emissioni inquinanti e previene il cambiamento climatico.
Sono trenta anni che non vengono costruite delle nuove centrali nucleari negli USA, e questa decisione sta creando molto scandalo.
Le associazioni ambientaliste stanno già protestando sostenendo che Obama sta ignorando i rischi per la salute che l’inquinamento nucleare crea, come sta dimenticando la ingombrante presenza negli USA di centrali vecchie e pericolose che costa troppo smantellare e quindi sono ancora li, potenziali pericoli per tutti.
Nel tempo e in vari posti del mondo si sono verificati malfunzionamenti e incidenti agli impianti nucleari, il più famoso e distruttivo rimane quello accaduto alla centrale nucleare di Cernobyl nel 1986.
Inoltre c’è il problema delle scorie radioattive da smaltire, altra causa di inquinamento che la produzione di energia nucleare crea, problema alla cui soluzione Obama nel suo discorso non ha accennato: dove finiranno?
Il dibattito è aperto anche da noi in Italia, dove non ci sono centrali nucleari perché in un referendum del 1987 gli italiani, all’80%, hanno detto che non vogliono centrali nucleari, mentre il governo nell’ultimo anno ha dichiarato di voler costruire centrali nucleari.
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Scritto il 11 febbraio 2010 da Lorenzo

Oggi in Iran ci sono i festeggiamenti ufficiali del regime per il 31esimo anniversario della “Rivoluzione Islamica” e ci sono anche le manifestazioni degli oppositori al regime di Ahmadinejad, il Presidente della Repubblica islamica iraniana.
Il clima come era previsto è molto teso. Durante i festeggiamenti di regime Ahmadinejad ha dichiarato che si stanno facendo dei veloci passi avanti per produrre uranio arricchito per alimentare le centrali nucleari per la produzione di energia. Quello che teme la comunità internazionale è che l’uranio arricchito per la produzione di energia nucleare – per ora è arricchito al 20%, ha dichiarato Ahmadinejad – possa essere ulteriormente arricchito, fino al 90%, ed essere destinato alla creazione di armi nucleari.
Ahmadinejad ha anche lanciato minacce contro Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, e contro Israele, stato considerato nemico.
Dall’altra parte, nelle strade di Teheran e di altre città, ci sono le manifestazioni dei riformisti e oppositori del regime e le informazioni che riescono a trapelare, soprattutto attraverso il web, dicono che la polizia ha sparato colpi di arma da fuoco e lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti e che alcuni leader riformisti sono stati arrestati.
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Scritto il 03 febbraio 2010 da Lorenzo

Presto il Dalai Lama potrebbe visitare gli Stati Uniti dove è previsto un colloquio con il presidente Barack Obama.
A questo proposito la Cina a detto di essere contrariata da questo incontro.
Il Dalai Lama è una autorità spirituale del Buddhismo tibetano, la religione della popolazione del Tibet.
Il Tibet, regione che si trova nell’Asia centrale, ha una storia molto travagliata e non è più uno stato indipendente da quando la Repubblica Popolare Cinese (la Cina) ha invaso il suo territorio a partire dal 1949-1950, tanto che oggi il Tibet è sotto la sovranità cinese.
Da allora i tibetani, il cui rappresentante nel mondo è proprio il Dalai Lama, rivendicano la propria indipendenza contro l’occupazione e le violenze che la Repubblica Popolare Cinese ha usato contro la popolazione tibetana repressa.
La Cina preferisce che i tibetani non parlino della loro situazione.
Questo è il motivo per cui la Cina si è detta contraria alla visita del leader religioso tibetano in USA e al suo incontro con il presidente Barack Obama, sostenendo che i problemi con il Tibet riguardano la politica interna dello Stato cinese e facendo intendere che l’incontro metterebbe a rischio i rapporti USA-Cina.
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