Scritto il 22 gennaio 2010 da Lorenzo
Ieri, in occasione della Giornata della Legalità 2010, il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano era a Reggio Calabria per incontrare studenti e ragazzi.
Sempre ieri era stata ritrovata vicino all’aeroporto di Reggio Calabria un’auto piena di armi ed esplosivo e questa mattina è stato fermato un uomo che potrebbe essere collegato alla presenza di quell’auto.
Napolitano a scelto di essere a Reggio Calabria per la giornata che celebra la legalità, quindi il principio secondo cui tutti sono tenuti ad agire secondo la legge in modo che non ci siano ingiustizie e prevaricazioni, per ricordare la presenza è l’impegno dello Stato dopo i fatti di razzismo che ci sono stati a Rosarno, dopo che due settimane fa è esplosa una bomba davanti alla Procura generale di Reggio Calabria ed anche per ricordare il giudice Antonino Scopelliti che è stato ucciso dalla Mafia.
Il Capo dello Stato ha detto che gli episodi di Rosarno dovevano essere prevenuti e che la colpa è anche delle istituzioni e dello Stato che non sono stati capaci di garantire la legalità, inoltre ha riaffermato il suo “pieno sostegno alla magistratura che si sta battendo con intelligenza e professionalità” contro la criminalità.
Un episodio che segnato la visita del presidente Napolitano in Calabria e il ritrovamento dell’auto piena di armi.
Non è ancora chiaro se si sia trattato di un messaggio di intimidazione della ‘ndrangheta (organizzazione criminale che ha la sua base proprio in Calabria), rivolto a Napolitano come rappresentante dello Stato oppure di una auto abbandonata dai criminali preoccupati dalla presenza di molta polizia per la visita di Napolitano.
Non si è trattato di un attentato e l’esplosivo non aveva neppure la miccia, ma se si è trattato di un messaggio che la ‘ndrangheta ha voluto mandare i magistrati hanno già risposto che continueranno a fare il loro lavoro senza farsi spaventare.
Foto | ANSA
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