Scritto il 06 ottobre 2010 da Daniela
La ‘Ndrangheta sta attaccando le istituzioni: negli ultimi giorni in Calabria i magistrati Giuseppe Pignatone e Salvatore Di Landro sono stati colpiti da minacce e intimidazioni, tra telefonate anonime, bombe dimostrative e avvertimenti con pallottole.
La mafia calabrese si scatena ad appena cinque giorni dall’improvviso pentimento di un suo capo. Lo Stato risponde inviando l’esercito per sorvegliare il palazzo della Procura. I militari arriveranno presto, secondo quanto annunciato dal prefetto Luigi Varratta al termine della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
A Reggio Calabria i padrini reagiscono infatti minacciando coloro i quali hanno colpito la loro organizzazione: più di mille uomini arrestati negli ultimi ventiquattro mesi. Questi episodi “rendono meno vivibile quella città che avevamo sognato in termini di convivenza civile e serena”. Lo ha detto il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, uscendo dalla riunione in corso in Prefettura dopo la minaccia indirizzata al procuratore Giuseppe Pignatone. Proprio lui, ricevuta una telefonata al 113 ieri che annunciava “una sorpresa”, si è ritrovato un lanciarazzi (già usato e quindi inoffensivo) a pochi passi dal centro direzionale che è la sede della Procura.
Davanti a questi casi non si può restare a guardare: i magistrati che combattono le organizzazioni criminali svolgono un servizio per tutta la comunità e purtroppo rischiano giorno per giorno di essere uccisi.
Cosa pensi di loro? Secondo te perchè lo fanno?
L’opinione pubblica deve in questi casi essere solidale con
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