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News, Politica

Grecia: manifestazioni e scontri ad Atene, tre persone morte

Scritto il 06 maggio 2010 da Lorenzo

Ad Atene, la capitale della Grecia, da tre giorni c’è lo sciopero generale dei lavoratori e ci sono violente manifestazioni nelle strade e nelle piazze.

Lo sciopero generale, uno sciopero è generale quando riguarda tutti i lavoratori di un paese e non solo un settore, è indetto per protestare contro la possibilità che la crisi della Grecia sia pagata solo da alcune persone.

Le proteste sono contro il governo greco cui, in cambio di aiuti economici (cioè denaro in prestito da varie istituzioni che serve per uscire dalla difficile situazione economica del Paese – ci sono 9 miliardi di euro di debito che scadono il 19 maggio), è stato chiesto di fare dei tagli sui costi dello Stato. Questi tagli si dovrebbero tradurre in una riduzione di  salari e pensioni del 20-25%, una decisione che colpirebbe le famiglie più povere del paese.

Contro queste decisioni molti greci sono scesi in strada a protestare e sfogare la propria rabbia. C’è stato anche un tragico incidente: a seguito del lancio di molotov, cioè di bottiglie incendiarie, c’è stato l’incendio di una banca in cui sono rimaste soffocate tre persone.

Foto | finanzainchiaro.it

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News, Primo piano

Primo Maggio: origini e storia della festa dei lavoratori

Scritto il 01 maggio 2010 da Lorenzo

Il 1° Maggio è la Festa del Lavoro, o festa dei lavoratori e delle lavoratrici, una festa molto importante visto che il lavoro è una delle attività che occupa più tempo nella vita delle persone adulte.
Questa giorno è festeggiato ogni anno e serve per ricordare l’impegno di molti lavoratori che negli anni si sono battuti per migliorare le proprie condizioni di vita e avere maggiori diritti.

L’origine della Festa dei lavoratori si deve alle battaglie che gli operai hanno fatto per conquistare un orario di lavoro di 8 ore giornaliere.
Con la Prima Internazionale (la Prima Internazionale è una organizzazione internazionale di lavoratori, fondata nel 1864, all’interno della quale c’erano operai, anarchici e socialisti) si sviluppò un grande movimento di lotta sulla questione delle 8 ore, soprattutto presso le organizzazioni dei lavoratori statunitensi.
Una prima vittoria di questo movimento si ebbe nello stato americano dell’Illinois quando nel 1866 venne approvata una legge che introduceva la giornata lavorativa di 8 ore appunto.

Questa legge entrava in vigore il 1 Maggio del 1867, e per quel giorno venne organizzata a Chicago una grande manifestazione, un enorme corteo di lavoratori.
Successivamente un sindacato americano (un sindacato è una organizzazione che rappresenta gli interessi di operai, contadini, impiegati e altri lavoratori nei conforti dei datori di lavoro e si batte per migliorare le condizioni dei lavoratori) prese l’iniziativa di indicare nel 1 Maggio 1886 la data a partire dalla quale gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare più di 8 ore al giorno.

Il 1 Maggio 1886 in molte fabbriche degli Stati Uniti migliaia di lavoratori incrociarono le braccia: nella città di Chicago, e in altre città americane, gli operai scioperarono e parteciparono a grandi manifestazioni nelle strade.
Le manifestazioni e gli scioperi per il diritto ad 8 ore di lavoro giornaliere continuarono per più giorni dopo il 1 Maggio e si ebbero alcuni scontri con la polizia -  la polizia,  che era dalla parte dei datori di lavoro, non voleva che vincesse questo movimento che rivendicava le 8 ore di lavoro giornaliere  -  che in varie occasioni sparò  sui manifestanti e fece alcuni morti.

Durante una manifestazione che si teneva a Chicago fu lanciata una bomba da un ignoto, non si è mai saputo chi fosse. La polizia approfitto di questo avvenimento per eliminare alcuni esponenti della protesta (e di conseguenza mettere paura a lavoratori e lavoratrici, in modo da fargli rinunciare alle rivendicazioni dei diritti): della bomba furono infatti  accusati ingiustamente alcuni lavoratori anarchici, sette dei quali vennero impiccati.

Queste persone condannate ingiustamente sono passate alla storia come “martiri di Chicago, erano lavoratori che si battevano per i propri diritti e diventarono il simbolo della lotta per le 8 ore: a loro è stata dedicata la ricorrenza del 1 Maggio.

Ancora oggi la Festa dei lavoratori assume molta importanza, in questo periodo dove i diritti dei lavoratori, diritti che negli anni sono stati faticosamente conquistati, vengono sempre più limitati e sono continuamente messi in pericolo.

L’immagine utilizzata in questo post raffigura una manifestazione per la Festa dei lavoratori (Labor day) a New York nel 1882.

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News

Emergency: migliaia di persone in piazza – LIBERATI I 3 ITALIANI

Scritto il 18 aprile 2010 da Lorenzo

Ieri c’è stata a Roma la manifestazione di Emergency per chiedere la liberazione dei tre operatori sanitari innocenti arrestati in Afghanistan ed hanno partecipato migliaia di persone portando il loro sostegno all’organizzazione.

Oltre agli interventi dei rappresentanti di Emergency sul palco della manifestazione c’è stato il contributo di molti musicisti come Daniele Silvestri, Niccolò Fabi ed altri esponenti del mondo dello spettacolo che hanno voluto dimostrare il loro appoggio ad Emergency ed a quanto fa nel mondo per curare i feriti nelle zone di guerra.

Gino Strada, il fondatore di Emergency, ha detto che la manifestazione di Roma non è rivolta contro nessuno, se non contro la guerra che è “nemica di tutti”, ed è finalizzata a richiedere la liberazione degli italiani.

AGGIORNAMENTO: I 3 italiani, Marco Garatti, Matteo Dall’Aira e Matteo Pagani, sono stati liberati oggi dopo otto giorni di prigionia.

Foto: una immagine della manifestazione con manifestanti che si sono incatenati simbolicamente; fonte: Ansa.

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News, Politica, Primo piano

Kirghizistan: dopo violenti scontri viene abbattuto il regime e formato un governo provvisorio

Scritto il 08 aprile 2010 da Lorenzo

Il Kirghizistan è una repubblica che si trova nell’Asia centrale (nella cartina è segnata in rosso) ed è indipendente dal 1991 – prima faceva parte dell’Unione Sovietica – , è un paese montagnoso, povero e con una economia prevalentemente agricola.
Ieri ci sono stati dei violenti scontri a Bishkek, la capitale del Paese, e in molte altre città della repubblica kirghisa, scontri che hanno provocato 68 morti e molti feriti (i dati non sono certi).

Gli scontri si sono avuti a seguito delle violente manifestazioni di protesta promosse dalla opposizione al governo: l’opposizione ha accusato il regime di aver limitato le libertà democratiche, di corruzione e del rincaro dei prezzi di molti beni di consumo il cui costo è salito vertiginosamente.

La manifestazione si è allargata a tutto il paese e la polizia avrebbe sparato provocando i morti.

Questo ha inasprito ancora di più gli animi e i manifestanti sono entrati nel Parlamento, negli edifici dove risiedeva il governo e nella sede della televisione, e a seguito di questo il governo è stato costretto ad abbandonare la capitale.

Al potere si sono installati i leader dell’opposizione che hanno sciolto il Parlamento e formato un governo provvisorio che resterà in carica per i prossimi 6 mesi con il compito di riportare la pace e la stabilità.

Il Kirghizistan ha una posizione geografica politicamente importante e interessante per molti, lì c’è anche un base militare americana che è fondamentale per le operazioni militari della Nato in Afghanistan.

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Libri, News, Primo piano

Zahra’s Paradise: ecco il fumetto che racconta la protesta in Iran

Scritto il 20 febbraio 2010 da Lorenzo

Dal giugno del 2009 l’Iran è scosso da un forte movimento di protesta, chiamato la Rivoluzione Verde iraniana, ancora in corso contro il governo dittatoriale guidato da Mahmud Ahmadinejad.

Il dissenso al regime, la protesta e l’attuale situazione politica e sociale in Iran ora sono raccontati attraverso un fumetto: si chiama Zahra’s Paradise, è tradotto in più lingue, anche in italiano, ed è diffuso via internet attraverso il sito zahrasparadise.com (sotto proponiamo la prima puntata del fumetto).

Del fumetto saranno pubblicate delle nuove puntate tre giorni la settimana: il lunedì, il mercoledì e il venerdì.

Su Zahra’s Paradise si racconta la storia di un ragazzo scomparso a seguito della  rivolta che infuria a Teheran, capitale dell’Iran, dopo la elezione di Ahmadinejad (sono molte le persone ‘scomparse’ dopo aver partecipato alle proteste) e dei familiari che lo cercano, in mille modi, facendoci conoscere molte cose di questo paese.

Gli autori del fumetto si firmano coi nomi di Amir e Kahlil, sono nomi inventati perché mettere i veri nomi degli autori sul fumetto è troppo pericoloso vista la situazione di continua repressione che vive in Iran chiunque prenda parte contro il regime di Ahmadinejad.

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News, Politica

TAV: tensione e scontri nelle manifestazioni contro l’Alta Velocità

Scritto il 18 febbraio 2010 da Lorenzo

In Val Susa ci sono state ieri manifestazioni e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, negli sconti c’è stato anche un ferito grave che è in ospedale in prognosi riservata (al momento non è possibile prevedere il decorso della malattia).

La Val Susa è una valle alpina che si trova nella parte occidentale del Piemonte, tra Torino e il confine con la Francia. In questa valle si stanno costruendo delle linee ferroviarie dove devono passare i Treni ad Alta Velocità (TAV), cioè dei treni che si muovono a velocità particolarmente alte – oltre i 200 chilometri orari – e per questo hanno bisogno di linee ferroviarie adatte.

Contro la costruzione di queste linee ferroviarie, che devono collegare città italiane e francesi (Torino e Lyon) si stanno opponendo i cosiddetti NO TAV, delle persone che sono contraie ai TAV.

I NO TAV ritengono che i Treni ad Alta velocità siano mezzi di trasporto nocivi per l’uomo e per l’ambiente perché inquinano, creano molto rumore, e soprattutto perchè per costruire queste linee si distrugge irreversibilmente un contesto ambientale fatto di boschi e fonti idriche preziose.
I NO TAV sostengono anche che una linea che collega Torino alla Francia c’è già ed è sotto utilizzata: ogni giorno ci passano solo 78 treni, mentre la linea potrebbe far passare più di 200 treni al giorno.
Contro tutto questo il movimento NO TAV da tempo sta manifestando in vari modi.

Intanto in gennaio sono iniziati i lavori di trivellazione per preparare la linea ferroviaria.
Ieri i dimostranti hanno cercato di superare lo sbarramento delle forze dell’ordine che difende i lavori e sono nati gli scontri. Da li i NO TAV si sono spostati verso l’autostrada – la A32 Torino-Bardonecchia -, bloccandola per impedire il passaggio ad alcuni mezzi delle forze dell’ordine.

La manifestazione di protesta sta continuando, questa mattina i manifestanti si sono dati appuntamento davanti alla sede Rai di Torino.

Foto: lastampa.it

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News, Primo piano

Iran: le dichiarazioni di Ahmadinejad alle celebrazioni di regime e la repressione dei manifestanti

Scritto il 11 febbraio 2010 da Lorenzo

Oggi in Iran ci sono i festeggiamenti ufficiali del regime per il 31esimo anniversario della “Rivoluzione Islamica”  e ci sono anche le manifestazioni degli oppositori al regime di Ahmadinejad, il Presidente della Repubblica islamica iraniana.
Il clima come era previsto è molto teso. Durante i festeggiamenti di regime Ahmadinejad ha dichiarato che si stanno facendo dei veloci passi avanti per produrre uranio arricchito per alimentare le centrali nucleari per la produzione di energia. Quello che teme la comunità internazionale è che l’uranio arricchito per la produzione di energia nucleare – per ora è arricchito al 20%, ha dichiarato Ahmadinejad – possa essere ulteriormente arricchito, fino al 90%, ed essere destinato alla creazione di armi nucleari.
Ahmadinejad ha anche lanciato minacce contro Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, e contro Israele,  stato considerato nemico.

Dall’altra parte, nelle strade di Teheran e di altre città, ci sono le manifestazioni dei riformisti e oppositori del regime e le informazioni che riescono a trapelare, soprattutto attraverso il web, dicono che la polizia ha sparato colpi di arma da fuoco e lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti e che alcuni leader riformisti sono stati arrestati.

Foto | ilsole24ore.com

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Politica, Società

Iran: manifestazione contro l’ambasciata italiana – domani le celebrazioni di regime

Scritto il 10 febbraio 2010 da Lorenzo

A Teheran, la capitale dell’Iran, un centinaio di persone sotto la guida del governo iraniano ha manifestato violentemente, lanciando pietre e uova, sotto l’ambasciata francese e quella italiana.

L’ambasciata è la residenza dell’ambasciatore, il rappresentante ufficiale all’estero di uno Stato. L’ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Bradanini, ha detto che l’ambasciata resta comunque aperta.

In Iran c’è un governo dittatoriale e fondamentalista, e nel tempo ci sono stati molti attacchi alle ambasciate dei paesi stranieri che si sono espressi contro la politica ufficiale iraniana.

L’ambasciata italiana è stata colpita dopo le critiche che Silvio Berlusconi ha rivolto al governo iraniano in un recente viaggio-visita a Gerusalemme, in Israele. In quella circostanza Berlusconi ha detto che l’Italia sostiene le sanzioni che la comunità internazionale vuole infliggere all’Iran  per le sue ricerche finalizzate alla creazione di armi nucleari.

Intanto domani, 11 febbraio, a Teheran si celebreranno delle  ricorrenze ufficiali del regime iraniano e anche gli oppositori del governo preparano delle manifestazioni. La situazione è esplosiva e si teme che ci possano essere scontri violenti con morti e feriti, come già è successo poco tempo fa.

Foto |  adnkronos.com

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News, Scuola

Protesta al liceo Gandhi di Milano: studenti sul tetto

Scritto il 20 gennaio 2010 da Lorenzo

Cinque studenti-lavoratori del Liceo civico serale Gandhi di Milano sono, dal 18 gennaio, sul tetto della loro scuola per protestare contro la chiusura dei corsi del loro istituto.

Il Comune di Milano, infatti, ha deciso di chiudere alcuni corsi della scuola per mancanza fondi.
Da alcuni mesi ci sono stati, per protestare contro questa decisione, cortei e ricorsi in tribunale (il ricorso al TAR, il Tribunali Amministrativo Regionali, è stato vinto), ma il Comune è ancora deciso a chiudere le classi.

I cinque studenti – sono studenti-lavoratori intorno ai 20 anni di età – sono accampati sulla terrazza con cibo e sacchi a pelo e vogliono restarci sino a quando non sarà decisa la riapertura delle classi in modo che possano studiare.

Sullo striscione che hanno srotolano lungo il fianco dell’edificio infatti c’è scritto “Vogliamo solo Studiare”.

Ecco un video sulla vicenda:

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News, Politica

Iran: ancora repressione, arresti e condanne a morte per l’opposizione al regime

Scritto il 30 dicembre 2009 da Lorenzo

Shirin Ebadi donna iraniana nobel per la pace

E’ ancora molto teso il clima in Iran dopo i violenti scontri dei giorni scorsi, avvenuti durante la celebrazione dell’Ashura, tra polizia e oppositori del regime.

Il regime dittatoriale e repressivo iraniano, con a capo Mahmud Ahmadinejad, continua a minacciare gli oppositori che, dopo le proteste, sono ancora più duramente perseguitati e ci sono molti arresti e condanne a morte.
Il regime ha convocato a proprio sostegno alcune manifestazioni di piazza che si stanno svolgendo in diverse città, prima tra tutte la capitale Teheran.

Molti esponenti dell’opposizione al regime e giornalisti iraniani sono stati arrestati.
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