Scritto il 17 settembre 2010 da Marco Filoso
Viaggiare nello spazio non sarà più solo un sogno. L’ha annunciato l’americana “Boeing Company”, la maggiore industria aerospaziale del mondo. Oltre a essere il più grande costruttore al mondo di velivoli commerciali e militari, la Boing produce elicotteri, missili, satelliti e razzi vettori.
Insomma, q
uando mercoledì l’azienda ha annunciato che intenderà investire nel turismo spaziale, è stato il momento in cui molti hanno pensato che si stava schiudendo una nuova Era.
Al progetto partecipano anche la NASA (Amministrazione Nazionale dell’Aeronautica e dello Spazio degli Stati Uniti), e la Space Adventures. il Congresso degli Stati Uniti d’America (…il parlamento) è indaffarato a decidere sulla destinazione di ingenti capitali dai quali dipende in concreto la realizzazione di tali progetti nonché il futuro della ricerca aerospaziale.
Alcuni facoltosi turisti hanno già avuto la possibilità di partecipare a qualche missione spaziale, la capsula russa Soyuz ha offerto viaggio e soggiorno di una settimana sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per la modica cifra di 40 milioni di dollari (bevande escluse!).
Si tratta della stazione spaziale che si trova in orbita attorno alla Terra a un’altitudine di circa 350 km e che è composta di moduli che sono stati costruiti negli Stati Uniti, in Russia, in Giappone e in Europa.
I primi turisti potrebbero raggiungere la stazione già nel 2015 da Cape Canaveral in Florida.
L’azienda è intenzionata a sviluppare e a testare una capsula spaziale che possa contenere fino a sette passeggeri.
Si ritiene che attraverso una sana concorrenza i prezzi scenderanno vertiginosamente.
Il progetto americano di costruire una base permanente sulla luna è stato temporaneamente accantonato per mancanza di fondi. L’industria e la ricerca aerospaziale ha sempre avuto costi “astronomici” ed allora si è pensato bene di abbandonare le ambizioni più fantasiose e di immaginare dei progetti che facessero entrare dei soldi con quello che già si sapeva fare bene. Sono quarant’anni che diversi tipi di razzi oltrepassano gli strati più alti dell’atmosfera terrestre, una certa esperienza ce l’hanno sia alla NASA che altrove. Insomma si è pensato di unire l’utile al dilettevole, se l’industria aerospaziale troverà il modo di autofinanziarsi ripenserà anche al progetto della base spaziale sulla luna o su marte, per adesso sono aperte le prenotazioni!
M. Filoso
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