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9 luglio: giornata di sciopero dei giornalisti

Scritto il 09 luglio 2010 da Lorenzo

Oggi 9 luglio è stata indetta una giornata di sciopero, da parte dei giornalisti, contro la legge sulle intercettazioni.

In uno sciopero i lavoratori rinunciano al lavoro – e alla retribuzione per il tempo, per le ore dello sciopero – per rivendicare dei diritti, per motivi salariali, per protesta contro decisioni che ritengono ingiuste e per solidarietà ad altri lavoratori o persone che manifestano.

Lo sciopero di oggi è stato indetto dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), che è il sindacato dei giornalisti italiani, per protestare contro il disegno di legge sulle intercettazioni perché, secondo il sindacato, quella legge se approvata limiterebbe la libertà d’informazione in quanto impedirebbe ai giornalisti di dare alcune notizie, oltre a limitare la possibilità di combattere il crimine.
Lo sciopero di oggi vuole sensibilizzare tutti su questi problemi e vuole protestare contro il governo che vuole approvare quella legge.

Per lo sciopero dei giornalisti oggi in edicola i giornali presenti saranno pochi, i pochi telegiornali e radiogiornali che andranno in onda daranno solo alcune notizie e anche su internet molti blog e siti di informazione si limiteranno a parlare solo dello sciopero e dei motivi che lo hanno reso necessario.

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News, Politica

Roma: manifestazione dei terremotati dell’Aquila e scontri con la polizia

Scritto il 08 luglio 2010 da Lorenzo

Ieri a Roma c’è stata una manifestazione delle persone colpite dal terremoto che c’è stato all’Aquila l’anno scorso, il 6 aprile 2009, terremoto a causa del quale sono ancora molti gli sfollati, cioè le persone che non sono potute ancora rientrare nella loro casa perché distrutta o pericolante, e in particolare gli interventi di ricostruzione del centro storico della città sono fermi.

Il Governo aveva promesso agli aquilano una ricostruzione – che ancora non c’è stata – e aiuti economici in modo da dare loro una mano visto che sono stati colpiti da questa enorme tragedia e molti hanno ancora le case distrutte. Uno di questi aiuti era di sospendere il pagamento delle tasse, quindi non pagarle per un periodo, e dopo recuperare quelle non pagate quando i tempi saranno migliori per i terremotati.

Solo che il Governo ha deciso di far pagare le tasse a molti terremotati già dal 1 luglio, e ha deciso che poi dal 1 gennaio 2011 tutti i terremotati devono pagare le tasse e a rate cominciare a pagare quelle non pagate, mentre ancora L’Aquila e la sua provincia sta cercando di risollevarsi dopo il sisma.

Contro questa richiesta molti terremotati aquilani sono andati a manifestare a Roma e volevano arrivare con il corteo – pacificamente – sino al Parlamento, il luogo in cui si decidono le leggi, per fare sentire le loro richieste e cercare di dire che i terremotati sono contrari a questa decisione del Governo.

Solo che per andare verso il Parlamento la manifestazione doveva passare vicino a Palazzo Grazioli, cioè il palazzo dove abita a Roma Silvio Berlusconi, il Capo del Governo.

La polizia ha bloccato con la forza, a colpi di manganello, i manifestanti, ci sono stati degli scontri e sono state ferite due persone.

Solo in serata il Governo ha deciso che il recupero delle tasse non versate avverrà in 10 anni e non in 5, quindi i terremotati hanno un po’ di tempo in più per poter pagare le rate delle tasse non pagate.

Fonte della foto: dazebao.org

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La legge sulle intercettazioni approvata al Senato e le proteste

Scritto il 11 giugno 2010 da Lorenzo

Fa molto discutere il disegno di legge (dll) sulle intercettazioni telefoniche, un progetto di legge voluto dal governo che si muove in questi giorni verso l’approvazione definitiva.

Per ‘intercettazioni’ si intende il registrare, all’insaputa delle persone che parlano, le conversazioni che avvengono per telefono o in una stanza tra due o più persone per poter fare indagini e capire se si stanno commettendo delle violazioni della legge o meno.

Il disegno di legge sulle intercettazioni limita la possibilità per gli investigatori di fare queste registrazioni e fa delle multe altissime ai giornali che pubblicano le intercettazioni.

Ieri questo disegno di legge è stato approvato dal Senato, cioè in una delle due aule del Parlamento italiano. Entro il mese di luglio la legge sulle intercettazioni deve andare all’altro ramo del Parlamento, alla Camera, e qui potrebbe essere approvata definitivamente.

Per i promotori di questo disegno di legge spesso le intercettazioni limitano la privacy, cioè il diritto di ognuno a che non venga violata la riservatezza riguardo alla vita privata e alle informazioni personali, quindi le intercettazioni vanno limitate.

Di parere contrario sono molti giornalisti e gente comune che si oppone a quella che viene anche chiamata “legge-bavaglio” perché la legge se approvata metterà un bavaglio ai mezzi di informazione, un fazzoletto legato intorno alla bocca per non consentire di fare informazione e di far conoscere i risultati di intercettazioni giudiziarie dove siano rivelati dei reati.

Secondo chi si oppone al disegno di legge sulle intercettazioni, infatti, se viene approvato questo ddl con molta difficoltà si riuscirà a fare indagini giornalistiche e giudiziarie, perché sarà di molto limitata la possibilità dei giudici di ordinare delle intercettazioni ritenute utili alle indagini.

Per questo motivo quindi i giornalisti hanno già proclamato uno sciopero per il venerdì 9 luglio, una “Giornata del silenzio” dove la stampa si asterrà, per protesta, dal fare informazione (quindi non usciranno i giornali e non ci saranno i telegiornali, per esempio).

Intanto già da oggi ci sono molte manifestazioni di protesta dei molti che si oppongono a questa legge considerata illegittima, considerata una violenza nei confronti della democrazia.

Foto: giornalaio

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News, Politica

Intercettazioni: il disegno di legge del governo e le proteste

Scritto il 25 maggio 2010 da Lorenzo

Sta facendo molto discutere in questi giorni il disegno di legge (dll) sulle intercettazioni, un progetto di legge voluto dal governo che si muove verso l’approvazione definitiva.

Contro questo disegno di legge si sta mobilitando l’opposizione al governo in parlamento e molti giornali, giornalisti e comuni cittadini che protestano e parlano di “legge bavaglio” per dire che la legge metterebbe un bavaglio ai mezzi di informazione, un fazzoletto legato intorno alla bocca per non consentirgli di fare informazione e di far conoscere i risultati di intercettazioni giudiziarie dove siano rivelati dei reati.

Secondo gli oppositori, infatti, se viene approvato questo ddl con molta difficoltà si riuscirà a fare indagini giornalistiche e giudiziarie, perché sarà di molto limitata la possibilità dei giudici di ordinare delle intercettazioni ritenute utili alle indagini.

Per i promotori del disegno di legge contro le intercettazioni, tra cui c’è il ministro della Giustizia Angelino Alfano, spesso queste intercettazioni limitano la privacy, cioè il diritto di ognuno a che non venga violata la riservatezza riguardo alla vita privata e alle informazioni personali, quindi le intercettazioni vanno limitate.

Il testo del disegno di legge sta procedendo verso l’approvazione, ma la situazione è ancora aperta e può evolversi in vari modi.

Foto: ANSA

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Apprendisti già a 15 anni? Un emendamento alla Finanziaria ridurrebbe l’obbligo scolastico

Scritto il 21 gennaio 2010 da Lorenzo

Sta facendo molto discutere un emendamento alla Finanziaria che prevede la possibilità che l’ultimo anno di scuola dell’obbligo, quindi già a 15 anni di età, si possa fare apprendistato per un lavoro.

Questo emendamento – un emendamento è una parziale modifica ad una legge, in questo caso si modifica una legge collegata alla Finanziaria – se diventerà legge farà in modo che si possa sostanzialmente terminare la scuola prima dell’attuale scadenza dell’obbligo scolastico (fissato a 16 anni) e l’apprendistato varrebbe come un anno di scuola.

L’emendamento è presentato dalla maggioranza, dalla parte del Parlamento che sostiene l’attuale governo, mentre è duramente criticato dall’opposizione e dai sindacati dei lavoratori.

Per la maggioranza questo provvedimento aiuterebbe i giovani ad inserirsi meglio nel mondo del lavoro, riducendo i tempi d’attesa.

Opposizione e sindacati sono invece perplessi e sostengono che il Governo deve investire maggiormente nell’istruzione perché il mondo del lavoro attuale richiede una grande preparazione di base che permetta l’aggiornamento e la formazione continua, quindi sono necessari investimenti che favoriscano la conoscenza e indirettamente l’occupazione.

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News, Politica

Il decreto Ronchi e la privatizzazione dell’acqua

Scritto il 23 novembre 2009 da Lorenzo

liberalizzazione privatizzazione acqua

Qualche giorno fa, il 17 novembre scorso, il parlamento ha dato l’ok ad una legge proposta dal Governo, il decreto legge Ronchi, che prevede una serie di privatizzazione nel settore dei servizi pubblici e tra questi c’è anche la liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua.

La privatizzazione - si dice anche liberalizzazione – è il dare ai privati la gestione di un sevizio che prima era gestito soprattutto da società controllate dagli organismi pubblici (come lo Stato, le Regioni, le Provincie e i Comuni).

Il decreto Ronchi è una legge che prende il nome da Andrea Ronchi, ministro delle Politiche Comunitarie dell’attuale Governo. Questa legge si muove nella direzione delle privatizzazione dei servizi di gestione dell’acqua, quindi da la gestione dell’acqua ai privati e non sarà più gestita e controllata direttamente dalle società pubbliche come era sino ad adesso.

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