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Ambiente e ecologia, Politica, Primo piano, Scienza e Tecnologia

Terre rare: l’ultima sfida tra Cina e Occidente!

Scritto il 09 novembre 2010 da Marco Filoso

Avete presente la Tavola Periodica degli Elementi? Circa cento caselle rappresentano tutti i mattoncini di cui può essere fatta la materia. Una ventina di essi sono molto comuni e in particolare quelli che occupano le caselle nella parte alta della Tavola. Se raccogliamo una manciata di terreno, possiamo essere sicuri di avere nelle mani elementi come l’ossigeno, il silicio, il carbonio, l’idrogeno, l’alluminio, il calcio, il ferro e così via. Questi elementi si combinano tra loro in modi caratteristici creando un’infinità di minerali (più di 4000!). I minerali, a loro volta, sono i costituenti delle rocce.

Dall’Età della Pietra siamo passati all’Età del Bronzo e poi a quella del Ferro. Negli ultimi duemila anni poi, l’Uomo ha affinato le proprie conoscenze e ha imparato a sfruttare sempre più i materiali che riusciva a estrarre dalle rocce. Con l’avvento delle tecnologie moderne però, da non più di 40 anni, siamo entrati in una nuova Età, L’Età delle Terre rare! Si tratta di tutti quegli elementi che si trovano nelle ultime caselle della Tavola Periodica (17 in tutto, i cosiddetti Lantanoidi, lo Scandio e l’Ittrio).

Questi elementi hanno proprietà uniche che trovano molteplici applicazioni nell’industria militare e anche in quella civile, li troviamo, infatti, in tutte le apparecchiature elettroniche e informatiche (magneti, laser, fibre ottiche, disk drives, batterie ricaricabili, chip delle memorie dei computer, superconduttori dalle alte temperature, schermi a cristalli liquidi, ecc.) come anche nelle marmitte catalitiche, nelle apparecchiature a raggi X, nelle lampade fluorescenti ecc.

Nonostante il nome, questi minerali non sono così rari, il problema sta nel fatto che non esistono veri giacimenti di Terre rare, essi sono contenuti in tracce in svariati minerali. Per questo motivo la loro estrazione è associata all’estrazione di altri elementi.

Durante gli ultimi vent’anni la Cina è stata la più grande esportatrice di Terre rare (fino al 95% del mercato mondiale) sia per il basso costo del lavoro dei minatori e sia per la quasi totale mancanza di leggi concernenti la protezione ambientale. La lavorazione delle Terre rare può produrre, infatti, molti sottoprodotti tossici e inquinanti.

Dal 18 ottobre però la Cina ne ha sospeso inavvertitamente (forse indispettita da alcune scaramucce con il Giappone) l’esportazione mettendo in allarme tutti i paesi produttori di tecnologia. Benchè le esportazioni dalla Cina siano già riprese sul finire del mese scorso, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha ribadito la volontà e la necessità di emanciparsi dalla dipendenza cinese.

E’ notizia di ieri che l’Istituto americano per gli scavi minerari sottomarini (Underwater Mining Institute – UMI) nella persona del suo presidente Dott Charles L. Morgan, sta riconsiderando economicamente la possibilità di raschiare i fondali oceanici ricoperti dai cosiddetti “noduli di manganese” che sono ricchi, oltre che di manganese, di nichel, di rame e di cobalto. E’ noto che nei noduli di manganese sono compresenti notevoli quantità di Terre rare. Questo tipo di attività mineraria è molto costoso e al momento sembra che gli americani, come tutto il mondo occidentale, sia destinato a perdere la sfida con la Cina. L’augurio che rivolgiamo a tutta l’Umanità è di riuscire a risolvere la faccenda senza ricorrere a strategie di prevaricazione, di conflitti armati e nel pieno rispetto dell’ambiente naturale e di chi lavora nelle miniere. Le esperienze del passato (riguardo al petrolio per esempio) non ci fanno essere molto ottimisti su come andranno le cose, è quindi importante cercare di acquisire informazioni e consapevolezza della questione, perché ognuno possa collaborare, nel suo piccolo, a salvare il Pianeta!

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News, Primo piano

Terremoto in Cina: centinaia di morti

Scritto il 14 aprile 2010 da Lorenzo

Sono almeno 300 le vittime del violento terremoto che c’è stato in Cina questa notte (in Italia erano le ore 00.50, in Cina le 7.49). La zona colpita dal sisma è una regione chiamata Qinghai, che si trova al confine con il Tibet.

Per il momento si parla anche di 8.000 feriti (il bilancio è provvisorio). L’intensità del terremoto è stata di 7,1 gradi Richter – la scala Richter è un sistema per misurare l’energia di un terremoto.

La forte scossa ha fatto crollare case ed ha danneggiato molte strade, i molti feriti sono tra le strade e sono partiti i soccorsi.
La macchina dei soccorsi è intervenuta prontamente anche per rimuovere le macerie sotto le quali potrebbero esserci dei feriti.

Questa area era già stata colpita da un terremoto nel 2008, terremoto che ha causato più 87.000 morti.

Fonte immagine: style.it

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News

Oggi è il Capodanno cinese, inizia l’anno della Tigre

Scritto il 14 febbraio 2010 da Lorenzo

Oggi, 14 febbraio, si festeggia la Festa di Primavera che è una delle feste tradizionali più importanti per i cinesi ed è conosciuta anche come Capodanno cinese perché è l’inizio del nuovo anno per il calendario cinese.
Quello che inizia per i cinesi è l’anno dedicato alla tigre, che come segno zodiacale asiatico è simbolo di forza, coraggio e passione.

Oltre che in Cina la ricorrenza è festeggiata dai cinesi di tutto il mondo, anche in Italia; a Milano, per fare un esempio, la comunità cinese conta più di 15.000 residenti e ci saranno tradizionali sfilate e banchetti.

Per questa festa, che dura per 15 giorni, le famiglie cinesi si riuniscono e si scambiano regali.

Ecco l’inizio dei festeggiamenti a Hong Kong:

Foto | Flickr

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News, Politica, Primo piano, Società

La Cina si oppone all’incontro di Obama con il Dalai Lama‎

Scritto il 03 febbraio 2010 da Lorenzo

Presto il Dalai Lama potrebbe visitare gli Stati Uniti dove è previsto un colloquio con il presidente Barack Obama.
A questo proposito la Cina a detto di essere contrariata da questo incontro.

Il Dalai Lama è una autorità spirituale del Buddhismo tibetano, la religione della popolazione del Tibet.

Il Tibet, regione che si trova nell’Asia centrale, ha una storia molto travagliata e non è più uno stato indipendente da quando la Repubblica Popolare Cinese (la Cina) ha invaso il suo territorio a partire dal 1949-1950, tanto che oggi il Tibet è sotto la sovranità cinese.
Da allora i tibetani, il cui rappresentante nel mondo è proprio il Dalai Lama, rivendicano la propria indipendenza contro l’occupazione e le violenze che la Repubblica Popolare Cinese ha usato contro la popolazione tibetana repressa.

La Cina preferisce che i tibetani non parlino della loro situazione.

Questo è il motivo per cui la Cina si è detta contraria alla visita del leader religioso tibetano in USA e al suo incontro con il presidente Barack Obama, sostenendo che i problemi con il Tibet riguardano la politica interna dello Stato cinese e facendo intendere che l’incontro metterebbe a rischio i rapporti USA-Cina.

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