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Ambiente e ecologia, Opinioni, Scienza e Tecnologia

Darwin e la scoperta dell’acqua calda!

Scritto il 26 settembre 2010 da Marco Filoso

Charles Darwin è stato un grande naturalista, si è occupato cioè di piante, di animali e di rocce. Nella prima metà dell’800 ha elaborato lateoria dell’evoluzione delle specie”.

La parola “teoria” è giustamente sinonimo di “opinione scientifica”, validissima che sia, provata e comprovata, è pur sempre una teoria!

Qualche vecchio bacucco continua a pensare all’Evoluzionismo solo come ad una “Teoria”, come se oggi, agli studenti di astronomia, si spiegasse il sistema solare accennando all’”opinione-teoria” di Copernico (…quello che capì che facendo girare la Terra intorno al sole, piuttosto che viceversa, tutto appariva molto più semplice!).

Spiegare di cosa si tratta non è così difficile. Immaginiamo un branco di lupi ostili all’uomo. Un bel giorno una coppia di lupacchiotti, molto più socievoli degli altri, decide di avvicinarsi al villaggio degli uomini. In un primo momento gli uomini sono spaventati ma quando poi capiscono le buone intenzioni degli animali, li accolgono e decidono di adottarli.

Dalla coppia di lupi nascono alcuni cuccioli buoni e altri cattivi. Quelli cattivi però vengono regolarmente sterminati e così sopravvivono solo i buoni. Buoni e cattivi, in biologia, non rappresentano altro che due caratteri genetici, se ne eliminiamo regolarmente un tipo, questo tenderà a scomparire. E’ come se da un cesto colmo di palline rosse e verdi continuassimo ad estrarne una rimettendola dentro se rossa e scartandola se verde. Ad un certo punto avremo il cesto pieno solo di palline rosse!

Nello stesso modo cominceremo ad avere progenie di lupi sempre buoni e addomesticabili e potremmo lavorare anche su altre caratteristiche, siano esse fisiche o comportamentali. E’ pressappoco così che sono sorte tutte le varietà di cani che conosciamo. Nel caso che abbiamo descritto è stato l’uomo l’artefice delle trasformazioni, ma normalmente è la natura a operare in tal senso. Per sopravvivere occorre adattarsi all’ambiente che ci circonda.

Oggigiorno, le questioni aperte per i naturalisti non sono certo quelle di mettere in discussione che le specie viventi possano trasformarsi o meglio “evolversi” generandone di nuove e portando all’estinzione quelle vecchie. La scienza si occupa piuttosto di svelare e di comprendere come tutto ciò possa accadere. E’ un po’ come se, costatato il passaggio delle automobili per la strada, cominciassimo a farci domande sul loro funzionamento e iniziassimo così a smontarne gli ingranaggi del motore per capirne la funzione.

Se allora il lavoro di Darwin si limita alla costatazione che le specie possono trasformarsi (…più una lunga serie di ragionevoli conseguenze) e se tale costatazione – dicevo – è così evidente e potremmo dire banale, perché ci sono voluti così tanti secoli prima di accorgercene?

Nel prossimo post elencheremo molti buoni motivi…

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News, Scienza e Tecnologia

Avvistata la stella più grande mai vista, è 265 volte più grande del Sole

Scritto il 22 luglio 2010 da Lorenzo

Grazie al supertelescopio Very Large Telescope (tradotto letteralmente: ‘telescopio molto grande’, un sistema di quattro telescopi – sono nella foto sotto) dell’ ESO (l’European Southern Observatory, una organizzazione astronomica che coinvolge tredici nazioni dell’Unione Europea, tra cui l’Italia) è stata avvistata la stella R136a1, che è stata soprannominata “stella mostro” per le sue dimensioni.

Si tratta infatti del corpo astrale più grande mai visto, ha una massa pari a circa 265 volte quella del Sole, ed emette una luce che è 10 volte quella solare.

Gli scienziati finora non credevano possibile che potesse esistere una stella di queste dimensioni.

Fonti immagini: l’immagine (sopra) che fa vedere le dimensioni della stella R136a1 rapportate con quelle del sole , e la foto (sotto) del telescopio Very Large Telescope sono state prese dal sito dell’European Southern Observatory.

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News, Primo piano, Scienza e Tecnologia

Il telescopio spaziale Planck ci dà l’immagine di come era l’Universo alle sue origini

Scritto il 06 luglio 2010 da Lorenzo

L’ ESA è l’Agenzia Spaziale Europea, coordina i progetti spaziali di 18 paesi europei ed il suo compito è quello, come è stato detto alla sua nascita, di «Sostenere e promuovere per scopi esclusivamente pacifici la cooperazione tra gli stati europei nella ricerca e tecnologia spaziale e nelle loro applicazioni, con l’intento di usarle per scopi scientifici e sistemi operativi».
Ora l’ESA, attraverso il telescopio spaziale Planck, ha ottenuto una importante immagine che rivela come era l’Universo alle sue origini.

Il telescopio è stato lanciato l’anno scorso nello spazio proprio con il compito di ottenere maggiori informazioni riguardo alla ‘antica luce’ del cosmo, sull’Universo di 14 miliardi di anni fa, quando era ancora nelle fasi iniziali dell’espansione cosmica.

I ricercatori sono soddisfatti e affermano che la mappa, che racchiude il cosmo in una unica immagine e che ha messo a disposizione una notevole quantità di dati, li aiuterà a capire meglio come l’Universo si è formato.
In particolare il professor David Southwood, direttore scientifico dell’ESA, ha detto: «E’ questo il momento per il quale Planck è stato costruito. Non stiamo offrendo risposte. Stiamo aprendo le porte di un Eldorado [nota del redattore: L'Eldorado è un Paese leggendario in cui vi sarebbero grandi quantità di oro e pietre preziose] in cui gli scienziati potranno andare a caccia di pepite d’oro, che approfondiranno la nostra comprensione su come l’Universo è nato e su come funziona»

L’immagine (che si vede sopra) ha uno sfondo in colori rosso-arancione che rappresenta la prima luce dell’Universo. Si vedono poi delle leggere increspature che sono gli embrioni delle galassie.

Quest’immagine è solo una prima tappa da cui i ricercatori possono partire per rivelarci nuove grandi scoperte sulle nostre origini.

Fonte immagine: sito ufficiale dell’ESA

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News, Scienza e Tecnologia

Registrati per la prima volta i suoni del Sole – eccoli

Scritto il 23 giugno 2010 da Lorenzo

L’estate è arrivata, e iniziata ufficialmente il 21 giugno. In gran parte dell’Italia invece ancora non è arrivato il caldo, le temperature sono più basse di quelle degli altri anni e spesso il cielo continua ad essere nuvoloso, non c’è molto Sole.

Invece abbiamo la musica del Sole, infatti alcuni astronomi della Università di Sheffield in Inghilterra sono riusciti a registrare dei suoni che si ascoltano proprio intorno al sole, suoni prodotti dai campi elettromagnetici presenti nell’atmosfera esterna al Sole.

I suoni registrati sono dei suoni bizzarri, certo non delle composizioni o canzoni (il Sole comunque nei secoli è stato anche fonte di ispirazione per tanti musicisti), ma sono suoni molto curiosi, delle piccole armonie.

Ecco le registrazioni:

(Sound of the Sun (courtesy Richard Morton) by University of Sheffield)

Un video ricavato mettendo assieme immagini del Sole e i suoni registrati:

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News, Scienza e Tecnologia

Individuati ghiaccio e molecole organiche sull’asteroide 24 Themis

Scritto il 29 aprile 2010 da Lorenzo

Per la prima volta sono stati scoperti sulla superficie di un asteroide ghiaccio d’acqua e composti organici primari.
Il corpo celeste in questione è l’asteroide 24 Themis, uno degli asteroidi più grandi, ha diametro di 200 chilometri ed è stato scoperto dall’astronomo italiano Annibale De Gasparis il 5 aprile 1853 all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli.

Ora grazie ad un telescopio a infrarossi della Nasa è stata individuata una pellicola di ghiaccio che avvolge tutto l’asteroide, e all’interno del ghiaccio sono state individuate delle molecole di materiale organico.

La scoperta rafforza una ipotesi che era già stata presa in considerazione dagli studiosi, cioè che gli asteroidi, assieme alle comete (che a differenza degli asteroide sono composte prevalentemente di ghiaccio, sono come delle palle di neve giacciata e sporca) potrebbero aver portato acqua e materiali organici base per la formazione della vita sulla Terra, avrebbero portato, schiantandosi sul suolo terrestre, i cosiddetti “mattoncini della vita” che avrebbero fatto iniziare la vita sul nostro pianeta.

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Oggi c’è la Notte dei Ricercatori 2009

Scritto il 25 settembre 2009 da Lorenzo

bambini

Oggi 25 settembre dal primo pomeriggio sino a tardi ci sarà in molte città italiane e anche europee la Notte dei Ricercatori.

Si tratta di tutto un giorno in cui si svolgono nelle piazze un sacco di appuntamenti per piccoli e grandi dedicati alla “magia” del mondo della scienza.

Insieme alle università e ai ricercatori, cioè le persone che si dedicano alla ricerca, vengono proposte dimostrazioni, esperimenti, giochi, laboratori, tanta astronomia e esplorazioni spaziali, incontri con gli esperti e tanti spettacoli.

Questi sono i collegamenti alle regioni e alle città dove possiamo conoscere da vicino il mondo della scienza:
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