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Scienza e Tecnologia

Minacce dal cielo: gli asteroidi!

Scritto il 16 settembre 2010 da Marco Filoso

I pianeti del sistema solare (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno) un tempo non esistevano… Nello spazio galleggiava però tanta materia, quella che gli astronomi chiamano polvere cosmica. Un tempo, tutta questa polvere ha cominciato ad addensarsi e così si sono formati i pianeti, la luna e anche il nostro sole. Dobbiamo immaginare il nostro pianeta Terra come un ammasso di queste polveri, tenute insieme dalla forza di gravità. La forza di gravità è invisibile ma i suoi effetti sono evidentissimi. Se tiriamo un sasso in aria, sarà la forza di gravità a farlo ricadere al suolo e a fare in modo che vi rimanga attaccato (la forza di gravità che attira due oggetti l’uno all’altro è tanto più forte quanto più essi sono pesanti e vicini tra loro!).  Quando il nostro sistema solare si è ripulito di queste polveri e si sono formati i pianeti, non tutta la polvere cosmica è stata consumata!

Dispersi nel sistema solare vagano ancora migliaia di questi frammenti, essi sono gli asteroidi!

Se uno di essi si avvicinasse troppo al nostro pianeta Terra, ne sarebbe attratto (sempre la forza di gravità!) e precipiterebbe al suolo, meglio se nel giardino del vicino!

Sono tanti gli scienziati che tutte le notti scrutano il cielo stellato con i loro telescopi cercando asteroidi. Sono proprio questi scienziati ( …che possiamo anche chiamare astronomi) che ci hanno avvisato che l’otto e il nove settembre scorsi, due asteroidi, rispettivamente di 10 e 15 metri di diametro ci sono passati vicinissimi ma, fortunatamente per il nostro vicino, non così tanto da cadergli nel giardino! Insomma sono passati vicino alla Terra ma hanno proseguito per la loro strada, possiamo tirare un respiro di sollievo!

Molti scienziati ritengono che la scomparsa dei dinosauri (65 milioni di anni fa’) sia da addebitare alla caduta di un asteroide che però aveva un diametro di più di 1 km!

L’impatto con un asteroide così grande, oltre a scatenare incendi, terremoti, tsunami e frane, creerebbe un nuvolone di detriti e di polveri così grande da oscurare i raggi del sole facendoci piombare per lungo tempo nel buio e nel freddo.

Avete mai provato a mettere una piantina nel buio per più giorni? Allora non fatelo perché alla mamma non farebbe piacere di ritrovarla stecchita!

Comunque, tornando ai nostri asteroidi, non dobbiamo preoccuparci, quelli pericolosi (da 150 metri di diametro in su) e che hanno proprio voglia di venirsi a schiantare sulla Terra, sono rarissimi. Sarà quasi impossibile che durante la nostra esistenza avremo a che fare con gli asteroidi più di quanto non sia già capitato nei giorni scorsi. Cionondimeno, la statistica non ci proteggerà per sempre da questa evenienza e per questo, molti astronomi sono seriamente impegnati a scovare gli asteroidi nelle immensità del cielo stellato.

Curiosità: Ricordati che i pianeti del sistema solare sono solo otto e non nove! Gli astronomi hanno deciso nel 2006 che Plutone è un “pianeta nano” e cioè una via di mezzo tra un pianeta e un asteroide.

Cerere, il più grande asteroide conosciuto, ha un diametro di quasi 1000 km

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M. Filoso

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News, Scienza e Tecnologia

Spazio: torna la sonda Hayabusa, porta frammenti dell’asteroide Itokawa

Scritto il 15 giugno 2010 da Lorenzo

Dopo che per 7 anni ha viaggiato nello spazio a bordo della sonda spaziale giapponese Hayabusa (che tradotto vuol dire “falco pellegrino”) è tornata sulla Terra ed è atterrata in Australia la capsula che contiene frammenti di un asteroide.

La capsula era stata lanciata il 9 maggio 2003 e aveva l’obiettivo di analizzare l’asteroide Itokawa, asteroide che ha un diametro di circa 0,33 km e si trovava a 300 milioni di chilometri dalla Terra (tanto che la sonda spaziale giapponese Hayabusa lo ha raggiunto dopo un viaggio durato 2 anni e 4 mesi).

Ritornando nell’atmosfera terrestre Hayabusa si è disintegrata, come era previsto, dopo aver espulso la capsula che contiene le sabbie e altri frammenti di suolo prelevati sull’asteroide; la capsula è atterrata con il paracadute in un deserto dell’Australia.

Le informazioni riportate attraverso Hayabusa riguardo l’asteroide Itokawa, tra cui 1600 fotografie e molti dati sulla forma e la composizione minerale dell’asteroide, aiuteranno gli studiosi a conoscere meglio il processo di formazione degli asteroidi, che sono considerati come i ‘mattoni’ del sistema solare e conoscerli significa capire meglio come si è evoluto anche il nostro pianeta.

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