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Salute, Scienza e Tecnologia

Le nuove frontiere della medicina

Scritto il 24 settembre 2010 da Marco Filoso

Gli anni tra il 1960 e il 1980 sono stati assolutamente straordinari per quanto riguarda alcuni sviluppi della medicina moderna. In quegli anni sono state sviluppate le tecniche che permettono di sintetizzare in laboratorio speciali molecole chiamate peptidi. Questi peptidi sono parte delle più grandi e note molecole chiamate proteine. Essi sono fondamentali nella formulazione di speciali medicine che combattono alcune malattie che un tempo erano incurabili. Prima degli anni 60, l’unico modo di ottenere una particolare molecola, era quello di estrarla da una pianta, da un animale o dovunque fosse presente. Questo metodo ha sempre avuto diversi inconvenienti. Prima di tutto risultava difficile intervenire sulla molecola che era stata ottenuta, andava presa cioè così com’era, in secondo luogo, oltre alla sostanza estratta erano presenti altri elementi non richiesti. In poche parole c’era la necessità di ottenere delle molecole pure e che fossero in qualche misura trasformabili. I vantaggi delle nuove tecniche di laboratorio si sono manifestati anche nella possibilità di produrre una gran quantità di queste molecole a un prezzo minore.

La relativa facilità di produrre queste molecole permette oggi di poterle testare più agevolmente, fino a quando non si ottiene cioè la molecola che agisce nella maniera sperata.

Le nuove frontiere della medicina riguardano l’utilizzo combinato dell’informatica, delle tecniche di laboratorio per costruire i peptidi e di tutte le scoperte riguardanti il nostro genoma. Il nostro genoma è presente (quasi identico!) in ogni singola cellula del corpo (abbiamo miliardi e miliardi di cellule!), ogni cellula possiede queste informazioni perché ogni singola cellula funziona come un mini – laboratorio dove sono costruite le molecole di cui siamo fatti e in particolare di proteine.

In futuro potranno crearsi nuovi vaccini e nuove medicine e magari potranno essere personalizzati. In particolare potranno essere ridotte le controindicazioni che sono presenti in ogni farmaco.

Per tutti quelli che però fraintendono l’uso dei farmaci, mi permetto di ricordare che, in mancanza di serie patologie, piuttosto che alle medicine sarà meglio pensare a fare un po’ di sport, a mangiare con gusto e a goderci i momenti della vita!

M. Filoso

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Ambiente e ecologia, News, Primo piano

Ritrovato in Sri Lanka un Lori gracile, animaletto ritenuto estinto

Scritto il 20 luglio 2010 da lorenzo@mypage.it

Un piccolo mammifero notturno, il Lori gracile, che si credeva estinto da molti anni, è stato fotografato in Sri Lanka (lo Sri Lanka è un piccolo paese che si trova su una isola a sud del continente asiatico – nella mappa sotto lo Sri Lanka è segnato in verde).

Il Lori gracile (in realtà è una sottospecie di Lori gracile, il nome esatto è Loris tardigradus nycticeboides, le dimensioni dell’animaletto vanno dai 17 ai 26 centimetri, il peso dagli 85 ai 350 grammi – può stare nella mano di un uomo) è stato trovato e fotografato da alcuni ricercatori inglesi (all’interno del programma The Zoological Society of London, un progetto inglese di protezione e monitoraggio degli animali in via d’estinzione) che stavano facendo ricerche per cercare di capire se vi sono esemplari di questa specie ancora esistenti, visto che non si avevano notizie e avvistamenti di Lori gracile da 65 anni e si credeva ormai praticamente estinto.

E invece è stato fotografato, dopo più di 1000 appostamenti nella foresta, su un ramo di un albero, nella notte, con i suoi occhietti vispi e timidi, come si vede nella bella foto sopra.

Fonte della notizia e della foto: il sito di The Zoological Society of London (ZSL), il programma inglese di protezione e monitoraggio degli animali in via d’estinzione.
Per la mappa: wikipedia.org

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Ambiente e ecologia, News, Primo piano

Curiosa scopertà scientifica: il coccodrillo marino fa surf

Scritto il 10 giugno 2010 da lorenzo@mypage.it

Una scoperta scientifica molto curiosa ci rivela come si muovono i coccodrilli, spiegandoci come mai esemplari della stessa specie si sono diffusi attraverso gli oceani e si trovano in India, Australia e America.

Il coccodrillo oggetto della ricerca scientifica è, in particolare, il Coccodrillo marino, cioè la più grande specie di coccodrillo vivente (l’esemplare di Coccodrillo marino più lungo misurato è di 7 metri per un peso di una tonnellata e 300 chilogrammi).

Questo bestione, che nei film e nei documentari vediamo muoversi lentamente, in realtà riesce, astutamente, a muoversi velocemente da un posto all’altro, a viaggiare per centinaia di chilometri attraverso il mare. Come?

Sfruttando le correnti oceaniche, vale a dire prendendo e cavalcando le onde, sia quelle di superficie che quelle sottomarine, e facendosi trasportare da queste attraverso gli oceani proprio come i surfisti.

A dimostrarlo è stata una ricerca scientifica da poco resa nota. Lo studio ha rilevato, ad esempio, come un esemplare preso sotto osservazione, un coccodrillo marino di quasi 4 metri di lunghezza, abbia percorso una distanza di 590 chilometri in 25 giorni, sfruttando nel viaggio le correnti marine stagionali.

Fonte: nature.com

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