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	<title>Bambini News</title>
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	<description>L&#039;informazione per ragazzi</description>
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		<title>Doodle Google: online oggi l’immagine che immagina l’Italia tra 150 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 15:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata svelato oggi, nientepopodimenochè sull&#8217;home page di Google, il disegno vincitore del concorso Doodle Google, una gara di fantasia che chiedeva ai  bambini delle scuole italiane di immaginare l&#8217;Italia tra 150 anni. Tra oltre 5000 Doodle inviati, tutte personalizzazioni del logo di Google, la giuria interna di Google e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[E’ stato svelato oggi, nientepopodimenochè sull’home page di Google, il disegno vincitore del concorsohref="http://www.google.it/intl/it/doodle4google/2011/" &gt;Doodle Google, una gara di fantasia che chiedeva ai  bambini delle scuole italiane di immaginare l’Italia tra 150 anni. Tra oltre 5000 Doodle inviati, tutte personalizzazioni del logo di Google, la giuria interna di Google e la giuria ufficiale composta da personaggi celebri (Lorenzo Jovanotti, Dario Vergassola, Giovanni Minoli, Giuseppe Pierro e Anna Mattirolo) hanno selezionato i tre primi classificati.

<img alt="" /> class="alignnone size-full wp-image-18131" title="doodle_per_google_italia_150_anni" src="http://www.bambini.info/wp-content/uploads/2011/09/doodle_per_google_italia_150_anni.jpg" alt="" width="463" height="296" /&gt;

Realizzato da <strong>Tuttingamba</strong>, un gruppo di bambini della scuola Primaria Borgo Rosselli di Porto Sangiorgio, nelle Marche, il disegno vincitore si intitola <strong>Avanti con Energia </strong>e ritrae in modo colorato e speranzoso una nuova Italia completamente basata sulle cosiddette energie pulite. Acqua, sistemi meccanici, sple, gas, riciclo e energia eolica saranno, secondo questo disegno, il motore del futuro italiano.

<img alt="" /> class="alignnone size-full wp-image-18132" title="2-6" src="http://www.bambini.info/wp-content/uploads/2011/09/2-6.jpg" alt="" width="459" height="293" /&gt;

Nella categoria Scuole Medie Inferiori il vincitore è il Doodle <strong>W i nuovi simboli!</strong>, realizzato dal gruppo <strong>Batta</strong> dell’Istituto Comprensivo A. Gramsci di Aprilia, che rappresenta una bandiera tricolore che riporta lo stemma di Google, forse a voler significare che il futuro del nostro paese e del mondo è nel web e nella conoscenza.

<img alt="" /> class="alignnone size-full wp-image-18133" title="3-6" src="http://www.bambini.info/wp-content/uploads/2011/09/3-6.jpg" alt="" width="432" height="276" /&gt;

Nella categoria Scuole Medie Superiori il vincitore è il Doodle <strong>I miti continuano</strong>, realizzato dal gruppo <strong>Mister One</strong> del Liceo Artistico Statale P. Petrocchi di Pistoia: una bella immagine che ritrae alcuni dei simboli dell’Italia accanto a un mondo in continua evoluzione.

&nbsp;]]></content:encoded>
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		<title>Nintendo annuncia: 3DS sarà disponibile in Europa da marzo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 16:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buone notizie per gli amanti delle console Nintendo: sembra che la più grande e famosa azienda giapponese sviluppatrice di videogiochi e console abbia scelto marzo come mese di lancio dell’attesissima 3DS. Al prezzo di 249,99 dollari (ma il prezzo europeo deve ancora essere definito) tutti gli appassionati dei videogame potranno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/3ds-unveil-2011-01-19-505x3341.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4060" title="3ds-unveil-2011-01-19-505x334" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/3ds-unveil-2011-01-19-505x3341.jpg" alt="" width="573" height="388" /></a>Buone notizie per gli amanti delle consolle Nintendo: sembra che la più grande e famosa azienda giapponese sviluppatrice di videogiochi e consolle abbia scelto marzo come mese di lancio dell’attesissima 3DS.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Al prezzo di 249,99 dollari (ma il prezzo europeo deve ancora essere definito) tutti gli appassionati dei videogame potranno finalmente provare l’emozione di vivere un’esperienza collettiva di gioco tridimensionale senza l’ingombro degli occhiali. Tantissimi i nomi dei videogame di cui si ipotizza il riadattamento per 3DS già a marzo: Super Street Fighter IV: Edizione 3D, Pro Evolution Soccer 2011 3D, Dead or Alive Dimensions, Rabbids 3D, Resident Evil: Revelations, un nuovo Paper Mario e Madden. Tra i titoli certi troviamo invece Pilotwings Resort e Kid Icarus: Uprising.</p>
Insomma, il prossimo marzo si preannuncia più che interessante per i piccoli e grandi amanti dei videogame!]]></content:encoded>
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		<title>Zio Tungsteno: a lezione di chimica.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 16:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cos’è la chimica? Per qualcuno potrebbe rappresentare la gelida desolazione della propria precaria carriera scolastica. Per altri invece, la porta della conoscenza; un passaggio obbligato che ci conduce ai segreti più intimi della natura delle cose. Nell’adolescenza si è troppo giovani per sentirsi sopraffatti dal caso, possiamo decidere di coltivare i nostri interessi e saremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cos’è la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chimica" target="_blank">chimica</a>? Per qualcuno potrebbe rappresentare la gelida desolazione della propria precaria carriera scolastica. Per altri invece, la porta della conoscenza; un passaggio obbligato che ci conduce ai segreti più intimi della natura delle cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’adolescenza si è troppo giovani per sentirsi sopraffatti dal caso, possiamo decidere di coltivare i nostri interessi e saremo pur certi che ne<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/zioTungsteno_L1.jpg"><img class="size-full wp-image-4035 alignleft" title="zioTungsteno" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/zioTungsteno_L1.jpg" alt="" width="290" height="467" /></a>i giorni della nostra età adulta raccoglieremo tutti i frutti della nostra passione.</p>
<p style="text-align: justify;">La chimica comincia il suo viaggio dalla comprensione degli atomi e a seconda dei nostri interessi ci aiuterà a capire i più svariati fenomeni, dalla corrente elettrica fino ai meccanismi che stanno alla base del funzionamento delle cellule.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ questo il viaggio che ha intrapreso anche il più famoso dei neuropsicologi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oliver_Sacks" target="_blank">Oliver Sacks</a>. Quando era solo un bambino, l’amore per la chimica gli ha fornito le basi per sviluppare le proprie passioni scientifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">A parlarcene è proprio Oliver Sacks attraverso un romanzo autobiografico della propria infanzia dal titolo: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zio_Tungsteno_-_Ricordi_di_un%27infanzia_chimica" target="_blank"><em>Zio Tungsteno</em></a>. Sacks è autore di molti libri di successo come: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risvegli" target="_blank"><em>Risv</em></a><span style="color: #000000;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risvegli" target="_blank"><em>egl</em></a><span style="color: #000000;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risvegli" target="_blank"><em>i</em></a> (da cui l&#8217;omonimo film),</span><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_che_scambi%C3%B2_sua_moglie_per_un_cappello" target="_blank"><em>L&#8217;uomo che scambiò sua moglie per un cappello</em></a></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_che_scambi%C3%B2_sua_moglie_per_un_cappello" target="_blank"></a></span>, </span>e altri…</p>
<p style="text-align: justify;">Aprendo a caso Zio Tungsteno (pag. 237, Adelphi 2002):</p>
<p>“<em>Quando mia madre si accorse del mio interesse, gettò un pizzico di sale nella stufa, e la fiamma del gas improvvisamente avvampò e diventò d’un giallo brillante – dovuto alla presenza di un altro elemento, il sodio (anche i Romani, mi disse, lo avevano usato per dare un colore più intenso ai fuochi e ai segnali luminosi). Così, […], fui introdotto alla «prova della fiamma» ancor prima della guerra; ciò nondimeno, fu solo qualche anno dopo, nel laboratorio di zio Dave, che imparai come essi fossero una parte essenziale della vita chimica, un sistema istantaneo per rilevare la presenza, anche in quantità minime, di certi elementi</em>”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non uno di meno. Nella provincia di Milano l’integrazione parte dalle scuole.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 09:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama Non uno di meno il progetto didattico-educativo promosso dalla Provincia di Milano e sostenuto dall’Assessorato all’Istruzione ed Edilizia scolastica e realizzato con finanziamento FEI dell’Unione Europea e con il contributo del Ministero degli Interni per favorire il processo di integrazione degli studenti stranieri nelle scuole superiori . Nato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Si chiama <a>
Non uno di meno </a>il progetto didattico-educativo promosso dalla <a>Provincia di Milano</a> e sostenuto dall’<strong>Assessorato all’Istruzione ed Edilizia scolastica</strong> e realizzato con finanziamento <strong>FEI dell’Unione Europea </strong>e con il contributo del <strong>Ministero degli Interni </strong>per favorire il processo di <strong>integrazione degli studenti stranieri nelle scuole superiori.</strong>

<strong>
</strong>

<strong>
</strong>

<img alt="" />
<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/nonunodimeno1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4068" title="nonunodimeno" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/nonunodimeno1.jpg" alt="" width="556" height="246" /></a>

Nato in un territorio dove è forte la presenza di ragazzi immigrati (negli ultimi cinque anni <strong>la percentuale di studenti stranieri è passata dal 7,5% all‘11,2%</strong>) il progetto ha l’obiettivo di favorire il processo di integrazione agendo su più fronti con <strong>laboratori per l’apprendimento della lingua italiana</strong>, <strong>percorsi di formazione dedicati al corpo docenti </strong>sul tema della costituzione e della cittadinanza, <strong>sportello di consulenza per famiglie</strong>, <strong>interventi di mediazione linguistico culturale</strong>.

Al programma partecipano <strong>46 scuole</strong> (28 a Milano e 18 nei Comuni della Provincia) per un totale di <strong>1050 studenti e oltre 70 professori</strong>. Un’iniziativa davvero pregevole a cui auguriamo davvero di avere successo.]]></content:encoded>
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		<title>Fame nel mondo? problema risolto&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 14:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2050, la popolazione mondiale potrebbe raggiungere i 9 miliardi di persone; niente paura ci sarà di che mangiare per tutti! A dircelo è uno studio condotto da alcuni scienziati dell’INRA, un istituto di ricerca francese che studia le tematiche inerenti allo sviluppo dell’agricoltura in vari paesi del mondo. Esistono diverse strategie attraverso le quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel 2050, la popolazione mondiale potrebbe raggiungere i 9 miliardi di persone; niente paura ci sarà di che m<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/la_grande_abbuffata.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-4021 alignleft" title="la_grande_abbuffata" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/la_grande_abbuffata-150x150.jpg" alt="" width="169" height="169" /></a>angiare per tutti! A dircelo è uno studio condotto da alcuni scienziati dell’<a href="http://www.international.inra.fr/" target="_blank">INRA</a>, un istituto di ricerca francese che studia le tematiche inerenti allo sviluppo dell’agricoltura in vari paesi del mondo. Esistono diverse strategie attraverso le quali l’agricoltura potrà sfamare tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento è stato pubblicato ieri sulla rivista scientifica <a href="http://www.nature.com/news/2011/110112/full/news.2011.14.html" target="_blank">Nature</a>, ma ha già fatto il giro di tutti i social network e delle testate giornalistiche, suscitando già diverse polemiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un articolo assume tutta questa risonanza, si ha un grande ritorno di immagine che si traduce immediatamente in forti vantaggi economici. L’INRA fa parlare di se e in questo modo riesce a vendere più cari i propri servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio che è stato fatto, riguarda l’analisi di alcuni possibili scenari, in pratica si considerano un certo numero di condizioni come ad esempio le superfici coltivate e quelle potenzialmente coltivabili, si sommano tutti i vantaggi della ricerca tecnologica ed ecco che per magia 9 miliardi di persone hanno di che riempirsi la pancia. Per di più lo studio ha anche il coraggio di affermare che se una parte del mondo mangiasse un po’ meno ci sarebbe di che nutrire gli affamati.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi valorosi esperti hanno fatto delle scoperte veramente sorprendenti che alle mie orecchie suonano un po’ come dire che se eliminassimo tutta la foresta amazzonica e la rendessimo un immenso campo coltivato, potremmo sfamare anche tutte le popolazioni della galassia (sempre che  fosse abitata!). Salvo a porci qualche piccola domandina in più, per esempio da dove prenderemmo tutta l’acqua per irrigare questi campi? Nello studio non si fa menzione delle problematiche riferite all’acqua, ai problemi politici, sociali, ecologici… un bel niente.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma ho io un bel suggerimento per l’INRA. Se da domani tutti gli stipendiati del prestigioso Istituto parigino si rimboccassero le maniche per assaporare il gusto di lavorare la terra, allora sì che si potrebbe finalmente riconoscere all’INRA un valido contributo allo sviluppo dell’agricoltura!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Dalle saette di Zeus… l’antimateria!</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 18:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’antimateria, pochi decenni fa sembrava fosse solo una fantasia. Qualcuno iniziò a immaginarla nascosta in ambiti remoti del nostro Universo… Un giorno però dei fisici, degli scienziati che studiano anche le parti minime di cui è fatta la materia, attraverso degli enormi strumenti chiamati acceleratori di particelle, riuscirono a ripetere l’esperimento che solo Dio aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antimateria" target="_blank">antimateria</a>, pochi decenni fa sembrava fosse solo una fantasia. Qualcuno iniziò a immaginarla nascosta in ambiti remoti del nostro Universo… Un giorno però dei fisici, degli scienziati che studiano anche le parti minime di cui è fatta la materia, attraverso degli enormi strumenti chiamati <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acceleratore_di_particelle" target="_blank">acceleratori di particelle</a>, riuscirono a ripetere l’esperimento che solo Dio aveva intentato prima di allora… crearono l’Antimateria! Vambè diciamo semplicemente che, seppur per pochi istanti, furono in grado di rilevarne la presenza.<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/Fermi_Spotting_1280x720.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-4006 alignleft" title="Fermi_Spotting_1280x720" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/Fermi_Spotting_1280x720-150x150.jpg" alt="" width="197" height="197" /></a></p>
<p>Oggi, nel 2010, benché gli scienziati abbiano già tanta confidenza con l’antimateria, sono rimasti esterrefatti avendo scoperto che tutti i giorni, dalla superficie della Terra partono come saette fasci di antiparticelle!</p>
<p>La scoperta è stata casuale, come molte grandi scoperte. In orbita, sopra le nostre teste, c’è un satellite artificiale chiamato “<a href="http://heasarc.nasa.gov/docs/cgro/cgro.html" target="_blank"><strong>Compton Gam</strong><strong>ma Ray Observatory</strong> (<strong>CGRO</strong>)</a>” sul quale è montato il telescopio “Fermi” in grado di rilevare i raggi gamma che viaggiano nello spazio attorno al nostro Pianeta.</p>
<p>Cercherò di spiegare com’è avvenuta tale scoperta…</p>
<p>Per prima cosa dobbiamo immaginare che quando la nostra <span style="text-decoration: underline;">anti</span>particella incontra una particella (l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrone" target="_blank">elettrone</a>, nel nostro caso) le due particelle si disintegrano vicendevolmente e un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_gamma" target="_blank">raggio gamma</a> (fatto anch’esso di particelle, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fotone">fotoni ad alta energia</a>) viene emesso in ogni direzione nello spazio circostante.</p>
<p>Facciamo ora un passo indietro. Durante i temporali, i lampi riescono facilmente a generare delle particelle gamma, talvolta capita che questi fotoni, (raro, ma capita!), entrando in contatto con altri atomi dispersi nell’aria riescano a trasformarli in particelle e antiparticelle. Queste ultime non viaggiano libere nello spazio perché, avendo la loro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Interazione_elettromagnetica" target="_blank">carica elettromagnetica</a>, risentono del campo gravitazionale terrestre. Per questo motivo seguono dei percorsi preferenziali andando eventualmente a incocciare il satellite della <a href="http://www.nasa.gov/" target="_blank">NASA</a>. Quando l<span style="text-decoration: underline;">&#8216;anti</span>particella scontra una particella di cui è fatto il satellite stesso, viene emesso un raggio gamma che il satellite è perfettamente in grado di rilevare essendo stato costruito proprio per questo!</p>
<p>La prossima volta che assisteremo a un temporale – ricordiamocelo &#8211; in quel momento si starà generando dell’antimateria.<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/Electron_Spray_2560x1440.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4004" title="Electron_Spray_2560x1440" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/Electron_Spray_2560x1440-150x150.jpg" alt="" width="347" height="347" /></a></p>
<p>Antiparticella: quella di cui parliamo qui si chiama positrone.</p>
<p><a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/GLAST/news/fermi-thunderstorms.html" target="_blank">Non perdere il filmato che ha pubblicato la NASA, entra nel sito e guardalo subito!</a></p>
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		<title>Ammoniti: cosa mangiavano? Finalmente una risposta!</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 15:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le ammoniti sono senza dubbio tra i fossili più studiati al mondo ma nonostante ciò, alcuni misteri riguardo alle loro abitudini non sono stati ancora svelati. Parte del loro fascino risiede nella improvvisa estinzione avvenuta circa 65 milioni di anni fa, concomitante con la scomparsa dei dinosauri. Gli studiosi, per questo motivo, hanno deciso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/ammoniti.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3993" title="ammoniti" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/ammoniti-150x150.jpg" alt="" width="284" height="284" /></a>Le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ammonoidea" target="_blank">ammoniti</a> sono senza dubbio tra i fossili più studiati al mondo ma nonostante ciò, alcuni misteri riguardo alle loro abitudini non sono stati ancora svelati. Parte del loro fascino risiede nella improvvisa estinzione avvenuta circa 65 milioni di anni fa, concomitante con la scomparsa dei dinosauri. Gli studiosi, per questo motivo, hanno deciso che un’intera <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mesozoico" target="_blank">Era</a> si fosse chiusa, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mesozoico" target="_blank">mesozoico</a>, e fosse iniziata l’Era attuale chiamata cenozoico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ammoniti sono parenti degli attuali <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cephalopoda" target="_blank">cefalopodi</a>, come seppie, polpi e calamari, ma possedevano una vistosa conchiglia, spesso a spirale, della quale abitavano solo la porzione più esterna. Le ammoniti erano in grado di riempire alternativamente le parti interne della conchiglia di liquido o di gas in modo da poter decidere se procedere in una profonda immersione sottomarina oppure risalire a galla.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intero mondo è colmo di fossili di ammoniti e, infatti, potrà capitarvi di scoprire che l’androne del palazzo di vostra nonna è interamente rivestito di lastre luccicanti di un marmo rosso nel quale riuscirete a distinguere i profili dell’antico mollusco.</p>
<p style="text-align: justify;">Qual è la novità che però ci ha portato proprio oggi a parlare di ammoniti? Cosa mai ci sarà di nuovo che non sia già contenuto negli innumerevoli e pesantissimi volumi che trattano l’argomento?</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un articolo, apparso in questi giorni sulla rivista Science, scritto da alcuni scienziati tra cui la francese <a href="http://www.amnh.org/news/tag/isabelle-kruta/" target="_blank">Isabelle Kruta</a> del <a href="http://www.amnh.org/news/tag/isabelle-kruta/" target="_blank">Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi</a>, in collaborazione con l’equivalente museo sito in Central Park a New York. Questi paleontologi (così si chiamano gli studiosi dei fossili) si sono presi la briga di utilizzare una tecnica dal nome impressionante, la <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tomografia_computerizzata" target="_blank">Microtomografia a raggi X con luce di sincrotrone</a>,</em> per osservare alcuni resti fossili conservati nei musei. La grande sorpresa è stata quella di poter osservare tridimensionalmente, e per la prima volta, i dettagli dell’apparato boccale delle ammoniti. Si è scoperto che esse possedevano mascelle e denti adatti a catturare piccole prede acquatiche, in pratica si nutrivano di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Plankton" target="_blank">plankton</a>. In più, tutte loro possedevano una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radula" target="_blank">radula</a> (una lingua con denti, tipica dei molluschi).</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ammonite, in particolare, ha mostra<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/ammomite_jaw_300.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3992" title="ammomite_jaw_300" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/ammomite_jaw_300-150x150.jpg" alt="ricostruzione della radula del baculite" width="283" height="283" /></a>to di avere ancora alcuni resti del suo ultimo pasto tra le fauci, si tratta di piccole larve di lumache e piccoli crostacei.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nautilus_%28mollusco%29" target="_blank">Nautilus</a>, l’odierno cefalopode che tanto rassomiglia alle ammoniti, e che molti studiosi hanno supposto fosse un intimo parente di esse, si distanzia ancora di più da loro avendo abitudini alimentari del tutto diverse, nutrendosi, infatti, di crostacei più grossi e di pesci morti. Paradossalmente, la bocca più grande delle ammoniti è più adatta a catturare il minuscolo plankton.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte queste nuove scoperte ci parlano delle abitudini alimentari delle ammoniti e ci aiutano ad immaginare come fossero i mari 65 milioni di anni fa. Tali informazioni saranno anche fondamentali per capire i meccanismi che, a seguito di un impatto con un meteorite, hanno portato alla loro rapida estinzione.</p>
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		<title>Il mistero de Le 39 Chiavi torna su mypage.it!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 14:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggere è un piacere che va coltivato sin da piccoli…ma qualche volta i piccoli non sono proprio d’accordo! Per fortuna basta poco a fargli cambiare idea: giusto il tempo di sfogliare le prime pagine di un buon libro e resteranno immancabilmente affascinati dalla sua magia! In alcuni casi un’ottima presentazione e un gioco online sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere è un piacere che va coltivato sin da piccoli…ma qualche volta i  piccoli non sono proprio d’accordo! Per fortuna basta poco a fargli  cambiare idea: giusto il tempo di sfogliare le prime pagine di un buon  libro e resteranno immancabilmente affascinati dalla sua magia!</p>
<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/piemme_mypage_it-505x503.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3982" title="piemme_mypage_it-505x503" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/piemme_mypage_it-505x503.jpg" alt="" width="402" height="400" /></a></p>
<p>In alcuni casi un’ottima presentazione e un gioco online sono il  miglior stratagemma per introdurre i ragazzi al fascino di una bella  storia. È quello che succede per La Falsa Nota, il secondo libro della  fortunata serie <strong>Le 39 chiavi </strong>scritto da <strong>Gordon Korman</strong>. Dopo la<a href="http://www.mypage.it/le-39-chiavi" target="_blank"> pagina di mypage dedicata a Le 39 chiavi</a>, i contenuti e il <a href="http://www.mypage.it/kidgetbox/299/le-39-chiavi-il-game" target="_blank">game online</a> dedicati al primo volume della raccolta, Il labirinto delle ossa, il  mistero ritorna online con una seconda pagina dedicata a Amy e Dan  Cahill, due personaggi principali del libro, e alle loro avventure.</p>
<p>Uno sfondo misterioso mostra i due ragazzi, protagonisti di una  caccia al tesoro mozzafiato che è il fulcro della storia, in compagnia  del celebre compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart, personalità a  cui è dedicata la loro nuova avventura a Vienna. Quattro sticker  rappresentanti gli stemmi dei diversi rami della famiglia Cahill (<a href="http://www.mypage.it/kidgetbox/340/stemma-degli-ekaterina-lo-sticker" target="_blank">Stemma degli Ekaterina</a>, <a href="http://www.mypage.it/kidgetbox/341/stemma-dei-janus-lo-sticker" target="_blank">Stemma dei Janus</a>, <a href="http://www.mypage.it/kidgetbox/343/stemma-dei-tomas-lo-sticker" target="_blank">Stemma dei Tomas</a>, <a href="http://www.mypage.it/kidgetbox/342/stemma-dei-lucian-lo-sticker" target="_blank">Stemma dei Lucian</a>) invitano i giovani utenti ad identificarsi con i protagonisti della storia sulla base delle proprie doti personali mentre un <a href="http://www.mypage.it/kidgetbox/336/le-39-chiavi-la-falsa-nota-lo-sfoglialibro" target="_blank">kidget Sfoglialibro</a> permette ai giovani lettori di addentrarsi nel mistero de <strong>La Falsa nota</strong> sfogliando online le pagine del primo capitolo del libro.</p>
<p>Lasciate che i vostri ragazzi si addentrino nel mistero de <strong>Le 39 chiavi</strong> su <a href="http://www.mypage.it/" target="_blank">mypage.it</a>: non potranno fare a meno di appassionarsi alla storia e vi chiederanno di leggerla tutta!</p>
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		<title>Arsenico: c&#8217;è a chi piace&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 17:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, zolfo e fosforo sono gli elementi principali di cui sono fatti gli esseri viventi. Attraverso la loro combinazione sono costruite le proteine, gli acidi nucleici (come il DNA), i grassi e tutto il resto di cui siamo fatti noi umani, un insetto o anche una pianta. Gli altri elementi che ritroviamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/arsenico-microbi1.jpg"><img class="size-full wp-image-3963 alignleft" title="arsenico-microbi" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/arsenico-microbi1.jpg" alt="" width="559" height="369" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, zolfo e fosforo sono gli elementi principali di cui sono fatti gli esseri viventi. Attraverso la loro combinazione sono costruite le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proteina" target="_blank">proteine,</a> gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_nucleico" target="_blank">acidi nucleici</a> (come il DNA), i grassi e tutto il resto di cui siamo fatti noi umani, un insetto o anche una pianta. Gli altri elementi che ritroviamo nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_periodica_degli_elementi" target="_blank">tavola periodica</a>, come il ferro o il potassio, sono anch’essi utilizzati dai viventi ma in concentrazioni veramente bassissime.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scienziata americana della <a href="http://www.nasa.gov/" target="_blank">NASA</a>, <a href="http://www.ironlisa.com/" target="_blank">Felisa Wolfe-Simon</a>, ha recentemente scoperto che un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bacteria" target="_blank">batterio</a> dallo strano nome <a href="http://www.jugo.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=16920" target="_blank">GFAJ-1</a>, è in grado di utilizzare l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arsenico" target="_blank">arsenico</a> al posto del fosforo. La scienziata ha condotto le sue ricerche sulle rive del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mono_Lake" target="_blank">lago Mono</a>, in California, noto per avere le sue acque contaminate dal pericoloso arsenico. Ricordiamo che l’arsenico, oltre che tossico è anche cancerogeno. Per questo motivo molti acquedotti, in particolare nel nord dell’Italia, hanno delle apparecchiature in grado di eliminarlo o quantomeno di abbassarne la quantità nell’acqua. Nel passato, un particolare composto, l’ossido di arsenico, era utilizzato come veleno e aveva il pregio di non lasciare alcun segno del suo passaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">L’arsenico e il fosforo sono due elementi che hanno molte caratteristiche in comune, a causa di questa somiglianza, l’organismo umano può assorbire l’arsenico involontariamente al posto del fosforo e, oltre una certa soglia, rimanerne intossicato al punto da restarci secco!</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso del nostro batterio, l’assorbimento dell’arsenico avviene con lo stesso meccanismo, con la differenza che non interferisce con le funzioni vitali del batterio.<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/images2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3964" title="images" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/images2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa scoperta è straordinaria per tre motivi:</p>
<p style="text-align: justify;">- Apre la porta allo studio e alla comprensione del cosiddetto “ciclo dell’arsenico”.</p>
<p style="text-align: justify;">- Potrebbe risultare un’ottima possibilità di controllo delle contaminazioni da arsenico.</p>
<p style="text-align: justify;">- Ci aiuta a immaginare forme di vita diverse dalle nostre, dove un elemento essenziale come il fosforo può essere sostituito con un elemento potenzialmente pericoloso come l’arsenico. Quando pensiamo a forme di vita extra-terrestri, possiamo supporre che siano costituite da elementi diversi da quelli che costituiscono la vita sulla Terra. Forse, su un lontano pianeta, esiste un essere costituito di silicio anziché di carbonio, che assorbe l’arsenico, respira metano e si nutre di terra! Chissà…</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Golfo del Messico: Report di novembre!</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 19:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Inter-agenzia federale degli scienziati americani (che riunisce gli studiosi della NOAA, della USGS e della NIST), impegnati a studiare gli effetti del disastroso incidente avvenuto in aprile nel Golfo del Messico, dovuto alla fuoriuscita di petrolio da un pozzo della società inglese BP, ha prodotto nel mese di novembre un dettagliato resoconto sull’accaduto. Visita il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/oil-spill-gulf-of-mexico-2010.jpg"><img class="size-full wp-image-3926 alignleft" title="oil-spill-gulf-of-mexico-2010" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/oil-spill-gulf-of-mexico-2010.jpg" alt="" width="303" height="209" /></a>L’Inter-agenzia federale degli scienziati americani (che riunisce gli studiosi della <a href="http://www.noaa.gov/" target="_blank">NOAA</a>, della <a href="http://www.usgs.gov/" target="_blank">USGS</a> e della <a href="http://www.nist.gov/index.html" target="_blank">NIST</a>), impegnati a studiare gli effetti del disastroso incidente avvenuto in aprile nel Golfo del Messico, dovuto alla fuoriuscita di petrolio da un pozzo della società inglese BP, ha prodotto nel mese di novembre un dettagliato resoconto sull’accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Visita il sito:<a href="http://www.restorethegulf.gov/" target="_blank"> http://www.restorethegulf.gov/</a> per accedere al report originale (versione in inglese)</p>
<p style="text-align: justify;">Le<a href="http://www.nytimes.com/2010/08/04/science/earth/04oil.html" target="_blank"> analisi preliminari</a>, fatte ad agosto dagli scienziati del governo americano, erano state giudicate troppo ottimistiche da alcuni scienziati indipendenti. Esse stimavano che addirittura tre quarti del petrolio disperso nell’ambiente era stato eliminato attraverso:</p>
<p style="text-align: justify;">1)   Recupero nelle vicinanze della bocca del pozzo</p>
<p style="text-align: justify;">2)   Asportazione dalla superficie del mare</p>
<p style="text-align: justify;">3)   Dispersione chimica</p>
<p style="text-align: justify;">4)   Combustione (bruciato)</p>
<p style="text-align: justify;">5)   Evaporazione</p>
<p style="text-align: justify;">6)   Assorbimento attraverso processi naturali</p>
<p style="text-align: justify;">Un quarto del greggio rimasto aveva invece raggiunto le coste americane o continuava a galleggiare luccicante sulla superficie del mare compattandosi talvolta in grumi catramosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, quest’ultimo resoconto di novembre, è fondamentalmente in accordo con le analisi preliminari.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo dunque rallegrarci della buona notizia ma c’è un però… Tenendo conto che questo quarto di petrolio residuo ammonta a quasi 1,25 milioni di barili (1 barile = 159 litri), ci si chiede: dove si trovi in questo momento tutto questo petrolio? Quale sarà la sua destinazione finale?</p>
<p style="text-align: justify;">In questo rapporto non si accenna all’impatto che tutto questo petrolio ha avuto e continuerà ad avere sull’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ecosistema" target="_blank">ecosistema</a> e, benché queste informazioni ci inducano a sperare che l’ambiente abbia mille risorse per rimediare ai disastri creati dall’uomo, sarà opportuno aspettare che trascorra altro tempo prima di farci un’idea di quanto sia vulnerabile il nostro amato Pianeta!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/oil_chart.jpg"><img class="size-full wp-image-3921 alignnone" title="oil_chart" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/oil_chart.jpg" alt="" width="535" height="298" /></a></p>
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		<title>Scienza e gioco su mypage con Clementoni: una pagina web dedicata ai piccoli scienziati</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 09:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su mypage.it, il primo social network per bambini con Parental Control, nasce il Club degli scienziati Clementoni, una community dove i bambini potranno scambiarsi idee e opinioni in massima sicurezza oltre che individuare l’ambito scientifico preferito attraverso games e contenuti informativi creati appositamente per loro. La pagina di mypage dedicata al Club degli scienziati presenta il kidget [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/club_scienziati_clementoni.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-3912" title="club_scienziati_clementoni" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/club_scienziati_clementoni.jpg" alt="" width="480" height="266" /></a></p>
<p>Su <a href="http://mypage.it" target="_blank">mypage.it</a>, il primo social network per bambini con Parental Control, nasce il Club degli scienziati Clementoni, una community dove i bambini potranno scambiarsi idee e opinioni in massima sicurezza oltre che individuare l’ambito scientifico preferito attraverso games e contenuti informativi creati appositamente per loro.</p>
<p>La <a href="http://www.mypage.it/club-degli-scienziati" target="_blank">pagina di mypage dedicata al Club degli scienziati</a> presenta il <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/350/benvenuto-nel-club-degli-scienziati" target="_blank">kidget</a> <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/350/benvenuto-nel-club-degli-scienziati" target="_blank"></a><strong><a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/350/benvenuto-nel-club-degli-scienziati" target="_blank">Benvenuto</a></strong>attraverso il quale ragazzi vengono introdotti nel club, scoprendo i contenuti della pagina e scaricando gli <strong>Esperimenti di Arturo</strong>, una simpatica guida realizzata da Clementoni con esempi di semplici esperimenti scientifici da ripetere a casa o a scuola.</p>
<p>Ognuno dei componenti della community potrà decorare la sua pagina personale con lo <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/346/sticker-club-degli-scienziati" target="_blank">sticker personalizzato Club degli scienziati</a> e descrivere le grandi scoperte che vorrebbe fare da adulto scrivendole su <strong>La bacheca delle scoperte</strong>, uno spazio che permette ai bambini di esprimere il loro pensiero e condividerlo con gli amici nella consueta sicurezza garantita da <a href="http://www.mypage.it/">mypage.it</a>.</p>
<p>Sempre sulla pagina di benvenuto, il <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/348/che-scienziato-sei" target="_blank">test </a><strong><a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/348/che-scienziato-sei" target="_blank">Che scienziato sei?</a><strong> </strong></strong>permetterà a tutti gli utenti di scoprire qual è la disciplina scientifica più adatta a loro semplicemente rispondendo a delle domande.</p>
<p>Subito online anche la <strong>sezione Botanica </strong>(per vederla basta cliccare sul tab della <a href="http://www.mypage.it/club-degli-scienziati" target="_blank">pagina</a>collocato in alto a sinistra), prima di una lunga serie che, a partire da gennaio 2011, esploreranno nel tempo le diverse discipline scientifiche dando modo agli utenti di scoprire poco a poco le meraviglie della scienza e di scegliere quali temi approfondire. Tutti gli amanti del mondo vegetale, ad esempio, avranno da subito la possibilità di entrare a far parte di un loro mini club identificato dallo <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/345/sticker-i-love-botanica" target="_blank">sticker I love Botanica</a> e di far fiorire la loro passione con contenuti e giochi speciali, come <strong>il nuovo game dedicato alla Botanica che sarà online su</strong><a href="http://www.mypage.it/"><strong>mypage.it</strong></a><strong> prima di Natale!</strong></p>
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		<title>Siccità in Perù: reti cattura nebbia e montagne pitturate…</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 13:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulle dune sabbiose della periferia di Lima in Perù, i residenti di un povero paesino hanno deciso di non arrendersi alla siccità. La loro intenzione era di far crescere una foresta in una delle regioni più secche della Terra (Lima riceve meno di 1,5 cm di pioggia all’anno). A tal fine, negli ultimi due anni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sulle dune sabbiose della periferia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lima" target="_blank">Lima</a> in Perù, i residenti di un povero paesino hanno deciso di non arrendersi alla siccità. La loro intenzione era di far crescer<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/rete-per-cattura-nebbia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3891" title="rete-per-cattura-nebbia" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/rete-per-cattura-nebbia.jpg" alt="" width="339" height="254" /></a>e una foresta in una delle regioni più secche della Terra (Lima riceve meno di 1,5 cm di pioggia all’anno). A tal fine, negli ultimi due anni, i residenti del paesino hanno eretto, sulla cima delle dune, una serie di <a href="http://www.ecologiae.com/risparmio-idrico-recuperare-acqua-nebbia/10248/" target="_blank">reti alte 4 metri</a>. Queste reti sono in grado di catturare preziose gocce d’acqua, dall’umidità dell’aria. Quando le nebbie della sera coprono le cime delle dune, queste reti rimangono impregnate di acqua. Si ritiene che, in meno di quattro anni, i giovani alberelli che stanno crescendo saranno in grado loro stessi di catturare la nebbia, creando un microclima che in futuro riuscirà a proteggere tutta l’area dalla siccità.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla raccolta dell’acqua delle nebbie, una più singolare attività ha già trovato i finanziamenti necessari per essere sperimentata. Incredibile ma vero, si tratta di pitturare le montagne di bianco. Le montagne che un tempo erano ricoperte di neve e ghiaccio sono oggi degli ammassi brulli di terra scura. Giacché la terra scura assorbe più facilmente la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_solare" target="_blank">radiazione solare </a>riscaldandosi, si è pensato bene di imbiancare vaste zone montane al fine di riflettere la luce solare, determinando un rilevante abbassamento della temperatura. Negli ultimi anni il Perù ha perso i suoi ghiacciai che erano una risorsa fondamentale di acqua potabile. Pitturare le montagne e raccogliere l’acqua della nebbia sono alcuni dei modi in cui i peruviani stanno cercando di fronteggiare l’inaridimento di vaste aree del loro territorio. Il governo è molto impegnato nella ricerca di soluzioni, in particolare si lotta perché Lima possa continuare a essere rifornita d’acqua.<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/48092623_glacier_painting0510145.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3892" title="_48092623_glacier_painting0510145" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/48092623_glacier_painting0510145.jpg" alt="" width="339" height="219" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Consulta il sito della BBC per sapere di più sulle montagne pitturate!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bbc.co.uk/news/10333304" target="_blank">http://www.bbc.co.uk/news/10333304</a></p>
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		<title>Terre rare: l&#8217;ultima sfida tra Cina e Occidente!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 22:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete presente la Tavola Periodica degli Elementi? Circa cento caselle rappresentano tutti i mattoncini di cui può essere fatta la materia. Una ventina di essi sono molto comuni e in particolare quelli che occupano le caselle nella parte alta della Tavola. Se raccogliamo una manciata di terreno, possiamo essere sicuri di avere nelle mani elementi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/tavola_periodica_elementi.gif"><img class="alignright size-full wp-image-3858" title="tavola_periodica_elementi" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/tavola_periodica_elementi.gif" alt="" width="362" height="247" /></a>Avete presente la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_periodica_degli_elementi" target="_blank">Tavola Periodica degli Elementi</a>? Circa cento caselle rappresentano tutti i mattoncini di cui può essere fatta la materia. Una ventina di essi sono molto comuni e in particolare quelli che occupano le caselle nella parte alta della Tavola. Se raccogliamo una manciata di terreno, possiamo essere sicuri di avere nelle mani elementi come l’ossigeno, il silicio, il carbonio, l’idrogeno, l’alluminio, il calcio, il ferro e così via. Questi elementi si combinano tra loro in modi caratteristici creando un’infinità di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Minerale" target="_blank">minerali</a> (più di 4000!). I minerali, a loro volta, sono i costituenti delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roccia" target="_blank">rocce</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_della_pietra" target="_blank">Età della Pietra</a> siamo passati all’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_bronzo" target="_blank">Età del Bronzo</a> e poi a quella del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_ferro" target="_blank">Ferro</a>. Negli ultimi duemila anni poi, l’Uomo ha affinato le proprie conoscenze e ha imparato a sfruttare sempre più i materiali che riusciva a estrarre dalle rocce. Con l’avvento delle tecnologie moderne però, da non più di 40 anni, siamo entrati in una nuova Età, L’Età delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terre_rare" target="_blank">Terre rare</a>! Si tratta di tutti quegli elementi che si trovano nelle ultime caselle della Tavola Periodica (17 in tutto, i cosiddetti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lantanoidi" target="_blank">Lantanoidi</a>, lo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scandio" target="_blank">Scandio</a> e l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ittrio" target="_blank">Ittrio</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Questi elementi hanno proprietà uniche che trovano molteplici applicazioni nell’industria militare e anche in quella civile, li troviamo, infatti, in tutte le apparecchiature elettroniche e informatiche (magneti, laser, fibre ottiche, disk drives, batterie ricaricabili, chip delle memorie dei computer, superconduttori dalle alte temperature, schermi a cristalli liquidi, ecc.) come anche nelle marmitte catalitiche, nelle apparecchiature a raggi X, nelle lampade fluorescenti ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il nome, questi minerali non sono così rari, il problema sta nel fatto che non esistono veri giacimenti di Terre rare, essi sono contenuti in tracce in svariati minerali. Per questo motivo la loro estrazione è associata all’estrazione di altri elementi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/rare-earths1.gif"><img class="size-full wp-image-3853 alignleft" title="rare-earths" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/rare-earths1.gif" alt="" width="324" height="196" /></a>Durante gli ultimi vent’anni la Cina è stata la più grande esportatrice di Terre rare (fino al 95% del mercato mondiale) sia per il basso costo del lavoro dei minatori e sia per la quasi totale mancanza di leggi concernenti la protezione ambientale. La lavorazione delle Terre rare può produrre, infatti, molti sottoprodotti tossici e inquinanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 18 ottobre però la Cina ne ha sospeso inavvertitamente (forse indispettita da alcune scaramucce con il Giappone) l’esportazione mettendo in allarme tutti i paesi produttori di tecnologia. Benchè le esportazioni dalla Cina siano già riprese sul finire del mese scorso, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha ribadito la volontà e la necessità di emanciparsi dalla dipendenza cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ notizia di ieri che l’Istituto americano per gli scavi minerari sottomarini (<a href="http://www.underwatermining.org/" target="_blank">Underwater Mining Institute &#8211; UMI</a>) nella persona del suo presidente <strong>Dott Charles L. Morgan</strong>, sta riconsiderando economicamente la possibilità di raschiare i fondali oceanici ricope<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/4204_120344_H2O2003_c.jpg"><img class="alignright  size-full wp-image-3856" title="noduli di manganese sul fondale marino" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/4204_120344_H2O2003_c.jpg" alt="" width="265" height="170" /></a>rti dai cosiddetti “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Noduli_di_manganese" target="_blank">noduli di manganese</a>” che sono ricchi, oltre che di manganese, di nichel, di rame e di cobalto. E’ noto che nei noduli di manganese sono compresenti notevoli quantità di Terre rare. Questo tipo di attività mineraria è molto costoso e al momento sembra che gli americani, come tutto il mondo occidentale, sia destinato a perdere la sfida con la Cina. L’augurio che rivolgiamo a tutta l’Umanità è di riuscire a risolvere la faccenda senza ricorrere a strategie di prevaricazione, di conflitti armati e nel pieno rispetto dell’ambiente naturale e di chi lavora nelle miniere. Le esperienze del passato (riguardo al petrolio per esempio) non ci fanno essere molto ottimisti su come andranno le cose, è quindi importante cercare di acquisire informazioni e consapevolezza della questione, perché ognuno possa collaborare, nel suo piccolo, a salvare il Pianeta!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Asia o Africa? La questione delle origini.</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 23:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Antropologia biologica è quella branca della scienza che studia le origini e lo sviluppo dell’Homo sapiens. Gli studiosi di antropologia sono abituati a rimodellare le proprie conoscenze ogni qualvolta vengono ritrovati nuovi reperti fossili. Un dato che sembrava però assodato è che l’Uomo si fosse originato in Africa e che successivamente avesse colonizzato tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/02obanthro1-articleLarge.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3823" title="Formazione di Dur At-Talah in Libia dove i fossili degli antropoidi sono stati trovati" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/02obanthro1-articleLarge-300x157.jpg" alt="" width="533" height="278" /></a></p>
<p>L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antropologia" target="_blank">Antropologia biologica</a> è quella branca della scienza che studia le origini e lo sviluppo dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Homo_sapiens" target="_blank"><em>Homo sapiens</em></a>. Gli studiosi di antropologia sono abituati a rimodellare le proprie conoscenze ogni qualvolta vengono ritrovati nuovi reperti fossili. Un dato che sembrava però assodato è che l’Uomo si fosse originato in Africa e che successivamente avesse colonizzato tutte le terre del globo. Su &#8220;<a href="http://www.nature.com/" target="_blank">Nature</a>&#8221; di questa settimana però, è apparso un articolo del paleontologo <a href="http://www.scribd.com/doc/3203611/JeanJacques-Jaeger-Lorigine-asiatique-des-anthropoides" target="_blank">Jean-Jacques Jaeger</a> dell’Università di Poitiers in Francia che rimette in discussione la questione delle origini. I sensazionali ritrovamenti avvenuti in uno scavo condotto da Jaeger a sud della Libia fanno ipotizzare che la culla del genere umano sia piuttosto l’Asia.</p>
<p>Si tratta del ritrovamento dei resti fossili di due antropoidi sconosciuti e di uno conosciuto risalenti a circa 38 milioni di anni fa.</p>
<p>Gli <a href="https://www.msu.edu/~heckaaro/anthropoidea.html" target="_blank">antropoidi</a> sono delle dimensioni di uno scoiattolo ma hanno le sembianze delle scimmie moderne e pesano da poco più di 100 grammi a quasi mezzo chilo.</p>
<p>Jaeger ritiene che questa specie fosse imparentata con una specie più antica ritrovata in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Birmania" target="_blank">Myanmar</a> (sud-est asiatico) ed è dunque dalle terre lontane dell’Asia che essa proviene.</p>
<p>C’è però un’altra possibilità e cioè che la specie si sia originata in Africa, abbia raggiunto il Myanmar e sia ritornata in Africa. In tal caso esisterà in Africa un antenato più antico, ancora da scoprire.</p>
<p>Il dott. Jaeger ha detto che occorrerà continuare a scavare negli strati delle rocce più antiche della Libia per cercare di rispondere ai molteplici quesiti.</p>
<p>Nell’eventualità che i primi antropoidi si fossero originati in Asia e che successivamente fossero emigrati in Africa potrebbe essere la causa stess<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/0001.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3835" title="Jean-Jacques Jaeger" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/0001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>a della loro proliferazione e della formazione delle varie sottospecie. In Asia, le condizioni ambientali più dure avrebbero portato queste specie all’estinzione e senza questa migrazione in Africa non si sarebbero sviluppati gli antropoidi attuali di cui noi, come si intuisce dalla parola, facciamo parte.</p>
<p>M. Filoso</p>
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		<title>Insetti nell&#8217;ambra, ancora scoperte!</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 21:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[All’Alba della civiltà umana l’Uomo, intento a studiare le rocce utili al proprio sviluppo sociale e tecnologico, riconobbe nelle trasparenze dell’ambra la bellezza di cui adornarsi. L’ambra è un minerale di origine organica perché non è altro che una resina fossile di una conifera che si è solidificata. Quando l’ambra sgorgava abbondante e mielosa dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/26obamberspan-articleLarge.jpg"><img class="size-medium wp-image-3805 alignnone" title="Imenottero in ambra" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/26obamberspan-articleLarge-300x165.jpg" alt="" width="567" height="310" /></a>All’Alba della civiltà umana l’Uomo, intento a studiare le rocce utili al proprio sviluppo sociale e tecnologico, riconobbe nelle trasparenze dell’ambra la bellezza di cui adornarsi. L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ambra_%28resina%29" target="_blank">ambra</a> è un minerale di origine organica perché non è altro che una resina fossile di una conifera che si è solidificata. Quando l’ambra sgorgava abbondante e mielosa dalle cortecce degli alberi, qualche insetto distratto ne rimaneva intrappolato finché, completamente ricopertone, moriva soffocato.</p>
<p>Nel mondo sono stati scoperti centinaia di depositi di ambra, un nuovo giacimento scoperto a ovest dell’India ha ultimamente attirato l’attenzione di tanti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paleontologia" target="_blank">paleontologi</a> di tutto il mondo (studiosi dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fossile" target="_blank">fossili</a> degli esseri vissuti nel passato e dei loro ambienti di vita).</p>
<p>All’interno del giacimento sono stati trovati più di 700 insetti oltre a ragni, crostacei, piante e funghi.</p>
<p>Sono state individuate già più di 100 nuove specie di insetti e si stima che molte altre rimangano da scoprire. Si ritiene che le specie risalgano a più di 50 milioni di anni fa, quando la zona era ricoperta da una lussureggiante foresta pluviale come quelle che troviamo nei paesi tropicali del Sud-Est asiatico.</p>
<p>A parlarci dell’importanza di tale ritrovamento è il Dott. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Grimaldi" target="_blank">David Grimaldi</a>, un entomologo che lavora al<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/American_Museum_of_Natural_History" target="_blank"> Museo di Storia Naturale di New York</a> (<a href="http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/organizations/a/american_museum_of_natural_history/index.html?inline=nyt-org">American Museum of Natural History</a>).</p>
<p>Nello studio sono impegnate decine di ricercatori americani, tedeschi e indiani che divulgano i risultati delle ricerche attraverso l’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti.</p>
<p>Risultano sorprendenti le somiglianze con le specie fossili trovate in Messico e negli altri paesi dell’America centrale.</p>
<p>100 milioni di anni fa, l’India si è staccata dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gondwana" target="_blank">Gondwana</a>, un immenso continente che includeva l’odierna Africa, Australia, Antartide e l’America meridionale, e ha viaggiato verso l’Asia determinando la formazione della catena montuosa dell’Himalaya. Si è sempre ritenuto che questo viaggio dell’India abbia rappresentato un periodo di isolamento ma probabilmente così non fu e, ha detto Grimaldi, forse bisognerà rivedere la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geologia" target="_blank">geologia</a>.</p>
<p>All’interno dell’ambra sono stati ritrovati anche dei resti appartenenti a mammiferi come pipistrelli, scimmie e conigli. Occorrerà procedere negli studi, anche delle piante, per capire quante nuove specie saranno ritrovate e prima di avanzare nuove teorie.</p>
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