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News, Politica, Primo piano, Società

12 marzo: sciopero generale dei lavoratori

Scritto il 12 marzo 2010 da Lorenzo

Oggi c’è lo sciopero generale di molti lavoratori proclamato da alcuni sindacati.

In uno sciopero i lavoratori dipendenti rinunciano al lavoro – e alla retibuzione per il tempo, per le ore dello sciopero – per rivendicare dei diritti, per motivi salariali, per protesta contro decisioni che ritengono ingiuste, per solidarietà ad altri lavoratori o persone che manifestano.
Il diritto allo sciopero è tutelato e previsto dalla Costituzione italiana.

A scioperare oggi, 12 marzo, per alcune ore della giornata saranno i lavoratori dei trasporti – si fermano bus, metropolitane, treni, aerei e navi – , della scuola, degli uffici pubblici, degli ospedali, delle banche e delle farmacie; ci saranno anche dei cortei in molte città.

Le manifestazioni dei lavoratori sono contro il governo, per il lavoro, contro i tagli delle risorse della scuola, per i diritti dei migranti, per avere per loro politiche di accoglienza e per la lotta alla nuova schiavitù cui sono ridotti i lavoratori immigrati.

Foto | Flickr

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News, Società

Lo sciopero degli immigrati

Scritto il 01 marzo 2010 da Lorenzo

Oggi in molte città italiane ci sono delle manifestazioni per il primo sciopero degli immigrati.

Lo sciopero è stato proclamato contro il razzismo e per sottolineare l’importanza degli stranieri immigrati in Italia – dove secondo le statistiche gli stranieri sono circa 4 milioni – per il mondo del lavoro, per la ricchezza umana del Paese e per il funzionamento della società.

Questa iniziativa ha preso spunto da una protesta che avviene in Francia sempre oggi e si chiama “Journee sans immigres, 24h sans nos”, quindi “Giornata senza immigranti, 24 ore senza noi“; infatti gli immigrati oggi, oltre a non lavorare, non faranno la spesa e – simbolicamente – non parteciperanno alla vita del Paese.

Nelle città in cui ci sono queste manifestazioni alle 18.30 verranno lanciati in cielo dei palloncini gialli (il giallo è il colore simbolo della manifestazione e i palloncini sono di materiale biodegradabile, quindi non inquinanti), e il cielo si colorerà di giallo!

L’immagine e la locandina (sotto) sono tratte dal sito del comitato Primo Marzo che organizza la manifestazione.

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Aperto il IV Congresso mondiale contro la pena di morte

Scritto il 25 febbraio 2010 da Lorenzo


Si è aperto a Ginevra, sotto la guida del premier spagnolo Jose Luis Zapatero, che è il presidente di turno dell’Unione Europea (la presidenza dell’UE è assegnata al capo del governo di uno Stato membro della comunità europea per 6 mesi, dopo questo periodo passa ad un altro premier), il IV Congresso mondiale contro la pena di morte cui partecipano i rappresentanti di molti paesi, tra cui l’Italia.

Il congresso ha il compito di fare il punto sulla situazione della pena di morte nel mondo in vista della possibilità di concordare una nuova risoluzione per una moratoria universale contro la pena di morte (la moratoria è una sospensione a tempo determinato), che verrà presentata in autunno all’Assemblea Generale dell’ONU.

La Spagna, ha detto Zapatero, istituirà una Commissione Internazionale contro la pena di morte, che sarà composta dai rappresentanti dei governi e delle organizzazioni internazionali, con lo scopo di arrivare ad un provvedimento di sospensione comune a tutti i paesi del mondo.

Nel mondo ci sono ancora 85 Stati che prevedono la pena di morte; in Italia è stata abolita nel 1946 tranne che per casi molto particolari, e poi abolita di fatto completamente nel 1994.

Il numero degli Stati che utilizzano la pena capitale, quindi l’uccisione di una persona ordinata da un tribunale a seguito di una condanna, è negli ultimi 30 anni molto diminuito, e dove viene ancora utilizzata si usa in molti meno casi rispetto al passato. Nonostante questo, come sostengono i promotori di iniziative per l’abolizione della pena di morte, la strada da fare resta impegnativa.

Foto | tg24.sky.it

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News, Società

Facebook e l’oscuramento del gruppo contro i bambini con la sindrome di Down

Scritto il 24 febbraio 2010 da Lorenzo

In questi giorni l’attenzione di molti mezzi di informazione si è rivolta alle notizie legate ad uno dei più conosciuti social network, Facebook, dove sono stati creati alcuni gruppi che prendono in giro i bambini affetti dalla sindrome di Down.

Fortunatamente contro questi gruppi si sono ribellate tante persone su internet, facendo anche nascere gruppi che a loro volta chiedevano la chiusura dei gruppi offensivi, e la notizia si è diffusa rapidamente tanto da far intervenire la Polizia Postale italiana che ha agito per far chiudere questi gruppi.

Questi gruppi offensivi, che erano arrivati ad avere qualche migliaio di iscritti, sono stati oscurati e in molti hanno fatto notare come “gli imbecilli ci sono su internet come nella vita reale”; qualcuno dice anche che i gruppi possono essere stati creati per far discutere e sensibilizzare sui problemi delle famiglie dei bambini affetti da sindrome di Down.

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Red Hand Day 2010: la giornata della mano rossa per dire Stop all’Uso dei Bambini Soldato!

Scritto il 12 febbraio 2010 da Lorenzo

Oggi, 12 febbraio 2010, ricorre la Red Hand Day, la giornata della mano rossa, una giornata per condannare e continuare a dire Stop all’Uso dei Bambini Soldato!
Nel mondo ci sono ancora 250.000 bambine e bambini reclutati per fare i militare, bambini e ragazzi che hanno anche solo 10 anni.

Per affermare la propria contrarietà all’utilizzo di bambini e adolescenti come soldato, ragazzi cui è negata la possibilità di vivere la propria infanzia e adolescenza come tutti gli altri, di giocare e studiare, è stato istituito il “Red Hand Day”, la giornata della mano rossa (la “mano rossa” perché si invita tutti a “dare una mano” rendendo pubblico il proprio sostegno a questa campagna, anche colorandosi la mano di rosso).

La data, il 12 febbraio, coincide con la data in cui è entrato in vigore, nel 2000, un accordo internazionale per vietare la partecipazione di bambini e ragazzi minori di 18 anni ai conflitti armati; questo accordo ha un nome lungo, si chiama Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, in inglese Optional Protocol on Children in Armed Conflict – OPAC, ed è qui tradotto in italiano.

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Politica, Società

Iran: manifestazione contro l’ambasciata italiana – domani le celebrazioni di regime

Scritto il 10 febbraio 2010 da Lorenzo

A Teheran, la capitale dell’Iran, un centinaio di persone sotto la guida del governo iraniano ha manifestato violentemente, lanciando pietre e uova, sotto l’ambasciata francese e quella italiana.

L’ambasciata è la residenza dell’ambasciatore, il rappresentante ufficiale all’estero di uno Stato. L’ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Bradanini, ha detto che l’ambasciata resta comunque aperta.

In Iran c’è un governo dittatoriale e fondamentalista, e nel tempo ci sono stati molti attacchi alle ambasciate dei paesi stranieri che si sono espressi contro la politica ufficiale iraniana.

L’ambasciata italiana è stata colpita dopo le critiche che Silvio Berlusconi ha rivolto al governo iraniano in un recente viaggio-visita a Gerusalemme, in Israele. In quella circostanza Berlusconi ha detto che l’Italia sostiene le sanzioni che la comunità internazionale vuole infliggere all’Iran  per le sue ricerche finalizzate alla creazione di armi nucleari.

Intanto domani, 11 febbraio, a Teheran si celebreranno delle  ricorrenze ufficiali del regime iraniano e anche gli oppositori del governo preparano delle manifestazioni. La situazione è esplosiva e si teme che ci possano essere scontri violenti con morti e feriti, come già è successo poco tempo fa.

Foto |  adnkronos.com

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News, Società

Carnevale: origini e storia della festa

Scritto il 06 febbraio 2010 da Lorenzo

Il Carnevale è una festa di origini religiose, legata alla religione cattolica. L’usanza di mascherarsi da parte dell’uomo è molto antica, addirittura risale al Paleolitico quando alcuni uomini si travestivano con piume e maschere e davano vita a rituali per scacciare gli spiriti maligni.

Nel corso delle varie epoche sono stati molti i popoli che si mascheravano in festeggiamenti rituali, ed anche i Romani si travestivano per svolgere delle feste in onore delle divinità venerate.
Pare che l’origine del Carnevale come oggi lo conosciamo risalga proprio al periodo dei Romani dove infatti si svolgevano dei riti in onore del Dio del vino, Bacco, chiamati Baccanali. In queste feste si beveva vino, ci si mascherava e si ballava.

Nella tradizione cattolica, per arrivare ai nostri giorni, il Carnevale è tradizionalmente il periodo che precede la Quaresima.
La Quaresima dura quaranta giorni e viene prima della Pasqua; in questo periodo i cattolici praticano tradizionalmente delle forme di digiuno e di penitenza. La stessa parola Carnevale deriva da una espressione in lingua latina: “carnem levare“, cioè “togliere la carne”, proprio perché doo il Carnevale inizia il digiuno della Quaresima.

La data di inizio del Carnevale può cambiare da paese a paese, comunque per lo più viene festeggiato, con feste in maschera e sfilate di carri allegorici, nelle due settimane che precedono il primo giorno di Quaresima.
Il Carnevale si conclude quasi dappertutto il giorno di Martedì grasso, che per il 2010 è il 16 febbraio.

Buon Carnevale a tutti.

Foto | Flickr

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Internet: i ragazzi preferiscono i social network ai blog

Scritto il 05 febbraio 2010 da Lorenzo

Una ricerca di una società statunitense rivela che i ragazzi americani utilizzano sempre meno i blog e preferiscono i social network.

Ad evidenziare questa tendenza è uno studio di un centro di ricerche – lo studio si chiama Internet & American Life Project ed è stato fatto da una società che si chiama Pew – che dice proprio che i ragazzi tra i 12 e i 17 anni considerano troppo lenta l’attività del fare blogging, quindi scrivere dei post, del testo su un blog.

I social network, come Facebook, MySpace e Twitter, sono invece più veloci, danno facilmente la possibilità di aggiornate le informazioni che si hanno sul proprio profilo e si collegano sempre meglio con i cellulari.

Foto | Flickr

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News, Società

Haiti: il bilancio delle vittime e la solidarietà con We Are the World di Michael Jackson

Scritto il 04 febbraio 2010 da Lorenzo

Il rappresentante del governo di Haiti, si chiama Jean Max Bellerive, ha aggiornato i numeri delle vittime del terremoto del 12 gennaio annunciando che sono morte oltre 200mila, mentre 300mila sono le persone ferite a seguito del sisma.

Ad aiutare queste persone si stanno muovendo in tanti con molte iniziative di solidarietà.

We Are the World è una canzone, scritta anche da Michael Jackson e cantata da 45 artisti, che alcuni anni fa era molto popolare.
La canzone era stata scritta a scopo di beneficenza e i proventi dalla vendita dei dischi con We Are the World erano destinati alla popolazione di una zona dell’Africa colpita da una grave carestia.

Ora We Are the World sarà riproposta in una nuova versione per aiutare la popolazione di Haiti e sarà cantata da 80 personaggi famosi tra cui ci sarà Lady Gaga, Jennifer Hudson, Kanye West, Celine Dion, Lil Wayne, Justin Bieber, Snoop Dogg e tanti altri.

Sicuramente la sentiremo presto, intanto sotto c’è il video della vecchia canzone We Are the World:

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La Cina si oppone all’incontro di Obama con il Dalai Lama‎

Scritto il 03 febbraio 2010 da Lorenzo

Presto il Dalai Lama potrebbe visitare gli Stati Uniti dove è previsto un colloquio con il presidente Barack Obama.
A questo proposito la Cina a detto di essere contrariata da questo incontro.

Il Dalai Lama è una autorità spirituale del Buddhismo tibetano, la religione della popolazione del Tibet.

Il Tibet, regione che si trova nell’Asia centrale, ha una storia molto travagliata e non è più uno stato indipendente da quando la Repubblica Popolare Cinese (la Cina) ha invaso il suo territorio a partire dal 1949-1950, tanto che oggi il Tibet è sotto la sovranità cinese.
Da allora i tibetani, il cui rappresentante nel mondo è proprio il Dalai Lama, rivendicano la propria indipendenza contro l’occupazione e le violenze che la Repubblica Popolare Cinese ha usato contro la popolazione tibetana repressa.

La Cina preferisce che i tibetani non parlino della loro situazione.

Questo è il motivo per cui la Cina si è detta contraria alla visita del leader religioso tibetano in USA e al suo incontro con il presidente Barack Obama, sostenendo che i problemi con il Tibet riguardano la politica interna dello Stato cinese e facendo intendere che l’incontro metterebbe a rischio i rapporti USA-Cina.

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