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	<title>Bambini News &#187; Scienza e Tecnologia</title>
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		<title>Dalle saette di Zeus… l’antimateria!</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 18:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’antimateria, pochi decenni fa sembrava fosse solo una fantasia. Qualcuno iniziò a immaginarla nascosta in ambiti remoti del nostro Universo… Un giorno però dei fisici, degli scienziati che studiano anche le parti minime di cui è fatta la materia, attraverso degli enormi strumenti chiamati acceleratori di particelle, riuscirono a ripetere l’esperimento che solo Dio aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antimateria" target="_blank">antimateria</a>, pochi decenni fa sembrava fosse solo una fantasia. Qualcuno iniziò a immaginarla nascosta in ambiti remoti del nostro Universo… Un giorno però dei fisici, degli scienziati che studiano anche le parti minime di cui è fatta la materia, attraverso degli enormi strumenti chiamati <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acceleratore_di_particelle" target="_blank">acceleratori di particelle</a>, riuscirono a ripetere l’esperimento che solo Dio aveva intentato prima di allora… crearono l’Antimateria! Vambè diciamo semplicemente che, seppur per pochi istanti, furono in grado di rilevarne la presenza.<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/Fermi_Spotting_1280x720.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-4006 alignleft" title="Fermi_Spotting_1280x720" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/Fermi_Spotting_1280x720-150x150.jpg" alt="" width="197" height="197" /></a></p>
<p>Oggi, nel 2010, benché gli scienziati abbiano già tanta confidenza con l’antimateria, sono rimasti esterrefatti avendo scoperto che tutti i giorni, dalla superficie della Terra partono come saette fasci di antiparticelle!</p>
<p>La scoperta è stata casuale, come molte grandi scoperte. In orbita, sopra le nostre teste, c’è un satellite artificiale chiamato “<a href="http://heasarc.nasa.gov/docs/cgro/cgro.html" target="_blank"><strong>Compton Gam</strong><strong>ma Ray Observatory</strong> (<strong>CGRO</strong>)</a>” sul quale è montato il telescopio “Fermi” in grado di rilevare i raggi gamma che viaggiano nello spazio attorno al nostro Pianeta.</p>
<p>Cercherò di spiegare com’è avvenuta tale scoperta…</p>
<p>Per prima cosa dobbiamo immaginare che quando la nostra <span style="text-decoration: underline;">anti</span>particella incontra una particella (l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrone" target="_blank">elettrone</a>, nel nostro caso) le due particelle si disintegrano vicendevolmente e un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_gamma" target="_blank">raggio gamma</a> (fatto anch’esso di particelle, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fotone">fotoni ad alta energia</a>) viene emesso in ogni direzione nello spazio circostante.</p>
<p>Facciamo ora un passo indietro. Durante i temporali, i lampi riescono facilmente a generare delle particelle gamma, talvolta capita che questi fotoni, (raro, ma capita!), entrando in contatto con altri atomi dispersi nell’aria riescano a trasformarli in particelle e antiparticelle. Queste ultime non viaggiano libere nello spazio perché, avendo la loro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Interazione_elettromagnetica" target="_blank">carica elettromagnetica</a>, risentono del campo gravitazionale terrestre. Per questo motivo seguono dei percorsi preferenziali andando eventualmente a incocciare il satellite della <a href="http://www.nasa.gov/" target="_blank">NASA</a>. Quando l<span style="text-decoration: underline;">&#8216;anti</span>particella scontra una particella di cui è fatto il satellite stesso, viene emesso un raggio gamma che il satellite è perfettamente in grado di rilevare essendo stato costruito proprio per questo!</p>
<p>La prossima volta che assisteremo a un temporale – ricordiamocelo &#8211; in quel momento si starà generando dell’antimateria.<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/Electron_Spray_2560x1440.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4004" title="Electron_Spray_2560x1440" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/Electron_Spray_2560x1440-150x150.jpg" alt="" width="347" height="347" /></a></p>
<p>Antiparticella: quella di cui parliamo qui si chiama positrone.</p>
<p><a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/GLAST/news/fermi-thunderstorms.html" target="_blank">Non perdere il filmato che ha pubblicato la NASA, entra nel sito e guardalo subito!</a></p>
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		<title>Ammoniti: cosa mangiavano? Finalmente una risposta!</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 15:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le ammoniti sono senza dubbio tra i fossili più studiati al mondo ma nonostante ciò, alcuni misteri riguardo alle loro abitudini non sono stati ancora svelati. Parte del loro fascino risiede nella improvvisa estinzione avvenuta circa 65 milioni di anni fa, concomitante con la scomparsa dei dinosauri. Gli studiosi, per questo motivo, hanno deciso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/ammoniti.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3993" title="ammoniti" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/ammoniti-150x150.jpg" alt="" width="284" height="284" /></a>Le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ammonoidea" target="_blank">ammoniti</a> sono senza dubbio tra i fossili più studiati al mondo ma nonostante ciò, alcuni misteri riguardo alle loro abitudini non sono stati ancora svelati. Parte del loro fascino risiede nella improvvisa estinzione avvenuta circa 65 milioni di anni fa, concomitante con la scomparsa dei dinosauri. Gli studiosi, per questo motivo, hanno deciso che un’intera <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mesozoico" target="_blank">Era</a> si fosse chiusa, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mesozoico" target="_blank">mesozoico</a>, e fosse iniziata l’Era attuale chiamata cenozoico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ammoniti sono parenti degli attuali <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cephalopoda" target="_blank">cefalopodi</a>, come seppie, polpi e calamari, ma possedevano una vistosa conchiglia, spesso a spirale, della quale abitavano solo la porzione più esterna. Le ammoniti erano in grado di riempire alternativamente le parti interne della conchiglia di liquido o di gas in modo da poter decidere se procedere in una profonda immersione sottomarina oppure risalire a galla.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intero mondo è colmo di fossili di ammoniti e, infatti, potrà capitarvi di scoprire che l’androne del palazzo di vostra nonna è interamente rivestito di lastre luccicanti di un marmo rosso nel quale riuscirete a distinguere i profili dell’antico mollusco.</p>
<p style="text-align: justify;">Qual è la novità che però ci ha portato proprio oggi a parlare di ammoniti? Cosa mai ci sarà di nuovo che non sia già contenuto negli innumerevoli e pesantissimi volumi che trattano l’argomento?</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un articolo, apparso in questi giorni sulla rivista Science, scritto da alcuni scienziati tra cui la francese <a href="http://www.amnh.org/news/tag/isabelle-kruta/" target="_blank">Isabelle Kruta</a> del <a href="http://www.amnh.org/news/tag/isabelle-kruta/" target="_blank">Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi</a>, in collaborazione con l’equivalente museo sito in Central Park a New York. Questi paleontologi (così si chiamano gli studiosi dei fossili) si sono presi la briga di utilizzare una tecnica dal nome impressionante, la <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tomografia_computerizzata" target="_blank">Microtomografia a raggi X con luce di sincrotrone</a>,</em> per osservare alcuni resti fossili conservati nei musei. La grande sorpresa è stata quella di poter osservare tridimensionalmente, e per la prima volta, i dettagli dell’apparato boccale delle ammoniti. Si è scoperto che esse possedevano mascelle e denti adatti a catturare piccole prede acquatiche, in pratica si nutrivano di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Plankton" target="_blank">plankton</a>. In più, tutte loro possedevano una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radula" target="_blank">radula</a> (una lingua con denti, tipica dei molluschi).</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ammonite, in particolare, ha mostra<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/ammomite_jaw_300.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3992" title="ammomite_jaw_300" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2011/01/ammomite_jaw_300-150x150.jpg" alt="ricostruzione della radula del baculite" width="283" height="283" /></a>to di avere ancora alcuni resti del suo ultimo pasto tra le fauci, si tratta di piccole larve di lumache e piccoli crostacei.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nautilus_%28mollusco%29" target="_blank">Nautilus</a>, l’odierno cefalopode che tanto rassomiglia alle ammoniti, e che molti studiosi hanno supposto fosse un intimo parente di esse, si distanzia ancora di più da loro avendo abitudini alimentari del tutto diverse, nutrendosi, infatti, di crostacei più grossi e di pesci morti. Paradossalmente, la bocca più grande delle ammoniti è più adatta a catturare il minuscolo plankton.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte queste nuove scoperte ci parlano delle abitudini alimentari delle ammoniti e ci aiutano ad immaginare come fossero i mari 65 milioni di anni fa. Tali informazioni saranno anche fondamentali per capire i meccanismi che, a seguito di un impatto con un meteorite, hanno portato alla loro rapida estinzione.</p>
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		<title>Arsenico: c&#8217;è a chi piace&#8230;</title>
		<link>http://www.bambini-news.it/2010/12/06/arsenico-ce-a-chi-piace/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 17:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, zolfo e fosforo sono gli elementi principali di cui sono fatti gli esseri viventi. Attraverso la loro combinazione sono costruite le proteine, gli acidi nucleici (come il DNA), i grassi e tutto il resto di cui siamo fatti noi umani, un insetto o anche una pianta. Gli altri elementi che ritroviamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/arsenico-microbi1.jpg"><img class="size-full wp-image-3963 alignleft" title="arsenico-microbi" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/arsenico-microbi1.jpg" alt="" width="559" height="369" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, zolfo e fosforo sono gli elementi principali di cui sono fatti gli esseri viventi. Attraverso la loro combinazione sono costruite le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proteina" target="_blank">proteine,</a> gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_nucleico" target="_blank">acidi nucleici</a> (come il DNA), i grassi e tutto il resto di cui siamo fatti noi umani, un insetto o anche una pianta. Gli altri elementi che ritroviamo nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_periodica_degli_elementi" target="_blank">tavola periodica</a>, come il ferro o il potassio, sono anch’essi utilizzati dai viventi ma in concentrazioni veramente bassissime.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scienziata americana della <a href="http://www.nasa.gov/" target="_blank">NASA</a>, <a href="http://www.ironlisa.com/" target="_blank">Felisa Wolfe-Simon</a>, ha recentemente scoperto che un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bacteria" target="_blank">batterio</a> dallo strano nome <a href="http://www.jugo.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=16920" target="_blank">GFAJ-1</a>, è in grado di utilizzare l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arsenico" target="_blank">arsenico</a> al posto del fosforo. La scienziata ha condotto le sue ricerche sulle rive del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mono_Lake" target="_blank">lago Mono</a>, in California, noto per avere le sue acque contaminate dal pericoloso arsenico. Ricordiamo che l’arsenico, oltre che tossico è anche cancerogeno. Per questo motivo molti acquedotti, in particolare nel nord dell’Italia, hanno delle apparecchiature in grado di eliminarlo o quantomeno di abbassarne la quantità nell’acqua. Nel passato, un particolare composto, l’ossido di arsenico, era utilizzato come veleno e aveva il pregio di non lasciare alcun segno del suo passaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">L’arsenico e il fosforo sono due elementi che hanno molte caratteristiche in comune, a causa di questa somiglianza, l’organismo umano può assorbire l’arsenico involontariamente al posto del fosforo e, oltre una certa soglia, rimanerne intossicato al punto da restarci secco!</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso del nostro batterio, l’assorbimento dell’arsenico avviene con lo stesso meccanismo, con la differenza che non interferisce con le funzioni vitali del batterio.<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/images2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3964" title="images" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/12/images2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa scoperta è straordinaria per tre motivi:</p>
<p style="text-align: justify;">- Apre la porta allo studio e alla comprensione del cosiddetto “ciclo dell’arsenico”.</p>
<p style="text-align: justify;">- Potrebbe risultare un’ottima possibilità di controllo delle contaminazioni da arsenico.</p>
<p style="text-align: justify;">- Ci aiuta a immaginare forme di vita diverse dalle nostre, dove un elemento essenziale come il fosforo può essere sostituito con un elemento potenzialmente pericoloso come l’arsenico. Quando pensiamo a forme di vita extra-terrestri, possiamo supporre che siano costituite da elementi diversi da quelli che costituiscono la vita sulla Terra. Forse, su un lontano pianeta, esiste un essere costituito di silicio anziché di carbonio, che assorbe l’arsenico, respira metano e si nutre di terra! Chissà…</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Scienza e gioco su mypage con Clementoni: una pagina web dedicata ai piccoli scienziati</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 09:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su mypage.it, il primo social network per bambini con Parental Control, nasce il Club degli scienziati Clementoni, una community dove i bambini potranno scambiarsi idee e opinioni in massima sicurezza oltre che individuare l’ambito scientifico preferito attraverso games e contenuti informativi creati appositamente per loro. La pagina di mypage dedicata al Club degli scienziati presenta il kidget [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/club_scienziati_clementoni.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-3912" title="club_scienziati_clementoni" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/club_scienziati_clementoni.jpg" alt="" width="480" height="266" /></a></p>
<p>Su <a href="http://mypage.it" target="_blank">mypage.it</a>, il primo social network per bambini con Parental Control, nasce il Club degli scienziati Clementoni, una community dove i bambini potranno scambiarsi idee e opinioni in massima sicurezza oltre che individuare l’ambito scientifico preferito attraverso games e contenuti informativi creati appositamente per loro.</p>
<p>La <a href="http://www.mypage.it/club-degli-scienziati" target="_blank">pagina di mypage dedicata al Club degli scienziati</a> presenta il <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/350/benvenuto-nel-club-degli-scienziati" target="_blank">kidget</a> <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/350/benvenuto-nel-club-degli-scienziati" target="_blank"></a><strong><a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/350/benvenuto-nel-club-degli-scienziati" target="_blank">Benvenuto</a></strong>attraverso il quale ragazzi vengono introdotti nel club, scoprendo i contenuti della pagina e scaricando gli <strong>Esperimenti di Arturo</strong>, una simpatica guida realizzata da Clementoni con esempi di semplici esperimenti scientifici da ripetere a casa o a scuola.</p>
<p>Ognuno dei componenti della community potrà decorare la sua pagina personale con lo <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/346/sticker-club-degli-scienziati" target="_blank">sticker personalizzato Club degli scienziati</a> e descrivere le grandi scoperte che vorrebbe fare da adulto scrivendole su <strong>La bacheca delle scoperte</strong>, uno spazio che permette ai bambini di esprimere il loro pensiero e condividerlo con gli amici nella consueta sicurezza garantita da <a href="http://www.mypage.it/">mypage.it</a>.</p>
<p>Sempre sulla pagina di benvenuto, il <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/348/che-scienziato-sei" target="_blank">test </a><strong><a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/348/che-scienziato-sei" target="_blank">Che scienziato sei?</a><strong> </strong></strong>permetterà a tutti gli utenti di scoprire qual è la disciplina scientifica più adatta a loro semplicemente rispondendo a delle domande.</p>
<p>Subito online anche la <strong>sezione Botanica </strong>(per vederla basta cliccare sul tab della <a href="http://www.mypage.it/club-degli-scienziati" target="_blank">pagina</a>collocato in alto a sinistra), prima di una lunga serie che, a partire da gennaio 2011, esploreranno nel tempo le diverse discipline scientifiche dando modo agli utenti di scoprire poco a poco le meraviglie della scienza e di scegliere quali temi approfondire. Tutti gli amanti del mondo vegetale, ad esempio, avranno da subito la possibilità di entrare a far parte di un loro mini club identificato dallo <a href="http://blog.mypage.it/www.mypage.it/kidgetbox/345/sticker-i-love-botanica" target="_blank">sticker I love Botanica</a> e di far fiorire la loro passione con contenuti e giochi speciali, come <strong>il nuovo game dedicato alla Botanica che sarà online su</strong><a href="http://www.mypage.it/"><strong>mypage.it</strong></a><strong> prima di Natale!</strong></p>
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		<title>Siccità in Perù: reti cattura nebbia e montagne pitturate…</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 13:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sulle dune sabbiose della periferia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lima" target="_blank">Lima</a> in Perù, i residenti di un povero paesino hanno deciso di non arrendersi alla siccità. La loro intenzione era di far crescer<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/rete-per-cattura-nebbia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3891" title="rete-per-cattura-nebbia" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/rete-per-cattura-nebbia.jpg" alt="" width="339" height="254" /></a>e una foresta in una delle regioni più secche della Terra (Lima riceve meno di 1,5 cm di pioggia all’anno). A tal fine, negli ultimi due anni, i residenti del paesino hanno eretto, sulla cima delle dune, una serie di <a href="http://www.ecologiae.com/risparmio-idrico-recuperare-acqua-nebbia/10248/" target="_blank">reti alte 4 metri</a>. Queste reti sono in grado di catturare preziose gocce d’acqua, dall’umidità dell’aria. Quando le nebbie della sera coprono le cime delle dune, queste reti rimangono impregnate di acqua. Si ritiene che, in meno di quattro anni, i giovani alberelli che stanno crescendo saranno in grado loro stessi di catturare la nebbia, creando un microclima che in futuro riuscirà a proteggere tutta l’area dalla siccità.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla raccolta dell’acqua delle nebbie, una più singolare attività ha già trovato i finanziamenti necessari per essere sperimentata. Incredibile ma vero, si tratta di pitturare le montagne di bianco. Le montagne che un tempo erano ricoperte di neve e ghiaccio sono oggi degli ammassi brulli di terra scura. Giacché la terra scura assorbe più facilmente la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_solare" target="_blank">radiazione solare </a>riscaldandosi, si è pensato bene di imbiancare vaste zone montane al fine di riflettere la luce solare, determinando un rilevante abbassamento della temperatura. Negli ultimi anni il Perù ha perso i suoi ghiacciai che erano una risorsa fondamentale di acqua potabile. Pitturare le montagne e raccogliere l’acqua della nebbia sono alcuni dei modi in cui i peruviani stanno cercando di fronteggiare l’inaridimento di vaste aree del loro territorio. Il governo è molto impegnato nella ricerca di soluzioni, in particolare si lotta perché Lima possa continuare a essere rifornita d’acqua.<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/48092623_glacier_painting0510145.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3892" title="_48092623_glacier_painting0510145" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/48092623_glacier_painting0510145.jpg" alt="" width="339" height="219" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Consulta il sito della BBC per sapere di più sulle montagne pitturate!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bbc.co.uk/news/10333304" target="_blank">http://www.bbc.co.uk/news/10333304</a></p>
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		<title>Terre rare: l&#8217;ultima sfida tra Cina e Occidente!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 22:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/tavola_periodica_elementi.gif"><img class="alignright size-full wp-image-3858" title="tavola_periodica_elementi" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/tavola_periodica_elementi.gif" alt="" width="362" height="247" /></a>Avete presente la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_periodica_degli_elementi" target="_blank">Tavola Periodica degli Elementi</a>? Circa cento caselle rappresentano tutti i mattoncini di cui può essere fatta la materia. Una ventina di essi sono molto comuni e in particolare quelli che occupano le caselle nella parte alta della Tavola. Se raccogliamo una manciata di terreno, possiamo essere sicuri di avere nelle mani elementi come l’ossigeno, il silicio, il carbonio, l’idrogeno, l’alluminio, il calcio, il ferro e così via. Questi elementi si combinano tra loro in modi caratteristici creando un’infinità di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Minerale" target="_blank">minerali</a> (più di 4000!). I minerali, a loro volta, sono i costituenti delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roccia" target="_blank">rocce</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_della_pietra" target="_blank">Età della Pietra</a> siamo passati all’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_bronzo" target="_blank">Età del Bronzo</a> e poi a quella del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_ferro" target="_blank">Ferro</a>. Negli ultimi duemila anni poi, l’Uomo ha affinato le proprie conoscenze e ha imparato a sfruttare sempre più i materiali che riusciva a estrarre dalle rocce. Con l’avvento delle tecnologie moderne però, da non più di 40 anni, siamo entrati in una nuova Età, L’Età delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terre_rare" target="_blank">Terre rare</a>! Si tratta di tutti quegli elementi che si trovano nelle ultime caselle della Tavola Periodica (17 in tutto, i cosiddetti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lantanoidi" target="_blank">Lantanoidi</a>, lo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scandio" target="_blank">Scandio</a> e l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ittrio" target="_blank">Ittrio</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Questi elementi hanno proprietà uniche che trovano molteplici applicazioni nell’industria militare e anche in quella civile, li troviamo, infatti, in tutte le apparecchiature elettroniche e informatiche (magneti, laser, fibre ottiche, disk drives, batterie ricaricabili, chip delle memorie dei computer, superconduttori dalle alte temperature, schermi a cristalli liquidi, ecc.) come anche nelle marmitte catalitiche, nelle apparecchiature a raggi X, nelle lampade fluorescenti ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il nome, questi minerali non sono così rari, il problema sta nel fatto che non esistono veri giacimenti di Terre rare, essi sono contenuti in tracce in svariati minerali. Per questo motivo la loro estrazione è associata all’estrazione di altri elementi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/rare-earths1.gif"><img class="size-full wp-image-3853 alignleft" title="rare-earths" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/rare-earths1.gif" alt="" width="324" height="196" /></a>Durante gli ultimi vent’anni la Cina è stata la più grande esportatrice di Terre rare (fino al 95% del mercato mondiale) sia per il basso costo del lavoro dei minatori e sia per la quasi totale mancanza di leggi concernenti la protezione ambientale. La lavorazione delle Terre rare può produrre, infatti, molti sottoprodotti tossici e inquinanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 18 ottobre però la Cina ne ha sospeso inavvertitamente (forse indispettita da alcune scaramucce con il Giappone) l’esportazione mettendo in allarme tutti i paesi produttori di tecnologia. Benchè le esportazioni dalla Cina siano già riprese sul finire del mese scorso, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha ribadito la volontà e la necessità di emanciparsi dalla dipendenza cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ notizia di ieri che l’Istituto americano per gli scavi minerari sottomarini (<a href="http://www.underwatermining.org/" target="_blank">Underwater Mining Institute &#8211; UMI</a>) nella persona del suo presidente <strong>Dott Charles L. Morgan</strong>, sta riconsiderando economicamente la possibilità di raschiare i fondali oceanici ricope<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/4204_120344_H2O2003_c.jpg"><img class="alignright  size-full wp-image-3856" title="noduli di manganese sul fondale marino" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/11/4204_120344_H2O2003_c.jpg" alt="" width="265" height="170" /></a>rti dai cosiddetti “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Noduli_di_manganese" target="_blank">noduli di manganese</a>” che sono ricchi, oltre che di manganese, di nichel, di rame e di cobalto. E’ noto che nei noduli di manganese sono compresenti notevoli quantità di Terre rare. Questo tipo di attività mineraria è molto costoso e al momento sembra che gli americani, come tutto il mondo occidentale, sia destinato a perdere la sfida con la Cina. L’augurio che rivolgiamo a tutta l’Umanità è di riuscire a risolvere la faccenda senza ricorrere a strategie di prevaricazione, di conflitti armati e nel pieno rispetto dell’ambiente naturale e di chi lavora nelle miniere. Le esperienze del passato (riguardo al petrolio per esempio) non ci fanno essere molto ottimisti su come andranno le cose, è quindi importante cercare di acquisire informazioni e consapevolezza della questione, perché ognuno possa collaborare, nel suo piccolo, a salvare il Pianeta!</p>
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		<title>Asia o Africa? La questione delle origini.</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 23:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Antropologia biologica è quella branca della scienza che studia le origini e lo sviluppo dell’Homo sapiens. Gli studiosi di antropologia sono abituati a rimodellare le proprie conoscenze ogni qualvolta vengono ritrovati nuovi reperti fossili. Un dato che sembrava però assodato è che l’Uomo si fosse originato in Africa e che successivamente avesse colonizzato tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/02obanthro1-articleLarge.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3823" title="Formazione di Dur At-Talah in Libia dove i fossili degli antropoidi sono stati trovati" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/02obanthro1-articleLarge-300x157.jpg" alt="" width="533" height="278" /></a></p>
<p>L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antropologia" target="_blank">Antropologia biologica</a> è quella branca della scienza che studia le origini e lo sviluppo dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Homo_sapiens" target="_blank"><em>Homo sapiens</em></a>. Gli studiosi di antropologia sono abituati a rimodellare le proprie conoscenze ogni qualvolta vengono ritrovati nuovi reperti fossili. Un dato che sembrava però assodato è che l’Uomo si fosse originato in Africa e che successivamente avesse colonizzato tutte le terre del globo. Su &#8220;<a href="http://www.nature.com/" target="_blank">Nature</a>&#8221; di questa settimana però, è apparso un articolo del paleontologo <a href="http://www.scribd.com/doc/3203611/JeanJacques-Jaeger-Lorigine-asiatique-des-anthropoides" target="_blank">Jean-Jacques Jaeger</a> dell’Università di Poitiers in Francia che rimette in discussione la questione delle origini. I sensazionali ritrovamenti avvenuti in uno scavo condotto da Jaeger a sud della Libia fanno ipotizzare che la culla del genere umano sia piuttosto l’Asia.</p>
<p>Si tratta del ritrovamento dei resti fossili di due antropoidi sconosciuti e di uno conosciuto risalenti a circa 38 milioni di anni fa.</p>
<p>Gli <a href="https://www.msu.edu/~heckaaro/anthropoidea.html" target="_blank">antropoidi</a> sono delle dimensioni di uno scoiattolo ma hanno le sembianze delle scimmie moderne e pesano da poco più di 100 grammi a quasi mezzo chilo.</p>
<p>Jaeger ritiene che questa specie fosse imparentata con una specie più antica ritrovata in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Birmania" target="_blank">Myanmar</a> (sud-est asiatico) ed è dunque dalle terre lontane dell’Asia che essa proviene.</p>
<p>C’è però un’altra possibilità e cioè che la specie si sia originata in Africa, abbia raggiunto il Myanmar e sia ritornata in Africa. In tal caso esisterà in Africa un antenato più antico, ancora da scoprire.</p>
<p>Il dott. Jaeger ha detto che occorrerà continuare a scavare negli strati delle rocce più antiche della Libia per cercare di rispondere ai molteplici quesiti.</p>
<p>Nell’eventualità che i primi antropoidi si fossero originati in Asia e che successivamente fossero emigrati in Africa potrebbe essere la causa stess<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/0001.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3835" title="Jean-Jacques Jaeger" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/0001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>a della loro proliferazione e della formazione delle varie sottospecie. In Asia, le condizioni ambientali più dure avrebbero portato queste specie all’estinzione e senza questa migrazione in Africa non si sarebbero sviluppati gli antropoidi attuali di cui noi, come si intuisce dalla parola, facciamo parte.</p>
<p>M. Filoso</p>
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		<title>Insetti nell&#8217;ambra, ancora scoperte!</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 21:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’Alba della civiltà umana l’Uomo, intento a studiare le rocce utili al proprio sviluppo sociale e tecnologico, riconobbe nelle trasparenze dell’ambra la bellezza di cui adornarsi. L’ambra è un minerale di origine organica perché non è altro che una resina fossile di una conifera che si è solidificata. Quando l’ambra sgorgava abbondante e mielosa dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/26obamberspan-articleLarge.jpg"><img class="size-medium wp-image-3805 alignnone" title="Imenottero in ambra" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/26obamberspan-articleLarge-300x165.jpg" alt="" width="567" height="310" /></a>All’Alba della civiltà umana l’Uomo, intento a studiare le rocce utili al proprio sviluppo sociale e tecnologico, riconobbe nelle trasparenze dell’ambra la bellezza di cui adornarsi. L’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ambra_%28resina%29" target="_blank">ambra</a> è un minerale di origine organica perché non è altro che una resina fossile di una conifera che si è solidificata. Quando l’ambra sgorgava abbondante e mielosa dalle cortecce degli alberi, qualche insetto distratto ne rimaneva intrappolato finché, completamente ricopertone, moriva soffocato.</p>
<p>Nel mondo sono stati scoperti centinaia di depositi di ambra, un nuovo giacimento scoperto a ovest dell’India ha ultimamente attirato l’attenzione di tanti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paleontologia" target="_blank">paleontologi</a> di tutto il mondo (studiosi dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fossile" target="_blank">fossili</a> degli esseri vissuti nel passato e dei loro ambienti di vita).</p>
<p>All’interno del giacimento sono stati trovati più di 700 insetti oltre a ragni, crostacei, piante e funghi.</p>
<p>Sono state individuate già più di 100 nuove specie di insetti e si stima che molte altre rimangano da scoprire. Si ritiene che le specie risalgano a più di 50 milioni di anni fa, quando la zona era ricoperta da una lussureggiante foresta pluviale come quelle che troviamo nei paesi tropicali del Sud-Est asiatico.</p>
<p>A parlarci dell’importanza di tale ritrovamento è il Dott. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Grimaldi" target="_blank">David Grimaldi</a>, un entomologo che lavora al<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/American_Museum_of_Natural_History" target="_blank"> Museo di Storia Naturale di New York</a> (<a href="http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/organizations/a/american_museum_of_natural_history/index.html?inline=nyt-org">American Museum of Natural History</a>).</p>
<p>Nello studio sono impegnate decine di ricercatori americani, tedeschi e indiani che divulgano i risultati delle ricerche attraverso l’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti.</p>
<p>Risultano sorprendenti le somiglianze con le specie fossili trovate in Messico e negli altri paesi dell’America centrale.</p>
<p>100 milioni di anni fa, l’India si è staccata dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gondwana" target="_blank">Gondwana</a>, un immenso continente che includeva l’odierna Africa, Australia, Antartide e l’America meridionale, e ha viaggiato verso l’Asia determinando la formazione della catena montuosa dell’Himalaya. Si è sempre ritenuto che questo viaggio dell’India abbia rappresentato un periodo di isolamento ma probabilmente così non fu e, ha detto Grimaldi, forse bisognerà rivedere la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geologia" target="_blank">geologia</a>.</p>
<p>All’interno dell’ambra sono stati ritrovati anche dei resti appartenenti a mammiferi come pipistrelli, scimmie e conigli. Occorrerà procedere negli studi, anche delle piante, per capire quante nuove specie saranno ritrovate e prima di avanzare nuove teorie.</p>
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		<title>La videocamera nello spazio!</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 20:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiama Luke Geissbuhler e vive a New York. Con un gruppo di amici ha realizzato un esperimento che potrebbe apparire banale ma che pochi anni fa sarebbe stato impossibile da realizzare nel giardino di casa propria. Lo scorso agosto, attraverso un pallone sonda, ha spedito una videocamera amatoriale nello spazio. Il desiderio era di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/90292848_200.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3780" title="90292848_200" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/90292848_200.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Si chiama <a href="http://vimeo.com/user3539560" target="_blank">Luke Geissbuhler</a> e vive a New York. Con un gruppo di amici ha realizzato un esperimento che potrebbe apparire banale ma che pochi anni fa sarebbe stato impossibile da realizzare nel giardino di casa propria.</p>
<p>Lo scorso agosto, attraverso un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pallone_sonda" target="_blank">pallone sonda</a>, ha spedito una videocamera amatoriale nello spazio. Il desiderio era di filmare il nero dello spazio che circonda il nostro pianeta, ben visibile negli strati alti della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stratosfera" target="_blank">stratosfera</a> (a circa 50 km di altitudine). Insieme alla videocamera, all’interno della piccola capsula, c’era anche un <a href="http://www.apple.com/it/iphone/" target="_blank">iPhone 4</a> utile per poter localizzare il pallone nel suo viaggio. L’iPhone, il potente computer-telefonino della Apple,  possiede infatti un rilevatore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Global_Positioning_System" target="_blank">GPS</a> con il quale è possibile comunicare da un apparecchio esterno.</p>
<p>Salendo di quota, la capsula ha affrontato temperature di -60°C e la pressione atmosferica è diminuita costantemente determinando la dilatazione del pallone fino a farlo scoppiare così per riprecipitare al suolo.</p>
<p>Ci sono voluti ben 8 mesi di ricerche e di test prima di riuscire nell’impresa.</p>
<p>11 minuti dopo il lancio, il pallone era già a 6.000 metri di quota. A 18.000 metri ha incontrato un vento che soffiava a 160 km/h. Dopo circa 70 minuti, a più di 30 km dal suolo, il pallone è esploso e nella caduta ha raggiunto i 240 km/h e successivamente ha rallentato a 24 km/h grazie a un piccolo paracadute.</p>
<p>Sorprendentemente, la piccola capsula è atterrata a soli 48 km a nord del luogo di lancio.</p>
<p>Due minuti prima di toccare il suolo, le batterie della videocamera, dopo circa 100 minuti di ripresa hanno ceduto al freddo.</p>
<p>La capsula è stata trovata nella notte, in cima ad un albero e grazie a un led lampeggiante.</p>
<p>Prima di <a href="http://vimeo.com/user3539560" target="_blank">Luke Geissbuhler</a>, un lancio simile è stato eseguito in Toscana nel  2009 dall&#8217;italiano <a href="http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/la-telecamera-nello-spazio-il-precedente-italiano/54008?video" target="_blank">Francesco  Bonomi</a>.</p>
<p>Guardate il video e scoprirete come la realtà supera la fantasia!</p>
<p>Di Luke Geissbuhler       <a href="http://vimeo.com/user3539560" target="_blank">http://vimeo.com/user3539560</a></p>
<p>Di Francesco Bonomi     <a href="http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/la-telecamera-nello-spazio-il-precedente-italiano/54008?video" target="_blank">http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/la-telecamera-nello-spazio-il-precedente-italiano/54008?video</a></p>
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		<title>Il DNA più lungo del mondo!</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 21:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il raro fiore giapponese che appare nella foto, chiamato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Paris_japonica" target="_blank"><em>Paris japonica</em></a>, è il possessore della molecola di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DNA" target="_blank">DNA</a> più lunga che esiste, fino a 50 volte più lunga di quella umana!</p>
<p>La notizia è apparsa recentemente su una prestigiosa rivista scientifica che si interessa appunto del mondo vegetale (<em>Botan</em><em>ical Journa</em><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/sn-japonica6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3769" title="sn-japonica" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/sn-japonica6-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a><em>l of the Linnean Society, </em>Sett. 2010), in questo modo è passato al secondo posto il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marbled_lungfish" target="_blank"><em>Protopterus aethiopicus</em></a>, quello strano pesciolino, dalle caratteristiche primitive capace di respirare dentro e fuori dell’acqua. Il DNA è una lunga molecola che potremmo rappresentarci come una catena i cui anelli sono costituiti da un paio di molecole chiamate: “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/DNA" target="_blank">basi azotate</a>”. Ebbene, la <em>Paris japonica</em> possiede 149 miliardi di coppie di basi azotate, il Protopterus ne ha 130 miliardi e l’uomo circa 3 miliardi. La molecola di DNA della Paris è così lunga che, se la srotolassimo tutta, arriverebbe a misurare quasi 100 metri!</p>
<p>Le ricerche che sono state condotte, ci informano che gli organismi che possiedono una molecola di DNA così lunga tendono ad avere una certa vulnerabilità alle condizioni climatiche e all’inquinamento, sono perciò un tantino più fragili di altri organismi. Probabilmente, il difetto è da addebitare al fatto che il tempo e il lavoro richiesto per replicare il DNA risulta troppo dispendioso. Il DNA, vogliamo ricordarlo, è presente nel nucleo di tutte le cellule e per questo motivo viene replicato tante volte quante sono le cellule che compongono un organismo (miliardi in un uomo).</p>
<p>Questi studi (che non stupiscono gli addetti ai lavori) rappresentano una informazione inter<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/AfricanLeopardLungfishWFMi_Ap4AAf21.jpg"><img class="alignright  size-medium wp-image-3767" title="AfricanLeopardLungfishWFMi_Ap4AAf2" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/AfricanLeopardLungfishWFMi_Ap4AAf21-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>essante perché rivelano la complessità della questione. Il DNA è come un grosso libro ricco di informazioni ma, più che le informazioni stesse, a complicare la faccenda, sono le mille (o nessuna) interpretazioni che si possono dare per ogni singola informazione!</p>
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		<title>C&#8217;è vita su Marte?</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 12:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è vita su Marte? Il dibattito è ancora aperto. Il primo passo della ricerca è sempre andato nella direzione di scoprire la presenza di acqua sul pianeta marziano. Di fatto, le foto scattate dalle sonde spaziali ne hanno rivelato una superficie arida e del tutto inospitale. Negli ultimi anni però, grazie ai progressi della tecnologia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è vita su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marte_%28astronomia%29" target="_blank">Marte</a>? Il dibattito è ancora aperto.</p>
<p>Il primo passo della ricerc<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/280px-Mars_Valles_Marineris.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3726" title="280px-Mars_Valles_Marineris" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/280px-Mars_Valles_Marineris.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a>a è sempre andato nella direzione di scoprire la presenza di acqua sul pianeta marziano. Di fatto, le foto scattate dalle sonde spaziali ne hanno rivelato una superficie arida e del tutto inospitale. Negli ultimi anni però, grazie ai progressi della tecnologia, non ci sono più dubbi. Un tempo (miliardi di anni fa) il pianeta era più caldo e oggi, sulla sua superficie, rimangono i segni di fiumi, laghi e mari che ne caratterizzavano il paesaggio!</p>
<p>Dov’è finito quel mondo così simile al nostro? Se è vero che sulla Terra la vita prospera in ogni anfratto della sua superficie, perché non sarebbe potuto accadere lo stesso su Marte?</p>
<p>Come se non bastasse, nuove scoperte scientifiche hanno rivelato la presenza di vaste riserve di acqua nel suo sottosuolo e ci sono ragioni per ritenere che la presenza di alcuni elementi chimici nell’atmosfera marziana siano il frutto di attività biologica.</p>
<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/200px-Mars_atmosphere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3724" title="200px-Mars_atmosphere" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/200px-Mars_atmosphere.jpg" alt="" width="200" height="225" /></a></p>
<p>A seguito di tutte queste scoperte, la <a href="http://www.nasa.gov/" target="_blank">NASA</a> (l’Ente nazionale americano che si occupa della ricerca spaziale), ha ultimamente indirizzato le sue ricerche, piuttosto che sulla “via dell’acqua”, sulla ”via del carbonio”; Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monossido_di_carbonio" target="_blank">carbonio</a> è infatti l’elemento base di tutti gli organismi viventi della Terra.</p>
<p>Al momento sono attivi diversi progetti di ricerca sull’argomento che prevedono nuove esplorazioni del suolo e del sottosuolo marziano attraverso l’invio di sonde spaziali e di piccoli veicoli in grado di muoversi liberamente sulla sua superficie. Nonostante tutto questo fervore, gli alti costi della ricerca impongono un momento di riflessione.</p>
<p>E’ di questi giorni la notizia che nel mese di marzo (2011), la NASA renderà pubblico un rapporto dettagliato di tutti i risultati delle ricerche fin lì ottenuti.</p>
<p>C’è dunque<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/220px-MSL_concept_February_2007_-_PIA09201.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3725" title="220px-MSL_concept_February_2007_-_PIA09201" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/10/220px-MSL_concept_February_2007_-_PIA09201.jpg" alt="" width="220" height="131" /></a> grande attesa nel mondo scientifico e non, dalla valutazione dei dati del rapporto potrebbe dipendere il futuro della ricerca della vita sul pianeta rosso.</p>
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		<title>Darwin e la scoperta dell’acqua calda!</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 20:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Charles Darwin è stato un grande naturalista, si è occupato cioè di piante, di animali e di rocce. Nella prima metà dell’800 ha elaborato la “teoria dell’evoluzione delle specie”. La parola “teoria” è giustamente sinonimo di “opinione scientifica”, validissima che sia, provata e comprovata, è pur sempre una teoria! Qualche vecchio bacucco continua a pensare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin" target="_blank">Charles Darwin</a> è stato un grande naturalista, si è occupato cioè di piante, di animali e di rocce. Nella prima metà dell’800 ha elaborato la<a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/09/darwin2131.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3714" title="darwin2131" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/09/darwin2131-270x300.jpg" alt="" width="270" height="300" /></a> “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione" target="_blank">teoria dell’evoluzione delle specie</a>”.</p>
<p>La parola “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria" target="_blank">teoria</a>” è giustamente sinonimo di “opinione scientifica”, validissima che sia, provata e comprovata, è pur sempre una teoria!</p>
<p>Qualche vecchio bacucco continua a pensare all’Evoluzionismo solo come ad una “Teoria”, come se oggi, agli studenti di astronomia, si spiegasse il sistema solare accennando all’”opinione-teoria” di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Niccol%C3%B2_Copernico" target="_blank"> Copernico</a> (…quello che capì che facendo girare la Terra intorno al sole, piuttosto che viceversa, tutto appariva molto più semplice!).</p>
<p>Spiegare di cosa si tratta non è così difficile. Immaginiamo un branco di lupi ostili all’uomo. Un bel giorno una coppia di lupacchiotti, molto più socievoli degli altri, decide di avvicinarsi al villaggio degli uomini. In un primo momento gli uomini sono spaventati ma quando poi capiscono le buone intenzioni degli animali, li accolgono e decidono di adottarli.</p>
<p>Dalla coppia di lupi nascono alcuni cuccioli buoni e altri cattivi. Quelli cattivi però vengono regolarmente sterminati e così sopravvivono solo i buoni. Buoni e cattivi, in biologia, non rappresentano altro che due caratteri genetici, se ne eliminiamo regolarmente un tipo, questo tenderà a scomparire. E’ come se da un cesto colmo di palline rosse e verdi continuassimo ad estrarne una rimettendola dentro se rossa e scartandola se verde. Ad un certo punto avremo il cesto pieno solo di palline rosse!</p>
<p>Nello stesso modo cominceremo ad avere progenie di lupi sempre buoni e addomesticabili e potremmo lavorare anche su altre caratteristiche, siano esse fisiche o comportamentali. E’ pressappoco così che sono <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Origin_of_the_domestic_dog" target="_blank">sorte tutte le varietà di cani</a> che conosciamo. Nel caso che abbiamo descritto è stato l’uomo l’artefice delle trasformazioni, ma normalmente è la natura a operare in tal senso. Per sopravvivere occorre adattarsi all’ambiente che ci circonda.</p>
<p>Oggigiorno, le questioni aperte per i naturalisti non sono certo quelle di mettere in discussione che le specie viventi possano trasformarsi o meglio “evolversi” generandone di nuove e portando all&#8217;estinzione quelle vecchie. La scienza si occupa piuttosto di svelare e di comprendere come tutto ciò possa accadere. E’ un po’ come se, costatato il passaggio delle automobili per la strada, cominciassimo a farci domande sul loro funzionamento e iniziassimo così a smontarne gli ingranaggi del motore per capirne la funzione.</p>
<p>Se allora il lavoro di Darwin si limita alla costatazione che le specie possono trasformarsi (…più una lunga serie di ragionevoli conseguenze) e se tale costatazione – dicevo – è così evidente e potremmo dire banale, perché ci sono voluti così tanti secoli prima di accorgercene?</p>
<p>Nel prossimo post elencheremo molti buoni motivi…</p>
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		<title>Le nuove frontiere della medicina</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 17:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli anni tra il 1960 e il 1980 sono stati assolutamente straordinari per quanto riguarda alcuni sviluppi della medicina moderna. In quegli anni sono state sviluppate le tecniche che permettono di sintetizzare in laboratorio speciali molecole chiamate peptidi. Questi peptidi sono parte delle più grandi e note molecole chiamate proteine. Essi sono fondamentali nella formulazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/09/2007112034laboratorio_200711211.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3707" title="2007112034laboratorio_200711211" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/09/2007112034laboratorio_200711211-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Gli anni tra il 1960 e il 1980 sono stati assolutamente straordinari per quanto riguarda alcuni sviluppi della medicina moderna. In quegli anni sono state sviluppate le tecniche che permettono di sintetizzare in laboratorio speciali <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Molecola" target="_blank">molecole</a> chiamate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peptide" target="_blank">peptidi</a>. Questi peptidi sono parte delle più grandi e note molecole chiamate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proteina" target="_blank">proteine</a>. Essi sono fondamentali nella formulazione di speciali medicine che combattono alcune malattie che un tempo erano incurabili. Prima degli anni 60, l’unico modo di ottenere una particolare molecola, era quello di estrarla da una pianta, da un animale o dovunque fosse presente. Questo metodo ha sempre avuto diversi inconvenienti. Prima di tutto risultava difficile intervenire sulla molecola che era stata ottenuta, andava presa cioè così com’era, in secondo luogo, oltre alla sostanza estratta erano presenti altri elementi non richiesti. In poche parole c’era la necessità di ottenere delle molecole pure e che fossero in qualche misura trasformabili. I vantaggi delle nuove tecniche di laboratorio si sono manifestati anche nella possibilità di produrre una gran quantità di queste molecole a un prezzo minore.</p>
<p>La relativa facilità di produrre queste molecole permette oggi di poterle testare più agevolmente, fino a quando non si ottiene cioè la molecola che agisce nella maniera sperata.</p>
<p>Le nuove frontiere della medicina riguardano l’utilizzo combinato dell’informatica, delle tecniche di laboratorio per costruire i peptidi e di tutte le scoperte riguardanti il nostro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genoma" target="_blank">genoma</a>. Il nostro genoma è presente (quasi identico!) in ogni singola <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula" target="_blank">cellula</a> del corpo (abbiamo miliardi e miliardi di cellule!), ogni cellula possiede queste informazioni perché ogni singola cellula funziona come un mini – laboratorio dove sono costruite le molecole di cui siamo fatti e in particolare di proteine.</p>
<p>In futuro potranno crearsi nuovi vaccini e nuove medicine e magari potranno essere personalizzati. In particolare potranno essere ridotte le controindicazioni che sono presenti in ogni farmaco.</p>
<p>Per tutti quelli che però fraintendono l’uso dei farmaci, mi permetto di ricordare che, in mancanza di serie patologie, piuttosto che alle medicine sarà meglio pensare a fare un po’ di sport, a mangiare con gusto e a goderci i momenti della vita!</p>
<p>M. Filoso</p>
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		<title>Animali allo specchio</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 16:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Non si finisce mai di meravigliarsi delle capacità degli animali. Forse è stato sempre sbagliato il punto di partenza, noi umani non siamo estranei al mondo animale. Il nostro processo evolutivo ci ha portati semplicemente a sviluppare maggiormente alcune capacità cerebrali. I nostri cugini più prossimi, gli scimpanzè, hanno dimostrato spesso di superarci in diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/09/85zbupv.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3667" title="85zbupv" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/09/85zbupv-253x300.png" alt="" width="253" height="300" /></a>Non si finisce mai di meravigliarsi delle capacità degli animali. Forse è stato sempre sbagliato il punto di partenza, noi umani non siamo estranei al mondo animale. Il nostro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione" target="_blank">processo evolutivo</a> ci ha portati semplicemente a sviluppare maggiormente alcune capacità cerebrali. I nostri cugini più prossimi, gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pan_troglodytes" target="_blank">scimpanzè</a>, hanno dimostrato spesso di superarci in diverse gare di destrezza che presupponevano un’intelligenza matematica e una buona e rapida memoria. Anche altri <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mammalia" target="_blank">mammiferi</a> hanno capacità eccellenti.</p>
<p>Lo psicologo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gordon_G._Gallup" target="_blank">Gordon Gallup</a> dell’<a href="http://www.albany.edu/" target="_blank">Università di Albany</a> (240 km a nord di New York) ha dedicato la propria vita allo studio degli scimpanzè e appartiene a lui il famoso “<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mirror_test" target="_blank">test dello specchio</a>”. Lo scopo è di verificare quali animali riescono a riconoscersi allo specchio, a capire cioè che nello specchio non c’è altro che la loro immagine riflessa.</p>
<p>L’esperimento non è di poco conto se pensiamo che anche i bambini difficilmente riescono a superarlo prima dei 18 mesi. E allora ecco l’elenco delle specie che l’hanno superato:</p>
<p>Scimmie: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pan_paniscus" target="_blank">bonobi</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pan_troglodytes" target="_blank">scimpanzè</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pongo_%28zoologia%29" target="_blank">oranghi</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gorilla_gorilla" target="_blank">gorilla</a>.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orcinus_orca" target="_blank">Orche</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elephantidae" target="_blank">elefanti</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Delfino" target="_blank">delfini</a>.</p>
<p>La maggior parte dei maiali esaminati è riuscita a utilizzare lo specchio per scovare una ciotola di cibo nascosta dietro un muro, solo uno su sette ha guardato dietro lo specchio.</p>
<p>Anche alcuni uccelli come le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pica_pica" target="_blank">gazze</a> e i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Columba_livia" target="_blank">piccioni</a>, se debitamente addestrati, danno qualche risultati.</p>
<p>Sorprendentemente però, proprio loro, i nostri compagni di vita, i cani e i gatti, hanno fallito il test.</p>
<p>Anch’io ho provato a fare l’esperimento dello specchio con il mio cane, ero convinto che ci riuscisse perché è incredibilmente intelligente, sulle prima si è un po’ innervosito della nuova presenza canina poi però qualcosa deve averla capita perché oltre a essersi calmato, tutte le volte che usciamo, distrattamente ci passa davanti!</p>
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		<title>Fidarsi è bene, non fidarsi&#8230; è meglio!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 13:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Filoso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[(MRI)]]></category>
		<category><![CDATA[London University College]]></category>
		<category><![CDATA[neuro-scienziato]]></category>
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		<category><![CDATA[risonanza magnetica (MRI)]]></category>
		<category><![CDATA[SCIENCE]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Fleming]]></category>
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		<description><![CDATA[Immaginiamo di assistere alla deposizione di due testimoni nell’aula di un tribunale. Il primo è assolutamente certo di quello che dice e racconta con accuratezza i fatti. Il secondo invece appare un po’ confuso, non ricorda con precisione quel che avvenne e alla fine ricostruisce una versione dei fatti, totalmente diversa dal primo. Di chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/09/neuroscienza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3651" title="neuroscienza" src="http://www.bambini-news.it/wp-content/uploads/2010/09/neuroscienza.jpg" alt="" width="250" height="249" /></a>Immaginiamo di assistere alla deposizione di due testimoni nell’aula di un tribunale. Il primo è assolutamente certo di quello che dice e racconta con accuratezza i fatti. Il secondo invece appare un po’ confuso, non ricorda con precisione quel che avvenne e alla fine ricostruisce una versione dei fatti, totalmente diversa dal primo. Di chi vi fidereste maggiormente?</p>
<p>La risposta ci proviene da un articolo apparso recentemente sulla rivista<a href="SCIENCE" target="_blank"> SCIENCE</a> e che illustra i risultati dello studio effettuato dal neuro-scienziato <a href="http://web.me.com/stephen_fleming/web/Welcome.html" target="_blank">Stephen Fleming</a> dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/University_College_%28Londra%29" target="_blank">University College</a> di Londra.</p>
<p>E’ stato osservato da vicino il funzionamento del cervello attraverso le immagini generate con uno scanner per la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imaging_a_risonanza_magnetica">risonanza magnetica (MRI)</a>. Quest’apparecchiatura permette di mappare le aree del cervello che di volta in volta si utilizzano secondo le attività che facciamo.</p>
<p>La risposta alla domanda iniziale è che la relazione tra sicurezza e accuratezza esiste sì, ma non è infallibile. Dunque potrebbe accadere di ricordarci bene un avvenimento che è in realtà andato diversamente. Si tratta sicuramente di casi particolari ma non percentualmente trascurabili.</p>
<p>Se allora vi ha sempre dato fastidio l’ostentata sicurezza del primo della classe, al suo compleanno potrete regalargli il numero di settembre SCIENCE!</p>
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