Scritto il 19 marzo 2010 da Lorenzo
In alcune piazze di Roma ci sono state delle azioni dimostrative, in cui sono stati coinvolti turisti e passanti, per protestare contro l’intenzione di privatizzare l’acqua, ovvero gli acquedotti italiani.
Una delle azioni dimostrative si è svolta in Piazza di Spagna dove un gruppo di teatranti ha messo ironicamente all’asta la fontana della Barcaccia per ricordare che l’acqua, bene prezioso che appartiene a tutti, non può essere messa in vendita, privatizzata e quindi appartenere solo ad alcuni.
La fontana è stata venduta, sempre simbolicamente, per 130 euro.
Oltre all’asta sono stati esposti striscioni con lo slogan “L’acqua è un bene comune” che impedivano il passaggio di cittadini e turisti (come si impedirebbe l’accesso di tutti all’acqua privatizzando gli acquedotti) alla scalinata di Trinità dei Monti che si trova sempre nei pressi di Piazza di Spagna.
Un’altra manifestazione si è svolta in un’altra piazza della capitale, piazza Navona; qui le tipiche fontanelle di Roma che distribuiscono acqua potabile gratuita, che vengono chiamate “nasoni” per la forma curva del rubinetto che sembra un naso, sono state simbolicamente coperte con cartelli che invitavano ad inserire una moneta da un euro – insert coin – per bere.
Queste azioni dimostrative sono state fatte anche per ricordare che il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua e che sempre a Roma sabato 20 ci sarà una manifestazione per l’acqua affinchè resti un bene pubblico. La manifestazione è indetta “contro i processi di privatizzazione dell’acqua“, come sostengono gli organizzatori, “perché è un bene comune e deve rimanere pubblico”.
Foto – lastampa.it
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