Alcuni giorni fa sono state aperte (ancora non si sa da chi) sette cisterne che si trovano in una ex raffineria di petrolio vicino a Monza, e da queste cisterne sono usciti 2,5 milioni di litri di carburante.
Questa enorme quantità di petrolio è finito nel Lambro, un fiume che si trova in Lombardia, e poi è passata nel Po, fiume che da qui scorre per un lungo tratto in Lombardia e poi in Emilia-Romagna – nella pianura padana – finche non sfocia nel mare Adriatico.
Questa onda nera è molto dannosa per l’ambiente e sta mettendo a rischio un intero ecosistema. Intanto è stata vietata la pesca e l’utilizzo delle acque del fiume Lambro, e si sta facendo il possibile per arginare il disastro ambientale cercando di contenere il petrolio e tirarlo fuori dall’acqua.
Le operazioni di bonifica potrebbero richiedere alcuni giorni, forse una settimana, e l’urgenza è quella di bloccare il cammino del petrolio e soprattutto non farlo infiltrare nei canali che servono per irrigare i campi coltivati.
Ieri in un discorso il presidente degli USA Barack Obama ha detto di voler far costruire delle nuove centrali nucleari negli Stati Uniti. Ha anche sostenuto che l’energia nucleare al momento è l’unica fonte energetica che non produce emissioni inquinanti e previene il cambiamento climatico.
Sono trenta anni che non vengono costruite delle nuove centrali nucleari negli USA, e questa decisione sta creando molto scandalo.
Le associazioni ambientaliste stanno già protestando sostenendo che Obama sta ignorando i rischi per la salute che l’inquinamento nucleare crea, come sta dimenticando la ingombrante presenza negli USA di centrali vecchie e pericolose che costa troppo smantellare e quindi sono ancora li, potenziali pericoli per tutti.
Nel tempo e in vari posti del mondo si sono verificati malfunzionamenti e incidenti agli impianti nucleari, il più famoso e distruttivo rimane quello accaduto alla centrale nucleare di Cernobyl nel 1986.
Inoltre c’è il problema delle scorie radioattive da smantellare, altra causa di inquinamento che la produzione di energia nucleare crea, problema alla cui soluzione Obama nel suo discorso non ha accennato: dove finiranno?
Il dibattito è aperto anche da noi in Italia, dove non ci sono centrali nucleari perché in un referendum del 1987 gli italiani, all’80%, hanno detto che non vogliono centrali nucleari, mentre il governo nell’ultimo anno ha dichiarato di voler costruire centrali nucleari.
Il club Bimbimbici ha lanciato un concorso di disegno che si intitola “La mia città in bici: com’è adesso, come vorrei fosse domani“, dove i bambini possono dire, attraverso i disegni, come vorrebbero che fosse la propria città.
Bimbimbici prova ad unire tutti i bambini che desiderano conoscere meglio il mondo della bicicletta anche come mezzo per moderare e diminuire il traffico di automobili.
Se ci sono più biciclette e meno macchine le città sono più vivibili, meno inquinate e più pulite, e migliora anche la vita di tutti.
Il concorso è aperto agli alunni delle scuole – i bambini e ragazzi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado – e alle associazioni.
I bambini possono dare delle indicazioni agli adulti, spiegargli la necessità di favorire gli spostamenti in bicicletta aumentando le piste ciclabili, possono ridisegnare e immaginare una città con le biciclette.
Collegata al concorso è la pedalata cittadina per la Giornata Nazionale Bimbimbici programmata per domenica 2 maggio 2010.
Un cagnolino, che è rimasto intrappolato per ben 4 giorni su un lastrone di ghiaccio in mezzo al mare Baltico, è stato salvato.
Il mar Baltico è un mare che si trova nell’Europa nord-orientale ed è chiuso dai paesi scandinavi, che comprendono la Svezia, la Finlandia e la Norvegia, e dalla Danimarca
Il cagnolino è stato trovato a quasi 100 chilometri dalla costa della Polonia su un lastrone di ghiaccio ed è stato portato in salvo da una nave di alcuni ricercatori, alcuni scienziati che fanno le loro ricerche di ricognizione meteorologica proprio nel mar Baltico.
I ricercatori, appena avvistata la bestiolina, pensavano che fosse una foca, perfettamente a suo agio in un mare freddo.
Fortunatamente si sono accorti che era un cane. Era salito sulla lastra di ghiaccio in un fiume vicino ad una città polacca e poi è stato portato al largo in mezzo al mare.
Il cagnolino è stato chiamato Misiek, parola che in polacco significa “orsacchiotto“, ed è un meticcio di pastore tedesco.
È riuscito a stare in mezzo al freddo e senza sostentamento per 4 giorni e quando è stato portato sulla nave era infreddolito e spaventato.
Il nome del meeting è “Ni, mondlokaj civitanoj” (NMC), espressione in esperanto (l’esperanto è una lingua inventata da un uomo polacco, Zamenhof, ed è stata creata per far dialogare i popoli con l’obiettivo di creare tra di essi una maggiore comprensione e favorire la pace, un idioma che appartiene a tutti ed è una seconda lingua oltre alla propria lingua madre) che significa “Noi, cittadini globali-locali”.
Al meeting partecipano giovani relatori che provengono da molti (oltre 90) paesi del mondo ed il progetto punta a far incontrare i ragazzi e giovani che vogliono costruire, partendo dalla vita di tutti i giorni, un futuro migliore, un futuro che viene deciso con la partecipazione di tutti.
I ragazzi di oggi vivranno il mondo di domani (“Il futuro non è finito“, come recità lo slogan del NMC) e possono costruirlo con la propria testa e le proprie mani, fondandolo sulla sostenibilità ambientale e su rispetto dei diritti sociali di tutti. CONTINUA A LEGGERE
L’intento è quello di risvegliare l’attenzione della società sull’importanza della biodiversità: il 2010 quindi si propone di essere un anno molto importante per tentare di salvare le specie animali a rischio estinzione ma anche quelle vegetali, e far sì quindi che la biodiversità sia tutelata e protetta.
Le risorse della natura sono utilizzate in moltissimi ambiti della vita dell’uomo, come le attività produttive, ma anche gli alimenti e l’energia, e ci riguardano quindi molto da vicino. Nel corso di tutto il 2010 in Europa e in tutto il mondo si terranno eventi per sensibilizzare tutti i cittadini su queste tematiche, ricordando come biodiversità non significhi solo animali ma anche piante e ambiente, come pure agricoltura.
Anche in Italia l’attenzione su questi temi si farà alta: nel nostro paese i festeggiamenti clou si svolgeranno durante la Settimana della Biodiversità, dal 19 al 23 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con una serie di eventi, concerti, mostre e laboratori per bambini.
I tavoli di discussione, che negli ultimi giorni sembrava dovessero fallire del tutto, solo alla fine hanno trovato un accordo minimo che fosse un piccolo passo avanti anche se non soddisfacente per molti.
Infatti molti tra i Paesi presenti hanno deciso di appoggiare comunque il Copenhagen Accord perché “Un cattivo accordo è meglio di nessun accordo” – come ha detto il presidente della Commissione, il portoghese Josè Manuel Barroso -, mentre totalmente insoddisfatti si dichiarano gli ambientalisti e le persone che stanno manifestando a Copenhagen.
Questo accordo prevede la misura di contenere entro i 2 gradi centigradi l’aumento della temperatura media sul pianeta Terra e un impegno finanziario verso i paesi poveri, quindi dei contributi economici per incrementare le tecnologie verdi dei paesi in via di sviluppo.
La Conferenza ONU sul Clima che si sta svolgendo a Copenaghen sta per volgere al termine – chiuderà i battenti dopodomani, il 18 dicembre –, e la possibilità di prendere delle decisioni che si traducano in accordi vincolanti (per ridurre l’inquinamento e l’emissione di gas nocivi che fa aumentare il surriscaldamento del pianeta) pare ancora in alto mare.
I temi forti di cui si dibatte in questi giorni sono: la possibilità di salvare le ultime foreste dando incentivi economici ai Paesi che ripiantano gli alberi ed anche a quelli che li preservano (tema che prima era stato trascurato), gli aiuti economici da dare ai paesi in via di sviluppo per favorire l’adozione di misure per diminuire i gas inquinanti e le energie rinnovabili.
Le opinioni dei rappresentanti dei Paesi intervenuti restano diverse su praticamente tutti i temi e le discussioni sono accese. CONTINUA A LEGGERE
A differenza di quanto era stato dichiarato qualche settimana fa la Cina alla Conferenza ONU sul Clima che si tiene a Copenaghen (è iniziata lunedì 7 dicembre, tre giorni fa) si è pronunciata a favore di una riduzione delle emissioni di gas inquinanti del 40% entro il 2020 rispetto al livello di gas che c’è stato nel 1990.
L’anno 1990 è stato preso come punto di riferimento in questo vertice e le percentuali che si contrattano si riferiscono quindi a quanto devono ridursi i gas emessi rispetto a quelli che sono stati misurati in quella annata.
Questa notizia fa ben sperare, tenendo conto del fatto che la Cina assieme agli Stati Uniti emettono il 40% dei gas serra che inquinano l’atmosfera di tutto il pianeta. CONTINUA A LEGGERE
Il Nepal è uno stato dell’Asia meridionale (la capitale è Kathmandu) e il surriscaldamento climatico minaccia questa regione tendendo a far sciogliere i ghiacciai e tutta la catena montuosa dell’Himalaya, dove si trova l’Everest, potrebbe avere dei seri danni.
Infatti l’aumento della temperatura terrestre porta i ghiacciai di tutta questa regione a sciogliersi rapidamente e questo potrebbe causare secondo gli esperti disastrose alluvioni (tsunami).