Archivio | Ambiente e ecologia

Ambiente e ecologia, News, Primo piano

Plastiki: dagli Stati Uniti all’Australia con una barca fatta di bottiglie di plastica

Scritto il 27 luglio 2010 da Lorenzo

Plastiki è un catamarano di plastica, una barca costruita con plastica riciclata e adesivo ecologico, ben 12.500 bottiglie e molte buste di plastica.
Plastiki è partita il 20 marzo dalla California, negli Usa, ed è arrivata in Australia dopo 130 giorni di navigazione in mare; molti pensavano che non ce l’avrebbe fatta.

L’esperimento è stato fatto per dare un messaggio sul problema dell’inquinamento, per dimostrare che si può fare di più per ridurre l’inquinamento, riciclando di più.
Inoltre l’avventura del Plastiki ha voluto portare una testimonianza anche sull’inquinamento dell’oceano Pacifico, oceano che l’imbarcazione ha attraversato, dove a causa della plastica e dei rifiuti che vengono buttati in mare ogni anno moltissimi uccelli marini, mammiferi acquatici e tartarughe muoiono avvelenati o imprigionati nella plastica.

Foto: Album di Plastiki su Flickr

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Tempesta Bonnie: nuovo rallentamento alle operazioni per fermare la Marea Nera

Scritto il 23 luglio 2010 da Lorenzo

Nel Golfo del Messico, dove è affondata la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon con la conseguente grave perdita di petrolio che sta creando il disastro ambientale chiamato Marea Nera, si sta avvicinando un nuovo pericolo: la tempesta tropicale Bonnie.

A causa dell’avvicinarsi di questa tempesta alle coste Golfo del Messico si sono dovute sospendere le operazioni di bonifica del petrolio che fuoriesce dal pozzo, quindi fermare le 65 navi impegnate nelle operazioni e allontanare le circa 2mila persone che lavorano per fermare la marea nera.

Purtroppo questo ritarderà di quasi due settimane la chiusura definitiva della falla e la creazione di un pozzo di “appoggio” che dovrebbe aiutare a fermare la perdita di petrolio.

Immagine: l’immagine indica il percorso previsto dalla tempesta Bonnie sul Golfo del Messico e sulla costa americana ed è tratta dal sito del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA),  che è una agenzia che negli  Stati Uniti si interessa di meteorologia.

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Ritrovato in Sri Lanka un Lori gracile, animaletto ritenuto estinto

Scritto il 20 luglio 2010 da Lorenzo

Un piccolo mammifero notturno, il Lori gracile, che si credeva estinto da molti anni, è stato fotografato in Sri Lanka (lo Sri Lanka è un piccolo paese che si trova su una isola a sud del continente asiatico – nella mappa sotto lo Sri Lanka è segnato in verde).

Il Lori gracile (in realtà è una sottospecie di Lori gracile, il nome esatto è Loris tardigradus nycticeboides, le dimensioni dell’animaletto vanno dai 17 ai 26 centimetri, il peso dagli 85 ai 350 grammi – può stare nella mano di un uomo) è stato trovato e fotografato da alcuni ricercatori inglesi (all’interno del programma The Zoological Society of London, un progetto inglese di protezione e monitoraggio degli animali in via d’estinzione) che stavano facendo ricerche per cercare di capire se vi sono esemplari di questa specie ancora esistenti, visto che non si avevano notizie e avvistamenti di Lori gracile da 65 anni e si credeva ormai praticamente estinto.

E invece è stato fotografato, dopo più di 1000 appostamenti nella foresta, su un ramo di un albero, nella notte, con i suoi occhietti vispi e timidi, come si vede nella bella foto sopra.

Fonte della notizia e della foto: il sito di The Zoological Society of London (ZSL), il programma inglese di protezione e monitoraggio degli animali in via d’estinzione.
Per la mappa: wikipedia.org

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Golfo del Messico: la Bp riesce a tappare la perdita di petrolio

Scritto il 16 luglio 2010 da Lorenzo

Con l’ultimo intervento per chiudere la falla aperta alla petroliera Deepwater Horizon affondata nel Golfo del Messico la Bp ha annunciato che il tappo installato funziona e ferma totalmente la fuoriuscita di petrolio in mare.

E’ la prima volta, dopo l’incidente del 20 aprile scorso, 86 giorni fa, che non esce più petrolio dal pozzo a 1.500 metri di profondità, il tappo ha superato anche le prove che sono state fatte per vedere se riesce a reggere la pressione.

La società responsabile del pozzo di petrolio comunque ha detto di non sapere per quanto tempo riuscirà ad impedire che il petrolio riprenda a sgorgare in mare (ricordiamo che è la prima volta nella storia che si ha un incidente di questo tipo a queste profondità sottomarine), ma per ora il petrolio non esce più e questa è sicuramente una buona notizia.

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Al Bioparco di Roma è nato un piccolo di zebra: decidi tu il nome – le foto

Scritto il 14 luglio 2010 da Lorenzo

Il Bioparco è uno zoo, il giardino zoologico di Roma dove vivono molti animali che si possono visitare.
Ora il Bioparco di Roma ha un nuovo abitante, un piccolo di zebra che pesa 30 chili, nato da mamma Wendy (che ora non lo perde di vista un attimo) e papà Chucky.

La piccola giraffa non ha ancora un nome e il Bioparco invita tutti i bambini a inviare una mail all’indirizzo babyzebra@bioparco.it suggerendo un nome per il neonato, il nome sarà poi scelto tra tutti quelli proposti.

Fonte foto: repubblica.it

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Marea Nera: nuovo tappo alla falla della piattaforma petrolifera affondata

Scritto il 11 luglio 2010 da Lorenzo

Un altro tentativo da parte della Bp per arginare la ‘marea nera‘, per chiudere la falla aperta nelle tubature della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon affondata con un nuovo tappo più efficiente.

Nel Golfo del Messico i robot sottomarini hanno iniziato la rimozione della copertura che era stata messa al pozzo per poterla sostituire con questo nuovo tappo di contenimento, cioè una nuova campana che dovrebbe riuscire a raccogliere una quantità superiore del petrolio che dalla perdita finisce in mare: secondo i tecnici il nuovo tappo dovrebbe riuscire a sigillare la perdita assorbendo 80.000 barili di petrolio greggio al giorno, contro i 25.000 garantiti dall’attuale copertura.

Il responsabile per le operazioni di contenimento del greggio, si chiama Thad Allen, ha detto che con il nuovo tappo “ci sono possibilità significative di ridurre drasticamente la fuoriuscita di greggio e forse di chiudere completamente il pozzo entro la prossima settimana”.

AGGIORNAMENTO DEL 13 LUGLIO ORE 11.50

E’ stata completata l’applicazione del nuovo tappo – il gigantesco coperchio spesso 5 metri e del peso di 40 tonnellate, installato grazie ai robot sottomarini che hanno lavorato alla profondità di 1600 metri – sul pozzo petrolifero nel Golfo del Messico.
Ora si dovranno fare delle verifiche per vedere se tutto funziona e poi il tappo dovrebbe riuscire a catturare tutto il petrolio che esce senza farne disperdere altro in mare.

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Marea nera: si avvicina tempesta tropicale, a rischio operazioni nel Golfo del Messico

Scritto il 26 giugno 2010 da Lorenzo

Si chiamata ‘Alex‘ la tempesta tropicale che potrebbe abbattersi nel mare del Golfo del Messico, dove è affondata la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon.

Una tempesta tropicale, o ciclone tropicale, produce numerosi e fortissimi temporali, con venti e piogge violente.

La tempesta tropicale che si sta dirigendo verso il Golfo del Messico minaccia le operazioni di pulizia e di recupero del petrolio uscito dai tubi rotti della piattaforma petrolifera gestita della Bp.

Secondo i meteorologi la tempesta potrebbe arrivare dalle parti del Golfo del Messico la settimana prossima, ma potrebbe anche cambiare direzione.

AGGIORNAMENTO DEL 30 GIUGNO

Alex passerà vicino ai luoghi dove ci sono le navi che stanno effettuando le operazioni di recupero del petrolio (marea nera) nel Golfo del Messico, ma le risparmierà.

Le operazioni di pulitura stanno subendo, comunque, un piccolo rallentamento a causa delle onde di 4 metri generate da Alex, onde che hanno costretto le navi a rifugiassi nei porti.

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Marea nera: falla riaperta dopo un incidente e poi richiusa

Scritto il 24 giugno 2010 da Lorenzo

Ancora alcune news dalla ‘marea nera‘, la marea di petrolio disperso nel Golfo del Messico dopo che la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon è affondata causando uno dei peggiori disastri ecologici mai avvenuti.

Infatti a causa di un incidente, uno scontro tra una macchina automatizzata, un robot sottomarino utilizzato per riparare il disastro, e alcune tubature è stato rimosso il tappo che permette di recuperare il petrolio che esce dalla perdita e il petrolio greggio ha ricominciato a disperdersi in mare.
Fortunatamente dopo alcune ore il coperchio è stato rimesso a posto.

Intanto lo stop chiesto dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama alle trivellazioni in acque marine profonde è stato bocciato da un giudice americano, quindi le trivellazioni per cercare petrolio a queste profondità sottomarine possono reiniziare, nonostante il rischio che possano provocare incidenti disastrosi come quello alla Deepwater Horizon.

E purtroppo c’è un’altra brutta notizia che segnaliamo, infatti sempre ieri si è tolto la vita un capitano, un pescatore di 55 anni che aveva preso a lavorare per la Bp, la società responsabile della piattaforma affondata, dopo che aveva perso il lavoro, come tanti altri, a causa della marea nera che non permette la pesca nelle acque del Golfo.
Secondo il medico legale l’uomo “era disperato per la crisi del petrolio“.

Foto: criticamente.it

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L’Orso Dino è tornato in Italia – le foto

Scritto il 21 giugno 2010 da Lorenzo

Pare che l’orso Dino, un esemplare di maschio di orso bruno venuto in Italia dalla Slovenia (ne abbiamo parlato qualche settimana fa, si era fatto vedere nel Veneto, nelle valli del Trentino e nei boschi del Friuli, dove aveva terrorizzato e fatto razzie di greggi e animali domestici), sia tornato in Italia: ci sono stati vari avvistamenti e con molta probabilità nella foto sopra e nella foto sotto è proprio lui, un orso dal peso tra i 130 e i 150 chilogrammi.

Secondo gli esperti l’orso è tornato perché questa è la stagione dell’amore e Dino sta facendo un giretto in Italia alla ricerca di una orsa.

La presenza di un orso in quelle zone è comunque una buona notizia perché è segno che gli interventi per ricreare gli ambienti naturali boschivi di quei territori stanno funzionando, ci sono più animali selvatici, prede e predatori.

Foto: messaggeroveneto.it

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Barack Obama: la Marea Nera, l’11 settembre e la necessità della “energia pulita”

Scritto il 16 giugno 2010 da Lorenzo

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in un discorso alla televisione americana in cui ha affrontato il problema della marea nera, cioè il disastro ecologico causato dall’affondamento nel Golfo del Messico della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, ha detto che tutto quello che è accaduto ha fatto capire quanto sia importante incrementare e sviluppare le energie pulite: «è arrivato il momento di passare alle energie pulite» ha detto.

Le energie pulite cui si riferisce Obama sono quelle che non inquinano e sono prodotte da fonti che si rigenerano naturalmente (per questo sono anche chiamate energie rinnovabili); tra le energie rinnovabili ci sono l’energia idroelettrica (ad esempio quella prodotta sfruttando lo scorrere dell’acqua dei fiumi), l’energia solare e quella eolica (dal vento).

Barack Obama precedentemente aveva anche paragonato l’assalto distruttivo della marea nera agli attentati dell’11 settembre del 2001 quando alcuni aerei dirottati da terroristi si sono abbattuti sulle Torri Gemelle, alcuni edifici che si trovavano a New York, facendo quasi 3000 morti, «la marea nera è l’11 settembre dell’ambiente».

Nel suo discorso inoltre ha definito quello della marea nera come «il più grande disastro ambientale della storia» e ha dato la colpa dell’incidente alla superficialità della compagnia Bp, responsabile della piattaforma affondata, e ha detto che adesso pagherà per i danni «mettendo a disposizione tutte le risorse che serviranno».

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