Scritto il 20 giugno 2010 da Lorenzo
Aung San Suu Kyi è una donna che da anni, assieme al movimento non-violento di cui fa parte, si batte per l’affermazione dei diritti umani nel suo Paese, la Birmania, che è dominato da una dittatura che soffoca molte libertà alle persone.
La Birmania (Stato che da più di 10 anni si chiama ufficialmente Myanmar ma molto spesso viene chiamato Birmania per abitudine) si trova nella parte sud del continente asiatico (sotto c’è la cartina che mostra la posizione del paese).
Aung San Suu Kyi, che ha svolto attività politica seguendo anche gli insegnamenti del Mahatma Gandhi, quindi agendo in maniera non-violenta, per le sue battaglie a favore della democrazia in Myanmar è da anni costretta agli arresti domiciliari dalla dittatura militare che governa il suo paese e che si oppone al ritorno della democrazia.
Nel 1991 le è stato assegnato il premio Nobel per la pace, proprio perché è un esempio di coraggiosa lotta per i diritti dell’uomo, e Aung San Suu Kyi ha destinato i soldi del premo, più di un milione di Euro, al sistema sanitario e alla scuola del suo Paese.
Ieri Aung San Suu Kyi ha compiuto il suo 65° compleanno ancora agli arresti domiciliari nella sua residenza, dove è costretta senza aver commesso niente, e molti – dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama alle migliaia di persone che nel mondo hanno fatto delle manifestazioni per la donna – hanno chiesto ai dittatori/carcerieri birmani la liberazione di Aung San Suu Kyi.
Obama ha scritto una lettera dove fa gli auguri al premio Nobel e dice: «La sua determinazione, il suo coraggio, il sacrificio personale nell’impegno per i diritti umani e per il cambiamento democratico in Birmania sono fonte di ispirazione per chi è schierato per la libertà e la giustizia. Ancora una volta rivolgo un appello al governo della Birmania per il rilascio immediato e senza condizioni di Aung San Suu Kyi e di tutti i prigionieri politici e perché venga loro consentito di costruire una Birmania più stabile e prospera che rispetti i diritti di tutti i cittadini».
(Le immagini sono prese da wikipedia.)
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