Scritto il 11 giugno 2010 da Lorenzo
Fa molto discutere il disegno di legge (dll) sulle intercettazioni telefoniche, un progetto di legge voluto dal governo che si muove in questi giorni verso l’approvazione definitiva.
Per ‘intercettazioni’ si intende il registrare, all’insaputa delle persone che parlano, le conversazioni che avvengono per telefono o in una stanza tra due o più persone per poter fare indagini e capire se si stanno commettendo delle violazioni della legge o meno.
Il disegno di legge sulle intercettazioni limita la possibilità per gli investigatori di fare queste registrazioni e fa delle multe altissime ai giornali che pubblicano le intercettazioni.
Ieri questo disegno di legge è stato approvato dal Senato, cioè in una delle due aule del Parlamento italiano. Entro il mese di luglio la legge sulle intercettazioni deve andare all’altro ramo del Parlamento, alla Camera, e qui potrebbe essere approvata definitivamente.
Per i promotori di questo disegno di legge spesso le intercettazioni limitano la privacy, cioè il diritto di ognuno a che non venga violata la riservatezza riguardo alla vita privata e alle informazioni personali, quindi le intercettazioni vanno limitate.
Di parere contrario sono molti giornalisti e gente comune che si oppone a quella che viene anche chiamata “legge-bavaglio” perché la legge se approvata metterà un bavaglio ai mezzi di informazione, un fazzoletto legato intorno alla bocca per non consentire di fare informazione e di far conoscere i risultati di intercettazioni giudiziarie dove siano rivelati dei reati.
Secondo chi si oppone al disegno di legge sulle intercettazioni, infatti, se viene approvato questo ddl con molta difficoltà si riuscirà a fare indagini giornalistiche e giudiziarie, perché sarà di molto limitata la possibilità dei giudici di ordinare delle intercettazioni ritenute utili alle indagini.
Per questo motivo quindi i giornalisti hanno già proclamato uno sciopero per il venerdì 9 luglio, una “Giornata del silenzio” dove la stampa si asterrà, per protesta, dal fare informazione (quindi non usciranno i giornali e non ci saranno i telegiornali, per esempio).
Intanto già da oggi ci sono molte manifestazioni di protesta dei molti che si oppongono a questa legge considerata illegittima, considerata una violenza nei confronti della democrazia.
Foto: giornalaio
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