Scritto il 03 giugno 2010 da Lorenzo
Dopo l’attacco israeliano alla nave della Freedom Flotilla (la nave portava aiuti umanitari agli abitanti della Striscia di Gaza, l’attacco ha provocato la morte di 9 persone e l’arresto di più di 600 passeggeri) questa notte la maggior parte dei passeggeri della nave che erano stati fatti prigionieri è stata liberata ed è tornata a casa (tra le persone che sono tornate a casa ci sono anche 5 dei 6 italiani presenti sulla nave).
Intanto anche l’ONU – la più importante organizzazione internazionale che conta tra i suoi membri 192 Stati del mondo su un totale di 201 – ha condannato l’azione israeliana ed ha chiesto un’indagine su quello che è accaduto, oltre al rilascio dei prigionieri.
Inoltre sono sempre di più quelli che, dopo queste vicende, chiedono che il blocco ordinato dagli israeliani attorno alla Striscia di Gaza, blocco che serve anche per impedire che entrino aiuti per i palestinesi che abitano nella zona, sia revocato in modo da consentire alle persone che vivono in questo territorio di poter ricevere gli aiuti di cui hanno bisogno (lo Stato di Israele ha bloccato con l’esercito gli accessi via mare e via terra anche per impedire a queste persone di rifornirsi di beni necessari – ad esempio i medicinali – per stremarli e condurli così a smettere di resistere e arrendersi allo Stato di Israele – ricordiamo che la Striscia di Gaza è un territorio che viene conteso tra Stato di Israele e palestinesi).
Foto: lastampa.it
Tags: Attacco israeliano alla Freedom Flotilla, Freedom Flotilla, Gaza, israele, organizzazioni umanitarie, organizzazioni umanitarie e pacifiste, palestina, palestinesi, raid israele, Striscia di Gaza

