Archivio | maggio, 2010

News, Primo piano

Attacco israeliano alla Freedom Flotilla, morti e feriti

Scritto il 31 maggio 2010 da Lorenzo

Questa notte c’è stato un attacco dell’esercito israeliano alle imbarcazioni di Freedom Flotilla che stavano portando aiuti alla Striscia di Gaza, ci sono stati 9 morti e molti feriti.

La Striscia di Gaza si trova tra Israele, la Palestina e la Cisgiordania, è un territorio abitato da palestinesi ma da anni il possesso di queste terre è conteso tra i palestinesi e lo Stato d’Israele.

L’attacco di Israele è stato compiuto ai danni della Freedom Flotilla (‘flotta della libertà’), una flotta di sei navi internazionali in cui sono imbarcati più di 700 passeggeri che appartengono a 40 nazionalità diverse (ci sono anche italiani), membri di organizzazioni umanitarie e pacifiste con rifornimenti medici e alimentari a bordo delle navi, aiuti che stavano portando alle popolazioni della Striscia di Gaza dove a causa della guerra ci sono molti problemi.

Secondo l’esercito israeliano le navi avrebbero violato il ‘blocco navale’ che impedisce l’accesso al mare vicino alla Striscia di Gaza.

Tra gli oggetti trasportati dalla Freedom Flotilla c’era del materiale che il governo israeliano ha vietato di portare alle popolazioni della Striscia di Gaza, quindi oggetti compresi in una lista di 2.000 cose che non possono entrare nella Striscia di Gaza; tra questi oggetti ci sono anche libri, coperte, gomme per cancellare, sedie a rotelle, case prefabbricate…

Foto: lastampa.it

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Ambiente e ecologia, News, Primo piano

Golfo del Messico: fallita l’operazione ‘top kill’, la marea nera continua l’avanzata

Scritto il 30 maggio 2010 da Lorenzo

E’ fallita l’operazione chiamata ‘top kill‘ che doveva fermare la fuoriuscita di petrolio dalla falla della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon affondata nel Golfo del Messico, fermare l’avanzata di quella che ormai tutti chiamano ‘marea nera‘, cioè l’enorme massa di petrolio che via mare si sta muovendo verso le coste americane della Louisiana dove promette di fare enormi danni all’ambiente.

La Bp, la società responsabile della piattaforma affondata, ha ammesso che l’operazione, dopo 3 giorni di tentativi, si può considerare fallita. Ora la società vorrebbe provare con un altro piano, cioè con l’utilizzo di robot sottomarini che dovrebbero chiudere il tubo con una valvola e poi collegare questa a un nuovo tubo e attraverso questo tubo aspirare il petrolio fino alla nave di appoggio in superficie.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, dopo i primi entusiasmi (‘top kill’ all’inizio sembrava funzionare), non ha nascosto la sua preoccupazione per il nuovo fallimento e per  i rischi del nuovo piano, anche questo mai tentato ad una profondità sottomarina di 1500.

Sono passati ormai 40 giorno dall’incidente e dall’affondamento di  Deepwater Horizon e purtroppo non si è ancora riusciti a fermare la perdita di migliaia di litri di petrolio che continuano a uscire nel Golfo del Messico.

Foto: Adnkronos

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Ambiente e ecologia, News

Ambiente: i Paesi ricchi destinano nuovi fondi per combattere la deforestazione

Scritto il 28 maggio 2010 da Lorenzo

Una buona notizia per l’ambiente arriva dalla Climate forest conference (Conferenza sul Clima e le Foreste), una conferenza che si tiene in questi giorni ad Oslo (la capitale della Norvegia): i paesi ricchi hanno deciso che aumenteranno i fondi per combattere la deforestazione.

I fondi stanziati saranno portati a 4 miliardi di dollari, 500 milioni in più rispetto a quanto era stato deciso in occasione del vertice di Copenaghen sul clima che si è tenuto qualche mese fa.

Questo aumento di fondi per aiutare l’ambiente è dovuto al fatto che, oltre ai soldi che avevano promesso gli Stati Uniti, la Norvegia, il Giappone, il Regno Unito, la Francia e l’Australia, si sono aggiunti fondi apportati da Germania e Danimarca.

La deforestazione, o diboscamento, è l’abbattimento degli alberi di una foresta, una operazione che se fatta in maniera eccessiva e senza un progetto per proteggere l’ambiente e le foreste può fare molti danni all’ambiente e all’uomo (tra gli effetti negativi della deforestazione c’è la desertificazione, cioè la trasformazione in deserto di intere zone dove prima c’era vegetazione, il riscaldamento globale ed anche erosioni e frane).

Foto: Corriere del Ticino

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News, Scienza e Tecnologia

Spazio: lo Shuttle Atlantis concude la sua ultima missione e va in un museo

Scritto il 27 maggio 2010 da Lorenzo

Si è compiuta ieri l’ultima missione spaziale dello shuttle Atlantis: è atterrato sulla Terra, in Florida, dopo 12 giorni di missione nello spazio, missione in cui ha portato rifornimenti e manutenzione alla Stazione Spaziale Internazionale, la stazione spaziale che è in orbita attorno alla Terra.

Ora lo Space Shuttle Atlantis, dopo 25 anni di attività, andrà in pensione. Lo Shuttle Atlantis è uno dei cinque Space Shuttle costruiti dalla NASA, ed uno dei tre shuttle rimasti (gli altri due shuttle sono il Discovery e l’Endeavour, i loro voli finali saranno a settembre e novembre di quest’anno).

La NASA (sigla che sta per National Aeronautics and Space Administration, in italiano Amministrazione Nazionale dell’Aeronautica e dello Spazio), che è l’organizzazione che si occupa del programma spaziale degli Stati Uniti d’America, ha deciso di abbandonare gli Space Shuttle, quindi questo tipo di navetta spaziale, per intraprendere una nuova fase nell’esplorazione spaziale chiamata Programma Constellation con la creazione di una nuova generazione di veicoli spaziali con equipaggio.

Lo Shuttle Atlantis è rimasto in orbita per 282 giorni in totale, 31 voli in tutto; ora probabilmente finirà in un museo (o almeno questa dovrebbe essere la sua destinazione, anche se non si sa ancora in quale museo e potrebbe anche essere creato un museo solo per lo shuttle).

Ecco la foto dello Shuttle Atlantis che decolla verso il suo meritato riposo:


Foto | Ansa

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Ambiente e ecologia, News, Primo piano

Marea nera: la Bp prova la chiusura definitiva del pozzo – operazione “top kill”

Scritto il 26 maggio 2010 da Lorenzo

La Bp, la società che è responsabile della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon affondata al largo del Golfo del Messico 35 giorni fa, sta tentando la chiusura definitiva della perdita di petrolio.

L’operazione, chiamata ‘top kill’, è molto delicata e inizia questo pomeriggio (negli USA è mattina) è dovrebbe durare più di 10 ore; secondo la Bp ci sono il 60-70% di possibilità che abbia successo e chiuda la falla.

La ‘top kill’ consiste nel fermare il flusso di petrolio che fuoriesce dalla perdita delle tubature, a 1.500 metri di profondità (la principale difficoltà nelle varie operazioni per fermare la perdita è data proprio dalla profondità: non si erano ancora mai fatte queste operazioni negli abissi), con un forte getto di fango, 22 tonnellate di fango e liquidi densi riversati ad alta pressione, e alla fine sigillare il pozzo con un tappo in cemento.

Intanto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato che si recherà venerdì sulla costa della Lousiana, la zona dove l’ambiente e la costa sono maggiormente minacciate dal disastro della marea nera di petrolio dispersa in mare, per essere sul luogo quando si saprà se si è riusciti a chiudere la falla o meno.
Obama a minacciato di togliere di mano alla Bp le operazioni che tentano di salvare la situazione, visto che la società nei vari tentativi fatti finora non è riuscita a raggiungere risultati soddisfacenti.

Sul sito della Bp ci sono le immagini trasmesse da una webcam che fa vedere in diretta la falla, ecco il link: http://www.bp.com/liveassets/bp_internet/globalbp/globalbp_uk_english/homepage/STAGING/local_assets/bp_homepage/html/rov_stream.html

AGGIORNAMENTO DI VENERDI’ 28 MAGGIO

L’operazione ‘top kill’, che dopo la sua partenza è stata interrotta e poi ripresa, per il momento sta funzionando, sta limitando la perdita di petrolio in mare, ma si tratta di una operazione lunga e delicata che si concluderà (forse) domani.

Solo fra qualche giorno, poi, si saprà se la cementazione della falla sarà sufficiente a impedire ulteriori perdite.

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News, Politica

Intercettazioni: il disegno di legge del governo e le proteste

Scritto il 25 maggio 2010 da Lorenzo

Sta facendo molto discutere in questi giorni il disegno di legge (dll) sulle intercettazioni, un progetto di legge voluto dal governo che si muove verso l’approvazione definitiva.

Contro questo disegno di legge si sta mobilitando l’opposizione al governo in parlamento e molti giornali, giornalisti e comuni cittadini che protestano e parlano di “legge bavaglio” per dire che la legge metterebbe un bavaglio ai mezzi di informazione, un fazzoletto legato intorno alla bocca per non consentirgli di fare informazione e di far conoscere i risultati di intercettazioni giudiziarie dove siano rivelati dei reati.

Secondo gli oppositori, infatti, se viene approvato questo ddl con molta difficoltà si riuscirà a fare indagini giornalistiche e giudiziarie, perché sarà di molto limitata la possibilità dei giudici di ordinare delle intercettazioni ritenute utili alle indagini.

Per i promotori del disegno di legge contro le intercettazioni, tra cui c’è il ministro della Giustizia Angelino Alfano, spesso queste intercettazioni limitano la privacy, cioè il diritto di ognuno a che non venga violata la riservatezza riguardo alla vita privata e alle informazioni personali, quindi le intercettazioni vanno limitate.

Il testo del disegno di legge sta procedendo verso l’approvazione, ma la situazione è ancora aperta e può evolversi in vari modi.

Foto: ANSA

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News, Sport

Jordan Romero: a 13 anni scala l’Everest e realizza il suo sogno

Scritto il 24 maggio 2010 da Lorenzo

Un ragazzo americano di 13 anni, si chiama Jordan Romero, ha compiuto una difficile impresa sportiva e fissato un nuovo record: è il più giovane scalatore del Monte Everest, la montagna più alta della Terra (si trova nella catena dell’Himalaya, al confine tra il Nepal e la Cina; prima della sua impresa il record era di un ragazzo di 16 anni).

Jordan Romero, dopo aver scalato e ridisceso la cima alta ben 8848 metri assieme al padre, alla fidanzata del padre e a tre guide, sul suo sito internet ha dichiarato: “Il mio sogno si è materializzato. Sono incredibilmente felice. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e incoraggiato durante il viaggio”

Prima dell’Everest Romero, a seguito dei genitori appassionati di alpinismo, ha già scalato a 9 anni il monte Kilimandjaro in Africa (vetta alta 5.895 metri), e a 11 anni il monte McKinley in Alaska (alto 6.194 metri) e l’Aconcagua la più alta montagna del continente americano (alta 6.962 metri).

Foto: Flickr

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Primo piano, Sport

Il calendario, i giochi e il kit del tifoso: il conto alla rovescia per i Mondiali di Calcio è iniziato

Scritto il 23 maggio 2010 da Lorenzo

E’  iniziato il conto alla rovescia per i Mondiali di Calcio, che si svolgeranno in Sudafrica a partire dall’11 giugno 2010, e bambini e ragazzi hanno il loro spazio dedicato all’evento: su mypage.it c’è la pagina dedicata ai Mondiali di Calcio 2010.

Sulla pagina indicata c’è il countdown fino alla data di inizio dei mondiali, giorno in cui si potrà scaricare il Kit del tifoso, e c’è anche il Calendario del tifoso in cui sono segnalate le date e gli orari di tutte le partite, girone per girone, per seguire l’evolversi dei risultati ed essere sempre informati, fino alla finale.

Sulla pagina di mypage.it dedicata ai Mondiali di Calcio ci saranno presto anche altre sorprese e novità sui mondiali.

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News, Scuola

Il sito del programma Frutta nelle scuole: curiosità, giochi e ricette

Scritto il 21 maggio 2010 da Lorenzo

Il programma Frutta nelle scuole è una iniziativa che vuole far conoscere a bambini e ragazzi delle scuole italiane i vantaggi e il piacere di mangiare più frutta e verdura (arance, fragole, mele, carote e finocchi … mangiarne vuol dire stare bene).

Con Frutta nelle scuole in molte scuole italiane è già stata distribuita della frutta a bambini e ragazzi, e sul sito si può conoscere di più su come si coltivano frutta e verdura, sui luoghi dove crescono e sulle diverse stagioni in cui maturano i diversi frutti, e ci sono anche giochi e tanti modi di preparare e mangiare la frutta.

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Ambiente e ecologia, News

Golfo del Messico: il ‘siringone’ funziona, ma parte del petrolio verso Cuba

Scritto il 20 maggio 2010 da Lorenzo

Il cosiddetto ‘siringone’, cioè il tubo inserito nella falla del petrolio che fuoriesce delle tubature danneggiate della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon affondata nel Golfo del Messico, si è dimostrato efficace per aspirare una parte (il 40%) della perdita.

Ora però, mentre sulle spiagge americane della Florida iniziano a farsi vedere le prime tracce dell’inquinamento da petrolio, una piccola parte della enorme fuoriuscita di greggio è entrata nella Loop Current, cioè una corrente sottomarina che ruota in modo circolare all’interno del Golfo del Messico, e questa potrebbe portare il petrolio a toccare l’isola di Cuba in pochi giorni.

Ora gli Stati Uniti e Cuba stanno collaborando per cercare di limitare i possibili danni della marea.

Intanto la Bp ha annunciato che all’inizio della settimana prossima inizierà a riversare sulla falla dei fanghi pesanti con cui proverà a chiudere la perdita.

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