Scritto il 23 novembre 2009 da Lorenzo

Qualche giorno fa, il 17 novembre scorso, il parlamento ha dato l’ok ad una legge proposta dal Governo, il decreto legge Ronchi, che prevede una serie di privatizzazione nel settore dei servizi pubblici e tra questi c’è anche la liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua.
La privatizzazione - si dice anche liberalizzazione – è il dare ai privati la gestione di un sevizio che prima era gestito soprattutto da società controllate dagli organismi pubblici (come lo Stato, le Regioni, le Provincie e i Comuni).
Il decreto Ronchi è una legge che prende il nome da Andrea Ronchi, ministro delle Politiche Comunitarie dell’attuale Governo. Questa legge si muove nella direzione delle privatizzazione dei servizi di gestione dell’acqua, quindi da la gestione dell’acqua ai privati e non sarà più gestita e controllata direttamente dalle società pubbliche come era sino ad adesso.
Molti sono contrari a questa scelta perché si ha paura che così l’acqua, un bene prezioso, vitale e indispensabile per tutti sia sempre meno accessibile a tutti.
Infatti in paesi dove l’acqua è stata privatizzata, come ad esempio nel caso dell’India, il prezzo dell’acqua è aumentato di oltre il 40%, tanto da essere un bene che molte famiglie possono permettersi con molti sacrifici.
Molte associazioni si stanno opponendo a questo provvedimento e si parla di raccogliere le firme per fare un referendum che cancelli questa legge.
Con il referendum in Italia gli elettori esprimono direttamente il loro parere su una legge con la possibilità di “abrogarla”, quindi eliminarla.
Per fare un referendum in Italia si devono raccogliere 500mila firme di cittadini italiani maggiorenni.
La foto è tratta da flickr.com
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